giovedì 6 settembre 2018

Quest'estate ho testato il nuovo Suunto 9



Arrivo alla UTMB-OCC con il Suunto 9 al polso



Più frequento l’alta montagna e più cresce la mia simbiosi con Suunto. Perché in outdoor la sicurezza si ottiene anche grazie al possesso di dati affidabili  (altitudine, distanza, temperatura etc.). E i GPS  Suunto – come ho potuto constatare negli anni – sono in questo una vera garanzia. Dal 2015 uso un Suunto Ambit 3 Peak e da allora è stato sempre mio compagno inseparabile. L’ho testato su trail e Ultra trail come UTMB e Diagonal des Fous. L’ho portato con me negli Arctic Winter Extreme Trails, come Rovaniemi e Iditarod - dove non è concesso il minimo errore – sempre avendo la sicurezza di avere con me uno strumento affidabile e sicuro. Infine lo uso sempre per tutte le mie uscite di alpinismo e sci alpinismo, dove avere puntuale rappresentazione di altimetria, dislivello positivo e negativo e pressione barometrica è anche qui di vitale importanza.

Quest’estate ho avuto il piacere di testare il nuovo Suunto 9. E nel recensirlo partirei dalla cosa che preoccupa sempre in un cambio di GPS da polso, sarà compatibile con i “gadgets” che ero abituato ad usare e continuerà a soddisfare le mie necessità? In sintesi, quale sarà la mia “customer experience”? Ho verificato subito l’abbinamento all’App caricata su due diversi Smartphone, bluetooth acceso e abbinamento effettuato. Non mi sembrava tutto andasse come doveva, allora ho disinstallato e reinstallato l’App Suunto Movescount e non ho più avuto problemi di sorta. In effetti il Suunto9 usa una tecnologia che passando dalla versione Ambit3 necessita la reinstallazione.


Ma a parte questo, segnalo subito che un netto miglioramento tecnologico rappresentato dal fatto che mentre prima per caricare le nuove tracce avevo bisogno di connettere il Suunto Ambit3 al PC con il cavetto in dotazione, ora è possibile farlo grazie alla una connessione Bluetooth con lo smartphone. E questo - quando si è in una attività multi-day - è davvero importantissimo. Infatti ho personalmente sperimentato che ci sono alberghi, ostelli e rifugi che magari permettono di accedere a internet dai loro PC, ma non permettono di connettere cavetti o scaricare App per giuste ragioni di sicurezza informatica!

Il miglioramento in termini strutturali del GPS è notevole. La ghiera in acciaio e il cristallo zaffiro garantiscono una migliore protezione dell’orologio, lo preservano dall’usura e lo proteggono dai danni derivati da urti contro le pareti di roccia come ad esempio succede in arrampicata. Inoltre la risoluzione del display a colori rende facilmente leggibili i dati anche in situazioni di bassa visibilità.


Il Suunto 9 oltre i 4000m sul GranParadiso
Ho testato il Suunto9 sia in bici (ciclismo su strada e mountain bike) sia in trail, corse su strada e alpinismo.

Ho inizialmente effettuato i test utilizzando le modalità “standard” dei campi visivi. E onestamente mi ha abbastanza spiazzato il fatto che non ci fossero prontamente disponibili campi come altimetria e ora del giorno. Comunque, la personalizzazione dei campi  – da effettuare tramite PC – è tanto facile quanto intuitiva e, oserei dire, istruttiva. Avendo affinato le mie necessità sulle schermate Suunto nel corso degli anni, ho in effetti replicato, ma con senso critico, quelle precedenti. Essenziale per me, specie negli Ultra Trail, è avere una schermata che mi indichi il dislivello positivo, quello negativo e altimetria. Nonché avere il tempo trascorso e l’ora del giorno (anche per rispettare i cancelli orari in gara, spesso ufficializzati con le ore del giorno e non con il tempo dallo start. Molto importante è anche il “breadcrump” ovvero la rappresentazione del tragitto percorso, così come la rappresentazione grafica del percorso caricato e che sto seguendo. E infine il ritmo medio e istantaneo che sto tenendo hanno la loro valenza per riuscire a fare delle proiezioni sul tempo di percorrenza o su quello di arrivo (che comunque posso far calcolare al Suunto 9!). Da non dimenticare i chilometri percorsi.

Discorso a parte merita il campo bpm, battiti per minuto. Anche qui la tecnologia ha fatto passi da gigante, permettendo di evitare la famosa e tristemente fastidiosa fascia toracica e affidandosi invece a dei sensori posti nella pare inferiore della cassa dell’orologio, quella a contatto con la pelle. Mi direte che questi sono importanti magari in allenamento e non certo in gara o in montagna dove comunque si tengono a dei livelli adeguatamente bassi, beh non vi do torto. Un'altra funzione estremamente utile in montagna è poi l’allarme temporale, che scatta quando l’oscillazione della pressione barometrica supera un trigger pre-definito.

Dulcis in fundo, ma perché l’ho voluto provare? Cosa cercavo davvero e perché? Beh facile a dirsi: volevo provare la durata della batteria! Infatti la mia gara clou del 2018 è stata L’Iditarod Trail Invitational, una Arctic Winter Race in Alaska, che ho chiuso in oltre 76 ore (ben 20 in meno del tempo limite). Per avere il Suunto Ambit 3 Peak sempre funzionante ho dovuto portare con me - e custodire al caldo o non-freddo – un powerbank per la ricarica. Del Suunto 9 mi aveva attirato la possibilità di avere tre modalità batteria predefinite – Performance, Endurance e Ultra – che garantiscono da 25 a 120 ore di registrazione con tracciabilità GPS attivata.
 


Ma ha funzionato davvero? Com’è andato il test?
Partiamo dal dire che per utilizzare la modalità Ultra (quella oltre 100 ore) non si devono logicamente utilizzare determinate funzionalità come ad esempio la frequenza cardiaca giornaliera e l'intensità della retroilluminazione. Il Suunto 9 è poi dotato di un sistema di gestione della carica della batteria che utilizza una tecnologia intelligente per fare in modo che la batteria dell'orologio non si scarichi quando più serve. Prima di iniziare a registrare un'attività fisica si vede infatti una stima della carica residua della batteria nella modalità batteria corrente. E quando si sta esaurendo la batteria durante la registrazione di un'attività, comparirà un avviso e il GPS automaticamente suggerirà di passare a una modalità batteria diversa.
In sintesi, le 100 ore si raggiungono ma senza tante fantastiche funzionalità alle quali, una volta abituati ad usarle, è difficile rinunciare!


Quest’estate insomma mi sono potuto divertire davvero in sicurezza con il Suunto 9 che mi ha accompagnato sia in cima al Gran Paradiso (foto con evidenziata l’altimetria di oltre 4000m), che durante la OCC-UTMB del 30 agosto (foto sotto l’arco d’arrivo).

In sintesi: voto finale 9 per il Suunto 9!

Pagella:
Affidabilità 10
Evoluzione tecnologica 9
Estetica 8
Customer Experience 9
Versatilità 9