martedì 19 giugno 2018

Zainetto Raidlight Ultra Legend 5L bianco blu


Iniziamo subito col dire che lo zainetto Raidlight Ultra Legend 5 litri è una sicurezza per trail di breve/media distanza (ma non solo, con uno zaino delle stesse dimensioni ho corso sia l'UTMB2016 che la CCC2017). Non vi fate spaventare dalla capienza (5 litri) si riesce infatti a collocare bene tutto il materiale obbligatorio grazie dalla comodissima tasca centrale e soprattutto grazie ad una ampia serie di comode tasche. Anzi gli amanti di tasche e taschine, con zip o con laccetti con questo zaino andranno a nozze sapendo che potranno contare su ben 16 tasche di diverse tipologie!


  

Solo per citare le più significative, oltre alle due tasche laterali con cerniera, alla comoda tasca porta documenti telefono e chiavi sulla parte superiore, ci sono anche ben quattro tasche posizionate sui portaborracce. Ma non solo, Raidlight Ultra Legend permette addirittura ben due modi diversi per assicurare i bastoncini. Nel caso di partenze in cui i bastoncini non sono necessari io partirei fissandoli dietro, ma una volta tirati fuori  sfrutterei quello utilissimo anteriore sulla cintura ventrale (brevettato RaidLight) per quei tratti veloci in cui altrimenti sarebbero d'ingombro.
  

Ma soprattutto, Raidlight Ultra Legend 5 litri ha una delle caratteristiche che amo: un ottima vestibilità. Lo zaino lascia libera la zona lombare e si ha la sensazione di correre senza, tanto da dover girare ogni tanto lo sguardo verso gli spallacci per essere sicuri  di non averlo dimenticato! Le bretelle abbracciano benissimo sia le spalle che la schiena. Inizialmente ero non poco sorpreso della forse eccessiva semplicità dei lacciuoli sui fianchi. Solitamente si trova un qualcosa di più avvolgente e strutturato, magari più facilmente regolabile. In tutta onestà devo però ammettere che il test sul campo ha evidenziato, la ovvia maggiore freschezza (di nuovo preferisco sempre uno zaino che non si senta), nonché una decisa e netta stabilità.


Lo zaino Ultra Legend 5 litri permette di usare sia borraccette che camelbag. Ma è qui forse l'unico vero inconveniente di questo zaino. Se chi opta per il camelbag ha la possibilità di avere un'ottima capienza idrica di 1,5litri, chi invece preferisce usare i soft flask si ritrova con la sola possibilità di usare quelle di 200-250ml. E questo è un problema visto che oramai la dimensione standard in commercio è di 500ml. Ecco questo è davvero l'unico inconveniente per uno zainetto che davvero come vestibilità, portabilità e vasta possibilità di collocare i vari materiali ha davvero pochi rivali.



 

  
Prezzo in commercio 89,95 euro
  

Pagella:

Leggerezza: 9
Accessori: 9
Ottimizzazione degli spazi: 8
Prezzo: 8
Porta borracce anteriori: 6

Media: 8
  

   

mercoledì 13 giugno 2018

Dolomiten ohne Grenzen, das Dorf der Drei Zinnen





La montagna non può essere solo un luogo di svago e sport. La montagna deve essere un bene da salvaguardare e valorizzare. Ma può e deve essere anche una fonte di ispirazione e riflessione su sé stessi e il mondo. Sabato 9 giugno. Sono le 5.00 del mattino e sono questi i pensieri che mi passano per la testa mentre cammino su un sentiero assieme a Reinhold Messner, la leggenda vivente dell'alpinismo che proprio quest'anno celebra il 40esimo anniversario della sua impresa più famosa: la prima volta che un uomo riuscì a scalare l'Everest senza ossigeno.



