martedì 17 aprile 2018

Lo swimrun in Italia testato sul Lago di Monate






E quando pensi di aver provato quasi tutti gli sport esistenti sulla faccia della terra (con eccezione forse del curling), ti chiamano e ti chiedono:
"vuoi venire a provare lo swinrum?" Beh - per me che sono stato per anni un appassionato triatleta - la cosa non sembra all'inizio mica così nuova!
Perché dovrei provarlo? Che cosa ci sarà di strano nello swimrun? Non è semplicemente una specie di aquathlon chiamato in un altro modo?

Beh non proprio! E per scoprirlo mi faccio coinvolgere da Veronica Castelli e Diego Novella che da oramai tre anni curano con tanta passione lo sviluppo della swimrun in Italia. E così domenica 15 aprile mi ritrovo sul piccolo e incontaminato (perché interdetto ai natanti a motore) Lago di Monate.


Lì capisco subito che non ho idea di che cosa sia effettivamente lo swim-run. Che sia uno sport che prevede nuoto e corsa lo si capisce dal nome.


Ma la sua vera particolarità sta nel fatto che le transizioni tra le fasi di nuoto e di corsa sono molte (davvero molte!) e che sono senza delle zona cambio come appunto nell'aquathlon e nel triathlon. Per questo si nuota con le scarpe ai piedi e con l'ausilio di palette e pull-buoy (che logicamente si tengono anche nella frazione corsa). Due parole su questa scarpa leggera, con un battistrada studiato per garantire una forte autopulizia e un grip eccezionale sulle superfici umide e scivolose. La Salming OT Comp è stata sviluppata partendo da pneumatici delle MTB e delle moto da cross.



Dopo un dettagliato briefing a bordo lago, sul percorso da effettuare (sia nella frazione run che nella frazione swim),  il gruppetto di otto impavidi di cui facevo parte si è lanciato in questa nuova impresa. Sei le frazioni previste per noi "principianti" così scandite corsa-nuoto-corsa-nuoto-corsa-nuoto da effettuarsi sulle strade adiacenti al lago e nelle acque del lago che – siamo onesti – in questa stagione sono ancora fredde.


Le frazioni sono iniziate con un bel  1500m di corsa – e fin qui tutto bene, anche se si avverte subito che le scarpe Salming sono state disegnate per il vero ambiente off-road dello swimrun, ovvero come le scarpe da trail risultano con tanto grip e un po' rigide sull'asfalto per poi lanciarsi in 250m di nuoto (frazione breve per acclimatarci, come ha spiegato Diego), gestendo lo shock termico con respiri profondi e facendo le prime bracciate a testa fuori.  Poi di nuovo 2km di corsa e altri 400m per la seconda nuotata che va molto meglio della prima – si inizia infatti a percepire il pull-buoy e a far lavorare le palette. Infine ultima frazione di corsa di 4km di cui i primi due in salita e due in discesa per arrivare così all'ultimo tutto in acqua per sprintare – si fa per dire – gli ultimi 400m a stile. Arrivo in spiaggia e obiettivo raggiunto: "doccia calda e birra fredda!".




Esperienza bellissima! La continua alternanza tra nuoto e corso è davvero impegnativa, ma incredibilmente divertente! Tanto che ho vissuto questa giornata come un bambino che torna a giocare il suo giocattolo preferito. Ebbene sì il mio ultimo triathlon risale al 2014 e devo dire che lo swimrun me ne ha fatto riaffiorare la mancanza. Ma è soprattutto sentendo i racconti di Diego sulle gare di questa disciplina che rimango affascinato da questo nuovo sport. Mi racconta infatti delle gare nei fiordi svedesi, sul lago di Lochness o in Galles. Gare davvero estreme con 30 diverse frazioni che alla fine possono avere anche distanze di oltre 70km (suddivisi in circa 60km di corsa e 10km di nuoto) Insomma uno sport davvero interessante e tosto… uno sport in cui mi piacerebbe davvero cimentarmi!!

mercoledì 11 aprile 2018

Parlano di noi: Skialper "inspired by mountains"



il numero in edicola


Continua ad essere altissimo l'interesse per la partecipazione all'Iditarod Trail Invitational. Questo mese evidenziata insieme ad altre tre avventure estreme nintedimenoche da SKIALPER


Lascio la parola a quanto sotto:





STRESS TEST DEL COMPLETO DA RUNNING DELLA SKINS CON SOUL RUNNING











durante un training

Ho avuto il piacere di testare su strada e off-road i seguenti prodotti della Skins :



PANTALONCINO: DNAmic Ultimate Cool Half Tights,

MAGLIA TECNICA MANICA CORTA: DNAmic Ultimate Cool short sleeve Top
GAMBALI: Essentials Seamless Calf Tights

           
alla partenza della TCE2018

Giudico i materiali molto all'avanguardia, infatti permettono una traspirabilità senza precedenti. Ho usato il completo sia in strada che in competizioni di Trail Running (vedi foto TCE 2018), esalta le sue qualità eliminando qualsiasi percezione di caldo anche nelle alte temperature e in attività prolungate (oltre sette ore di trail running al sole).
Unico suggerimento è di prendere una taglia più del solito se non si è in splendida forma, in quanto i tessuti sono molto aderenti e si rischia di evidenziare le "maniglie dell'amore".

in posa

Direi che la caratteristica che più colpisce è la sensazione di freschezza sulla pelle che la maglia garantisce e l'elasticità del tessuto che non si deforma in seguito a forti sollecitazioni.

Pagella:
Traspirabilità                10
Vestibilità                      7
Design                           8
Comfort in corsa         10
Stabilità in corsa          9
Facilità di rimozione    8


pausa durante la TCE2018

mercoledì 21 marzo 2018

Radio Deejay - Training Center del 18 marzo 2018 con Linus e Stefano Baldini





Emozionante! La medaglia d'oro Olimpica in Maratona ad Atene 2004, Stefano Baldini, e Linus intervistano Max Marta sull'Iditarrod Trail Invitational appena conclusa.


Ecco il link al file audio: audio intervista