lunedì 31 ottobre 2016

Diagonale des Fous 2016

tramonto pre-partenza






Non avrei voluto scrivere quest’articolo.
Avvertenza quest’articolo tratta della Diagonale des Fous, un Ultra Trail di 167 chilometri e 10mila metri di dislivello, e della mia esperienza personale in questa gara. Ma attenti! Se deciderete mai di andarla a fare, io non c’entro niente, io non vi ho detto niente, io scarico ogni responsabilità,  saranno tutti affari vostri.
Innanzitutto il Grande Raid de la Reunion presenta delle indubbie difficoltà logistiche visto che l’isola si trova nell’emisfero australe in mezzo all’oceano indiano. Esattamente a 20 gradi di Latitudine sud. E per chi come me ha un limitato piano ferie, le difficoltà  sono amplificate. L’ho gestita con 4 giorni e mezzo di ferie per un totale di sei notte così dormite, una in aereo (undici ore di volo da Parigi),  una in hotel, tre sui sentieri e l’ultima, appena dopo l’arrivo, di nuovo in aereo verso Parigi.
L’altra difficoltà è rappresentata dai 2600 partecipanti e ve lo lascio immaginare raccontandovi la calca alla partenza. Ore 22 di Giovedì sera. Il mio amico Stefano di Courmayeur, alla sua terza Diagonale me lo aveva detto, non cadere, mantieni l’equilibrio e se ti perdi qualcosa lascialo li e non provare a raccoglierlo. Mah, cosa sarà mai, esagerato…e invece… 2600 concorrenti, al netto dei Top Runners, stipati ore prima su un piazzale da cui si accedeva alla linea di partenza tramite una stradina fiancheggiata da muretti. Alla partenza panico. Tutti spingono, tutti pressati e io, chiedo scusa, ma penso all’Heysel, sono questi i momenti in cui possono succedere tragedie. Riesco ad infilare la mano sotto l’ascella di Stefano, ben più piazzato di me, e vengo sollevato e fatto fluttuare! 
Fuochi d’artificio  strabilianti e folla oceanica a bordo strada rendono, anche per questo,  la partenza unica e inimitabile. Al punto prestabilito vedo mio figlio Lorenzo e lo abbraccio. La tensione non scende e solo al chilometro 11, dico undici, mi rilasso e inizio a dare il cinque a mano aperta! Si c’era ancora la folla a bordo strada.
Perfetto percorso, tra l’altro disegnato con indicazione dei tempi tra i vari ristori (i.e. “cancelli orari”) sul  pettorale. Io fraziono sempre il percorso mentalmente, pezzo pezzo, pochi km alla volta .
Paesaggi mozzafiato che riportavano alla mente il film Jurassic Park, verdi montagne con lussureggianti pendii a strapiombo,  da cui saliremo e scenderemo un’infinità di volte!
Il venerdì mattina prima sosta tipo Base Vita, con il primo dei due borsoni accessibili allo stadio di Cilaos (che rappresenta anche l’ottavo cancello orario di ben 21), con mio figlio Lorenzo sugli spalti che mi da sollievo dopo la prima notte di giovedì (senza dormire), bellissima doccia, ma si ricomincia a sudare un minuto dopo, ristoro, cambio batterie alle due frontali e veloce ricarica del mio Sunto Ambito 3 Peak.
Il Venerdì scivola via fino alla notte, davvero durissima, con tanti concorrenti che dormono lungo il sentiero avvolti nelle loro coperte termiche, immagini atipiche per chi come me di solito corre tra le  fredde montagne e non all’equatore! Pioggia improvvisa e poco dopo una frontale dopo l’altra mi segnalano batterie esaurite! Fallisco il cambio sotto la pioggia, ovvero mi trovo con ben due frontali (perché se anche una soltanto era obbligatoria, io come in montagna ne ho sempre due!) e ben due doppi set di batterie a zero!!! Ovvio tutto questo sotto la pioggia…ma la collaborazione tra runners funziona, mi passano delle batterie nuove e ben presto riprendo ad andare.
