martedì 30 maggio 2017

Provato per Voi: Scarpe TheNorthFace Endurus TR




Mancano ormai pochi giorni per la prima edizione dell'ULTRA TRAIL VIA DEGLI DEI http://www.ultratrailviadeglidei.com/ E anche se oramai da settimane soffro di un persistente dolore al polpaccio, ho deciso: la sera del 2 Giugno sarò alla partenza a Bologna e se riuscirò a controllare il dolore e i vari acciacchi arriverò a Fiesole, godendomi uno dei percorsi più suggestivi ed emozionanti degli Appennini.





Adesso quindi non mi resta che preparare il materiale, scegliendo attentamente abbigliamento, dotazioni di sicurezza e scarpe. Su quest'ultimo punto ho già deciso: a Bologna calzerò le nuove  TheNorthFace Endurus TR.






https://www.thenorthface.it/shop/it/tnf-it/scarpe-running-uomo-endurus-tr-2VUT Sono scarpe che oramai sto testando da un paio di mesi e in tutto questo tempo mi hanno dato solo riscontri positivi e un grande senso di sicurezza. Mi spiego: affrontare un ultra trail che parte da Bologna e attraversando gli appennini arriva a Fiesole significa passare una o due notti insonni, significa radici che non vedi, significa rocce nascoste dal buio, significa unghie che saltano. Fino ad oggi avevo optato per scarpe pesanti ma che mi garantissero una grande “copertura anteriore”, ad esempio le The North Face Ultra Endurance, ma stavolta ho deciso di optare per  alle TheNorthFace Endurus TR, che hanno una protezione delle dita non a livello delle Ultra Endurance ma bilanciata con il resto della scarpa e più che adeguata per gli Ultra Trail Runners evoluti. Mi piace poi la sensazione di confort che si prova nella calzata in particolare grazie la parte anteriore più larga del solito, che potrebbe essere un bel vantaggio quando in un Ultra Trail da 30 ore il piede, verso la fine, inizia a gonfiarsi.


L'altro aspetto che trovo molto interessante è l'interpola di 31mm all'altezza del tallone e 25mm nella parte anteriore che rendono la scarpa molto molto stabile e ammortizzata. Eccellente è la suola Vibram che anche in questo caso è una garanzia di affidabilità e grande aderenza a qualsiasi terreno: posso dire che malgrado la gamba dolorante non  ho sbagliato un passo e non ho perso il grip una sola volta. A questo proposito, mi sono lanciato in un test di stabilità, scendendo in velocità con la scarpa quasi slacciata (una sorta di down-hill senza casco…) e hanno tenuto alla grande. La suola inoltre ha un sistema di protezione chiamato ESS Snake Plate che protegge dai colpi che possono derivare dalle pietre.


Per quanto riguarda la tomaia, segnalo che è fatta in tessuto traspirante che regola la temperatura del piede, ma che soprattutto si asciuga  velocemente dopo aver guadato un torrente.Probabilmente la sensazione di confort è anche merito dell’l'intersuola XtraFoam™ (presenta un sottopiede in morbida gommapiuma e offre una maggiore stabilità lungo il perimetro): l’ elemento innovativo della The North Face.
Insomma una scarpa adatta a trail lunghi, non per atleti particolarmente veloci, ma per trailer evoluti sì. Una scarpa che offre una buona ammortizzazione e protezione con un trip estremamente affidabile:

Peso 7 su 10

Stabilità 8 su 10
Protezione 8 su 10
Adattabilità a terreni diversi 9 su 10

domenica 28 maggio 2017

Ultra Trail Via degli Dei: una settimana al via


Weekend di scarico obbligato. Weekend piacevolissimo. Weekend che carica a molla.


Ma andiamo per ordine. Da un mese un piccolo infortunio mi affligge, io non riesco a star fermo più di due o tre giorni e lui gioca a ripresentarsi doloroso ad ogni tentativo. Questo weekend sono sceso a patti, seduta dal Fisio in Valle e applicazione quasi alla lettera dei suoi suggerimenti: Valium (no grazie, ma messaggio forte e chiaro) e passeggiate.



A gps spento, tranne che per registrare un sentiero che volevo condividere sul blog, ho bighellonato in Val Veny sia sabato che domenica. Sabato fino al Rifugio CAI Monte Bianco e domenica fino al Lac Vert, sotto il ghiacciaio del Miage. Ora continuo a star fermo fino alla partenza per Bologna e quella dell'Ultra Trail Via degli Dei di venerdì.