Ma Messner - da vero uomo di montagna - non è tipo da indugiare nelle celebrazioni delle imprese passate. Lui va dritto, pensando al futuro e ai nuovi progetti. Ed è per questo che siamo qui all'alba in questo sentiero assieme a lui. Siamo una delegazione amanti della montagna che tra poco arriveranno a Forcella Frugnoni. Nel luogo che segna l'incontro tra il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Sud Tirolo e dove verrà posta una stele che dà ufficialmente il via al progetto Dolomiti senza confini. https://www.dolomitisenzaconfini.eu/it/ 

Dolomiti senza Confini è infatti il nome di un percorso di oltre 100 chilometri in alta quota che combina trekking e arrampicata sulle vie ferrate. Un itinerario transfrontaliero che parte da Belluno e, attraversando le Tre Cime di Lavaredo, arriva fino a Sesto per poi spingersi fino a Kartitsch nel Tirolo orientale. Una vera e propria Alta Via dolomitica che segna una nuova tappa nello sviluppo dei percorsi di montagna perché concatena sentieri escursionistici facili con percorsi attrezzati di alto valore alpinistico. Il lungo il percorso può essere suddiviso in 9 tappe https://www.dolomitisenzaconfini.eu/it/tappe-e-vie-ferrate/ che attraversano le più belle montagne delle Dolomiti: dalle Tre Cime al Popera, dal Paterno alla Croda dei Toni, dalla Croda Rossa a Cima Vallona.

Ma Dolomiti senza confini è molto di più di un itinerario turistico o di un percorso alpinistico. E' il sogno di una montagna senza frontiere dove gli uomini possono incontrarsi senza barriere che li dividono. E proprio per questo che la cerimonia di inaugurazione – dopo lo svelamento della stele – si sposta a Passo Monte Croce di Comelico. Qui nella prima guerra mondiale c'era il confine tra l'Italia e l'Impero Austro-Ungarico. Sui pendii di queste montagne, cent'anni fa migliaia di uomini sono morti a causa di una guerra assurda voluta dai potenti, ma pagata col sangue dei poveri. Uomini, spesso poco più che ragazzi, costretti da ordini insensati a combattere su queste montagne che ancora oggi mostrano l'orrore delle trincee, del filo spianato e dei bunker ad alta quota.
Oggi invece a Passo Monte Croce risuonano solo parole di pace e speranza  "La bellezza e la forza delle Dolomiti" dice Messner dal palco "sta nel fatto che oggi non dividono più i popoli, ma li uniscono"  "Le Dolomiti – continua Messner - permettono di radicare le nostre vite a questi luoghi e allo stesso tempo ci fanno accettare gli altri. Oggi per poter stare insieme in Europa serve soprattutto empatia. Empatia tra tutti i popoli europei, ma anche empatia con coloro che fuggono da guerre o da situazioni economiche drammatiche"  Un messaggio forte di solidarietà, un appello a lasciare da parte gli egoismi che si scontra però con la tragica realtà di oggi in cui come ricorda Messner "Venti nazionalisti stanno riemergendo in varie zone d'Europa, Italia compresa, come un pericoloso retaggio del passato". La speranza è che il progetto Dolomiti Senza Confini possa davvero essere un luogo d'incontro tra persone, un itinerario di pace e di fratellanza sui sentieri che sono stati drammatici percorsi di guerra.



domenica 3 giugno 2018

TCE, Traversata Colli Euganei 2018 - mio articolo pubblicato su Spirito Trail, Maggio 2018





Sul numero di Maggio 2018, Spirito Trail https://www.spiritotrail.it/ ha pubblicato un mio articolo scritto dopo aver concluso con soddisfazione l'edizione 2018 del Trail "Traversata dei Colli Euganei": TCE.


Buona lettura






venerdì 1 giugno 2018

Parlano di noi: SpiritoTrail, edizione Maggio 2018, Iditarod Trail Invitational ITI130











Sull'edizione di Maggio di Spirito Trail https://www.spiritotrail.it/ è stato pubblicato un articolo del mio caro amico Stefano Calvi sulla mia partecipazione all'Iditarod Trail Invitational ITI130 di Febbraio 2018.






Riporto sotto un estratto delle quattro pagine.






Buona lettura