martedì 21 marzo 2017

Anteprima "Millet Tour du Rutor 2018"

Tutte le foto di Stefano Jeantet

Pronti al decollo


L'elicottero fa la spola





La stagione 2017 dello scialpinismo è in pieno svolgimento. La settimana scorsa la 32a edizione del Pierra Menta http://www.pierramenta.com/ ha dato l’avvivo al circuito de La Grande Course http://www.grandecourse.com/ celebrando lo straordinario livello dello scialpinismo italiano con la vittoria del team formato da Matteo Eydallin e Damiano Lenzi, dominatori di tutte le tappe della celeberrima corsa che si disputa sulle Alpi francesi. Al terzo posto l’altra coppia italiana composta da Michele Boscacci e Nadir “Mago” Maguet, che hanno difeso il podio terminando secondi nell’ultima tappa, davanti al fenomeno Killian Jornet Burgada quest’anno in coppia con il francese Alexis Sévennec. E se gli atleti adesso stanno scaldando i motori per il prossimo appuntamento che sarà il 2 aprile sulle nostre montagne con Adamello Ski Raid  http://www.adamelloskiraid.com/ 
si scaricano gli sci


Io, grazie agli organizzatori e a Millet http://www.millet.fr, lo sponsor dell’evento, sono tornato sulle montagne della Valgrisanche a testare una parte del percorso del Millet Tour du Rutor Extrême http://tourdurutor.com/   o https://www.facebook.com/pg/tourdurutor/about/?ref=page_internal, altra mitica gara de La Grande Course che l’anno prossimo disputerà la sua 19° edizione. Per dare un’idea dei dettagli tecnici, la scheda della gara indica 7000 mt dislivello positivo, 25 cambi di assetto, una lunghezza di 75 km in 3 tappe, 40 km di salite, 32 km di free ride e dulcis in fundo 5 km di creste e canali. Probabilmente il valore di questa esperienza è stato per me amplificato dall’aver partecipato “dal di dentro” alla scorsa edizione del Tour du  Rutor. E così, quest’anno,sono tornato alle pendici del ghiacciaio del Rutor, ancora più cosciente degli straordinari sforzi necessari a far funzionare la macchina organizzativa di questa manifestazione sportiva che nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di ben 660 scialpinisti provenienti da 19 differenti nazioni. E anche quest’anno sono rimasto più affascinato dalla maestria in montagna e dalla competenza alpinistica del vero e proprio deus ex machina di questo evento: la guida alpina Marco Camandona, direttore di gara dell’evento.
 








Tour du Rutor, Aosta, Italy. 5,534 likes · 323 talking about this. Gara internazionale di scialpinismo a coppie inserita nel prestigioso circuito La...


Lo scorso anno avevo avuto la fortuna di poter testare il percorso della prima giornata della gara. Ero salito da Valgrisenche verso la vallata che porta a Il Sigaro con le squadre responsabili della tracciatura del percorso e avevo seguito le operazioni di balissaggio svolte nella massima concentrazione da persone di grandissima esperienza. Quest’anno invece sempre assieme a Marco Camandona e a pochi altri fortunati ho provato il percorso della terza tappa del TdR quella che da Planaval arriva fino ai margini del ghiacciaio dello Chateau- Blanc
 
si segue la traccia
 
verso la vetta
 
quasi 2000 di discesa

Le condizioni meteo poco favorevoli e il fitto programma della giornata, fanno sì che gli organizzatori decidano di “risparmiarci” i primi 1000m di dislivello del tracciato, accompagnandoci a quota 2800n con gli elicotteri da dove poi, una volta messe le pelli agli sci, inizierà la salita. La presenza di una troupe televisiva e di fotografi di settore, creano un’atmosfera da grande evento. E dopo un breve briefing di Marco Camandona si parte. Tutti procediamo in silenzio dovutamente dietro alle guide alpine, sferzati da un vento che arriva a raffiche violente contro di noi. Solo l’instancabile fotografo Stefano Jeantet, si esibisce in allunghi muscolari per immortalare tutti nei loro attimi di fatica. Si procede ad un buon ritmo ma che permette a tutti i componenti  del gruppo di procedere agevolmente in fila indiana sfruttando la traccia di Marco Camandona. Le inversioni in salita sono tutte da manuale, anche sui pendii più ripidi a dimostrare il buon livello dei partecipanti. Arrivati a quota 3400m lasciamo gli sci e proseguiamo a piedi verso la vetta con un vento che si fa sempre più violento. Raggiungiamo il punto dove nella prossima edizione del Tour du Rutor sarà predisposta una piazzola di circa 10 mq nella quale i concorrenti si infileranno gli sci e si cimenteranno a tutta velocità nella discesa che li porterà al traguardo finale. Lo spettacolo da qui sarebbe davvero mozzafiato senza le nuvole che incombono, siamo infatti a pochi metri in linea d’aria dalla vetta del Rutor. Siamo felici di essere qui, ma ancora di più non vediamo l’ora di togliere le pelli e buttarci nella sciata di ritorno. Le prime curve le facciamo su una discesa alquanto ripida, ma su un pendio molto largo, che permette curve ampie a chi non vuole prendere troppa velocità. La neve è dura e ci sono onde di ghiaccio formate dal vento che mettono a dura prova i muscoli e l’equilibrio. Poi la discesa si stringe e si iniziano ad avere dei passaggi obbligati, ma meno ripidi: e anche qui la sciata, grazie al percorso indicato dalla guida alpina che apre il gruppo, è davvero godibilissima.

Man mano che si perde quota la neve diventa primaverile e si fa insidiosa. Per evitare un ruscello scoperto per un paio di metri, mi ritrovo letteralmente in un cespuglio, forse lo stesso dove lo scorso anno, senza provare un minimo di pietà, avevo fotografato uno sfortunato concorrente che, come me, lì era planato a poche centinaia di metri dal traguardo. Chi la fa l’aspetti!
si brinda al TDR2018

Arrivati a Planaval, ci accolgono i rappresentanti della meravigliosa la comunità locale di Arvier – Planaval per offrirci un pranzo strepitoso a base di prodotti locali che ci ripaga di tutte le fatiche.  

La Valgrisenche è un vero tesoro nascosto della Valle d’Aosta. Una valle ideale per chi fa scialpinismo perché in questi monti ci sono alcune tra le più belle gite di skialp e freeride. Ma non solo: una valle al centro della regione da cui si raggiungono in pochi minuti le località più famose come Courmayeur, Pila e Cogne. Insomma un luogo ideale in cui soggiornare per chi ama la sport di montagna a 360 gradi. Ma anche un luogo ideale per chi vuole vivere l’esperienza di trovarsi immerso in una comunità che ama la propria terra e la valorizza con prodotti sopraffini (i formaggi e i vini locali sono tra i più pregiati della regione). Ma anche una comunità che ha spostato il suo amore per lo scialpinismo realizzando, con anima e cuore, una manifestazione sportiva davvero straordinaria com’è il Tour du Rutor Extreme.