Sabato mattina la peggior coppia di salite della mia vita, una dopo l’altra! È qui che le mie scarpe The North Face Ultra Trail che già avevo usato all'UTMB, danno il massimo. La prima salita vertiginosa ci porta a Roche Plate,  dove mi viene detto che la prossima  sarà più dura. Mi stacco il porta pettorale e dico che mi fermo, beh erano due notti che non dormivo, ma nessuno mi prende in considerazione e non mi resta che affrontare la famigerata salita a  Maido,  mai fatta una cosa del genere sotto un sole di mezzogiorno caldo senza pietà, per chiarire sono quattro ore e mezza di salita dopo le oltre due ore della precedente, tutto sotto un sole equatoriale e senza aver chiuso occhio per due notti.
A Maido mi invento  un pediluvio in una bacinella di fortuna e faccio un check piedi e gambe dai fisioterapisti dell’organizzazione durante il quale mi addormento per ben 15 lunghi minuti. 
Riparto carico e ritemprato lungo una lunga discesa corribile verso la seconda base vita di Sans Soucis (sedicesimo cancello orario). Anche qui cambio totale grazie alla seconda borsa e seconda doccia rigenerante .
Da qui Lorenzo mi accompagna fino al fiume che guadiamo scarpe in mano per la gioia dei fotografi. 
Ora era finita dovevo solo amministrare. Al primo ristoro di rilievo con brandine, mi concedo 1 ora sonno. 
Al secondo ristoro accanto ai binari dello Chemin pediluvio (ancora rilevo zero vesciche nonostante i dolori in qualsiasi parte dei piedi).
A questo segue una insensata salita e discesa su un lastricato di km e km in salita prima e in discesa poi, cosi fatto male che non ho potuto non perdermi in tanta ammirazione per le strade lastricate dai Romani, ben altra cosa!
Da qui solo flash, le prime luci dell’alba della domenica, una salita ripida su sabbia da fare a quattro zampe, un ultimissimo ristoro a Colorado che quasi non mi fermo, aziono il booster (ipod con colonna sonora di tanti arrivi, 180 bpm) e mi lancio nel sentiero in discesa con tre ventenni francesi che venivano dalla corsa media (Trail de Bourbon, 120km) e dalla corsa corta (Trail de Mascareignes, 60km) e che scendevano non correndo ma come fossero campioni di Parkour. Mano su un albero piede su una parete rimbalzo su una roccia in basso e via andare. Galvanizzato calcolo che se pure mi rompo da qui al traguardo ci arrivo comunque, e provo a tenerli, ma è impossibile hanno una marcia in più e sigh hanno meno della metà dei miei anni…ma io alla loro età…diceva mio nonno!
Sul rettilineo finale che porta allo stadio di St Denis luogo d’arrivo, intravedo di nuovo il prode Lorenzo, tiro fuori il fischietto e inizio a far cagnara. Lollo si carica i due borsoni, già pronti per l’aeroporto, sulle spalle e con una mano riesce anche ad azionare la telecamera dello smartphone.
Si entra allo Stadio, curva dei 200 metri in piega inversa (in senso orario) rettilineo e traguardo con ancora una volta “Massimiliano  - Marta - IIIIIItalia”!!!
Che soddisfazione!
Viaggio di ritorno con maglietta “Finisher” o meglio “J’ai survecu” riconoscibilissima sia all’Aeroporto di St Denis che fino a Parigi. Con complimenti raccolti da molti più passeggeri in transito che avrei mai potuto immaginare. Addirittura, un distinto signore francese a Parigi mi ha detto:
“lo so che sembra impossibile, nessuno ci crede mai quando lo racconto e non mi aspetto che lo faccia tu, ma io ho un amico che lo stesso anno ha corso e finito sia l’UTMB che la Diagonale des Fous”.
Non rispondo, sorrido, certo che é stata davvero una grande stagione!