mercoledì 24 maggio 2017

Trekking tra le bandiere arancioni liguri

Vista dal primo tratto

Un weekend di Trekking a sfondo enogastronomico, ma soprattutto tanta cultura



Quante volte percorrendo un sentiero vi siete chiesti chi erano i viandanti che nei secoli scorsi percorrevano quelle vie? Mercanti, esploratori, uomini e donne che cercavano fortuna in altre terre. Delle grandi vie storiche, come ad esempio la via Francigena, la via del sale o la via degli Dei che collega Bologna a Firenze, conosciamo in parte la storia millenaria. Ma di altri sentieri è più difficile conoscerne l’origine. A meno che non si abbia la fortuna che ho avuto io - grazie al Touring Club Italiano -  di poter percorre alcuni tra i più belli sentieri nell’entroterra della Liguria di Ponente  accompagnato da persone (assessori, studiosi, pubblici dipendenti locali) animati da un amore e da una cura unica per il proprio territorio. Amore e cura che il Touring Club ha premiato assegnando a questi luoghi lo status di Bandiera Arancione. Le Bandiere Arancioni sono una delle attività del TCI che dal 1998 seleziona e certifica come questo marchio di qualità turistico – ambientale i piccoli borghi eccellenti dell’entroterra. La Bandiera arancione,  viene infatti assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità, ed è uno strumento di valorizzazione del territorio.Ad oggi ci sono 222 borghi con meno di 15000 abitanti certificati bandiere arancione in tutta Italia, di cui una (Etroubles) in Valle d'Aosta.

Il mio viaggio è iniziato raggiungendo in treno la stazione di Ventimiglia da Milano. E già questo è importante: spesso partiamo per i nostri weekend senza neppure pensare se per caso possiamo utilizzare mezzi alternativi alla macchina. Eppure è così bello (e fa così bene alla natura e alla propria salute) abbandonare l’automobile a casa e lasciarsi trasportare alla propria meta! Basta solo impegnarsi un pochino e studiare le possibili coincidenze!

Il vero trekking tra i borghi è partito da Airole 
http://www.bandierearancioni.it/borgo/airole paese dalla storia millenaria con circa 400 abitanti.


La Prima Tratta va da Airole a Dolceacqua Cartina del percorso su http://www.prolocoairole.com/news/i-sentieri/


con Filippo

Prima della partenza mi rifocillo presso la vigna “la Trincea” dove assaggio le specialità locali e bevo un bicchiere di ottimo vino Roccese Riserva. Guida d’eccezione l’assessore al turismo di Airole, Filippo Di Capizzi, un Trail runner che è anche un sottufficiale degli alpini, nonché un finisher della gara più importante di scialpinismo il Mezzalama. Il percorso come potete vedere dalla cartina si sviluppa in parte sull’Alta Via dei Monti Liguri e in parte sulla Via del Sale e sul Sentiero Liguria (il meraviglioso percorso che parte da Lerici e arriva fino a qui cioè quasi al confine con la Francia attraverso 480km immersi nella natura).


da Airole a Dolceacqua

Dopo un primo tratto in salita su un costone dal quale si può ammirare il panorama offerto dalla vallata esposta verso il mare, il percorso si stabilizza e prosegue in discesa, prima su una carrareccia e poi su un bel sentiero tecnico che offre spunti interessanti per testare il mix di velocità e doti di  equilibrio. Interessante una calata nel sotterraneo di un forte fatto saltare l'8 settembre 1943 e di cui rimangono dei ruderi visitabili.  Il luogo offre molti spunti d'avventura, incluso il canyoning e un parco avventura. Arrivo al borgo Dolceacqua, dominato dal castello Doria e mi inoltro nei piccoli carrugi di questo paese così carico di storia e  la cui origine è probabilmente di epoca romana.
Dopo aver sistemato le mie cose in un accogliente B&B ceno presso il ristorante La Viassa.
Il giorno dopo presto sono pronto per affrontare la seconda tratta da Dolceacqua a Perinaldo ma prima di tutto mi concedo un warm-up di 18km sulla nuova ciclabile che unisce Dolceacqua  al mare.



Dalla Piazza del borgo http://www.bandierearancioni.it/borgo/dolceacqua, il percorso punta diritto verso sud alla sinistra orografica del torrente Nervia. Tratti di pista ciclabile nuovissima si alternano a quelli preesistenti. Particolarmente bello un tratto in cui si passa sull’altra sponda del Nervia e la balaustra appena installata è decisamente inclinata verso il torrente con un bellissimo effetto scenografico. Al ponte dopo Camporosso, decido di lasciare la ciclabile e proseguire verso sinistra fino a raggiungere la spiaggia, percorrendo qualche chilometro in più. Alla fine breve tuffo e rientro a Dolceacqua sullo stesso percorso per un totale di 18 km.  