Ecco la traccia della prima parte: http://www.movescount.com/it/moves/move128564983 
Se passate di là, buon divertimento!







mercoledì 5 ottobre 2016

Getting ready for the Grand Raid de La Reunion - La Diagonale des Fous 20-23 October 2016







In a few days, on Tuesday 18th, I’ll be flying to La Reunion, via Paris Orly, to take part to the 2016 edition of Le Grand Raid a 163km and 9700m D+ Ultra Trail part of the Ultra Trail World Tour, i.e. UTWT.


The responsible of the Event Communication Team proudly describes La Reunion Island as an exotic island like no other, with the very best of what the world has to offer, all concentrated on one island!

Across a surface area of only 2500km2, Reunion boasts a stunning array of untamed natural habitats and authentic cultures. With 40% of the island classified as a Unesco world heritage site, an impossible dream is suddenly made possible: to see the best of the world in just a few days.

During the very first minutes here, you’ll already feel the extraordinary variety of the different cultures living on the island in perfect harmony: from Asian cuisine to Creole marketplaces, along with Buddhist, Tamil or Christian traditions.

In just a few hours, you will be able to go from the vast and desertic lunar landscapes of the volcano to the lagoon in Ermitage. And then from the blue of the lagoon to the lush greens of the breathtaking mountain cirques.

In just a few days, you will have experienced such an exceptional variety of places and emotions, thanks to unique island: Reunion Island.

First feeling is: am I losing too much running for 66 hours rather than doing the usual touristic tours?
Not sure, the Grand Raid cuts the Island from South to North. It allows the runners to see the most beautiful landscapes, far away from any road and touristic tour.
Maybe, or for sure, I will not be able to enjoy the beaches and the seaside, this is due to my very demanding time schedule. Just to give you an idea, I’ll be out of Italy for 6 nights arranged as follows:
Night 1, on the plane. Night 2, in a luxurious, at least I hope so if reality is aligned to pictures seen on the web-site, hotel with access to the nearby beach. Nights 3 to 5, running if legs allow. Night 6, on the plane back to France.
It sounds relaxing, doesn’t it? However, I will do my best to spend the only and unique “holiday morning”, before the Wednesday 20th , 10 p.m. start, on the beach, swimming and why not, maybe scuba diving! You can think I’m crazy, but I remember when my son was with me in Chamonix, before the 2010 UTMB, and the very same morning of the start he took me to a crazy Rafting Adventure in the Chamonix Valley River. I survived, both Rafting and the UTMB! So, this time we will take with us our PADI licences, then we will see.

By the way, how and what to pack is the real time consuming activity in these days. We will fly with hand-baggage only. This is allowed by the warm and mild temperatures we are sure to find in beautiful La Reunion! Before and during the Grand Raid.
I will run the Diagonal des Fous with a 5 litres backpack, maybe the same old one of the latest UTMB, maybe a brand new! With the due experience and in depth Weather Forecast analysis, in Chamonix it was possible to pack all the compulsory material and just few additional accessories. In La Reunion weather should be even better, so I’m expecting to be able to use the same backpack. Of course, I will take with me, in addition to the “must have”, my super light raining jacket, a spare t-shirt and one additional pair of socks. Then, of course two front lamps and spare batteries for both. Not yet sure if and how I will use my GPS, maybe at night only. This is due to the 66-hour time limit that would make it possible with a fast recharging station in the middle of the Grand raid or with two GS, quite an expensive solution. The alternative is always the one of the Marathon des Sables, a light small plastic essential Swatch! Two bottles will also be preferred to the hidden Water Camel Bag, that is always empty when you need it and always with still too much water after the Arrival, no way! A bit tricky, but very convenient are the two bags at the two main Aid Stations at km 68 and km 125. I believe these will be a replica of what I have with me at the start: 2 t-shirts, two pair of socks, one short trouser, food/gel, spare glasses, spare cap, spare buff and batteries. I may add a pair of gloves and a rain jacket. All the remaining stuff must be placed in the third bag I will find after the Arrival…close to the Airport located in the north of the Island.

What else? It was very difficult to find someone in Italy that had already run the Grand Raid de La Reunion, a.k.a. La Diagonale des Fous, from one I learnt to bring with me the rain jacket and some additional cover for the nights that might be wet and cold, from the second, to focus of the front lamps. No more than this. So, I hope these notes may be of help, however be sure that when back, I will as usual be available should anybody ask for help or advice.

Yes ok, Training is missing. How am I training? Dears, I have been training tough all last winter week-ends, with ski mountaineering adventures, I run few Trails and just few weeks ago I finished the UTMB…so, not very much training for me in the seven weeks interval between UTMB and Diagonale des Fous! Three times with my Road bike, and very poor performances, just one Mountain Athletics training in Milan, one great long week-end in the Swiss Mountains Climbing and Mountaneering and few relaxing runs in Val Veny and Val Ferret, and dulcis in fundo three Yoga sessions, that’s all folks.