salita da Dolceacqua



Tornato a Dolceacqua vengo preso in consegna da Jamila Chilà (Consigliere con delega turismo e cultura nel Comune di Dolceacqua, che farà da guida fino alla fine del weekend) e visito l’imponente castello dei Doria e, dopo un ricco spuntino presso l'Enoteca Regionale, parto per il trekking verso Perinaldo attraverso un sentiero che partendo dal castello s’inerpica su per la collina. In poco più di un'ora arrivo al Santuario dell'Addolorata e sono gentilmente rifocillato da una famiglia del posto. Mentre I miei compagni di viaggio si concedono una pausa più lunga, io proseguo per poco più di un centinaio di metri di dislivello per poi iniziare una discesa dritta fino alla base della ripida risalita a Perinaldo. http://www.bandierearancioni.it/borgo/perinaldo Qui sono ospite dell'hotel Lariana gestito da una coppia di ragazzi tedeschi trapiantati qui, felicemente lontani dallo stress cittadino.
Piacevole cena al ristorante Au Gaggiano, in compagnia del sindaco Francesco Guglielmi (persona di elevata cultura e capacità di condividere storia e cultura del luogo) prima della stupefacente esperienza all'Osservatorio Astronomico di Perinaldo dedicato al più illustre cittadino del borgo Giovanni Domenico Cassini, un
Astronomo a cui si deve la scoperta dei 4 satelliti di Saturno e la celeberrima meridiana di san Petronio a Bologna, chiamato poi a Parigi dal Re Sole.


vista sud da Perinaldo















Ultimo giorno nell’entroterra ligure e terza tratta da Perinaldo a Apricale http://www.bandierearancioni.it/borgo/apricale
Il sentiero è una bellissimo susseguirsi di discese e risalite attraversando il fiume che scorre nella valle varcando un millenario ponte in pietra, raffigurato nella foto sotto. La visita ad Apricale inizia in maniera può inquietante visitando la casa del boia (dove narrano le leggende ancora oggi si aggirano inquietanti spiriti), ma viene poi allietata con il tour all’austero Castello della Lucertola che completa la mattinata. Dopo il pranzo a base di specialità liguri nel ristorante da Delio, comincia il viaggio di rientro. 




il ponte prima di Apricale




lunedì 15 maggio 2017

The next generation: lo zaino del futuro per Trail Runners e Ultra Trailers evoluti è targato Osprey





Ho potuto testare la versione da 6 litri del nuovo zaino Duro di Osprey. La prima cosa che salta subito all’occhio sono i tantissimi dettagli di questo zaino.

Iniziamo dagli spallacci: ci sono ben tre tasche sui due contenitori porta-borracce da 0,5litri. Una di queste tasche ha la zip verticale, ideale per contenere il cellulare d’emergenza, che in questo modo è a portata di mano e a portata anche … di orecchio per eventuali messaggi dell’Organizzazione in entrata (stile UTMB). Le altre due tasche invece sono perfette per riporre gel e barrette, il loro facile accesso consente di tirarli fuori agevolmente mentre si corre anche a notte fonda, quando il buio e la fatica rendono complessi anche i movimenti più elementari.

Rimanendo sempre sugli spallacci, Osprey dota lo zainetto di due soft flasks con cannuccia che permette di bere senza estrarle dalla loro tasca.
Un pratico elastico attorno alle soft flask evita la loro perdita e ne riduce molto l’oscillazione dovuta alla corsa. Mentre poco più in alto un nastro evita alla cannuccia di ondeggiare. Al porta-borraccia sulla destra è assicurato un fischietto d’emergenza che però è davvero piccolissimo.
Infineg, gli spallacci sono assicurati tra loro con due bande con una chiusura innovativa e funzionale, ma qui si suggerisce un minimo di pratica se si vuol riuscire a chiuderli con una mano sola.

Nel corpo centrale dello zaino ci sono altre due tasche estendibili a rete elasticizzata per cose più ingombranti. Queste tasche sono protette da un’ulteriore strato che garantisce maggior sicurezza ed impermeabilità in caso di pioggia.
Nella parte posteriore dello zaino ci sono ben tre zip: una vicino alla schiena per eventuale sacca per l’acqua, per quelli che alle borracce preferiscono il camelbag; una piccola centrale per le dotazione di sicurezza (bende, coperta termica, documenti, soldi e chiavi); una più grande sull’esterno per giacca impermeabile, guanti e il rimanente materiale obbligatorio (cambio di vestiti, giacche antivento, eccetera).
 

Utilissimi (e soprattutto funzionali) i due elastici porta-bastoncini (Fissaggio Stow-on-the-Go™), che permettono di riporli piegati sulla sommità posteriore dello zaino.
 

Lo zaino vuoto pesa circa 380 grammi a cui però si dovrà aggiungere il chilo/litro di acqua in partenza e il peso degli altri oggetti che si porterà.
Ma la straordinaria vestibilità e l’ottimo comfort di questo zaino renderà comunque il peso facilmente “portabile”.

Prezzo Consigliato: Euro 90,00

Pagella:
Design e colori: 4
Accessibilità al materiale: 5
Sistema di idratazione: 5
Vestibilità: 4

The Good: realizza molti dei sogni degli Ultra Trail runners

The Bad: i bastoncini si possono riporre solo ripiegati e il sistema di chiusura frontale necessità esercizio preventivo