venerdì 13 luglio 2018

Celtic Trail, UTVdD - domenica 8 luglio 2018







C'è sempre un'emozione particolare nel correre la prima edizione di un trail. Prima di tutto perché non sai assolutamente nulla del percorso: non c'è infatti l'amico che ti dice "io l'ho fatto!" e via che ti elenca tutti i dettagli. Non puoi contare neppure sulle poche informazioni che hai perché i numeri relativi ai chilometri e al dislivello infatti raccontano poco di come sarà la gara. Un trail di 25km con 1500 metri di dislivello positivo potrebbe essere molto corribile con sentieri larghi e nessuna difficoltà tecnica. O viceversa avere tratti esposti con salite e discese molto tecniche così da far risultare le due gare, che sulla carta sembravano all'inizio simili, completamente diverse.
Ma la prima edizione di un trail è sempre un'emozione anche perchè magari ci sarà qualche "inghippo": ad esempio l'organizzazione potrebbe fatto male i calcoli dei rifornimenti ai ristori o il balissaggio non potrebbe non essere perfetto o i chilometri finali potrebbero essere diversi da quanto indicato. E qui, a far superare tutti i problemi che potrebbero insorgere, dovrebbe intervenire lo "spirito trail" dei partecipanti  – ovvero quel mix unico di esperienza, rispetto dell'ambiente, fair play e solidarietà unita alla capacità di resistere e di divertirsi (malgrado la fatica disumana!).
Pensavo a tutto questo domenica 8 Luglio quando stavo allegramente correndo la prima edizione del Celtic Trail, https://www.ultratrailviadeglidei.com/celtictrail,  l'ultimo nato nella famiglia della UTVdD  Ultra Trail Via degli Dei https://www.ultratrailviadeglidei.com/ E pensavo soprattutto al fatto che ho tenuto a battesimo tutti e tre i trail che il team ha inaugurato negli ultimi anni (Ultra Trail Via degli Dei, Trail della Flaminia Militare e infine questo Celtic Trail). E gli organizzatori riescono sempre a stupirmi per la loro bravura e per la loro straordinaria capacità di valorizzare il loro territorio raccontando la storia millenaria dei loro sentieri.
Il Celtic trail non fa eccezione come avrete già capito dal nome. Anzi questa volta gli organizzatori si sono davvero superati da questo punto di vista, posizionando la partenza all'interno dell'area archeologica del Monte Bibele http://www.montebibele.eu/it/home e facendo passare i primi chilometri proprio in mezzo ai resti di un antichissimo villaggio abitato da etruschi e celti. Anzi per sottolineare ancora di più questo aspetto, al posto del solito start hanno deciso di dare la partenza al suono di un corno celtico grazie al soggetto che potete vedere assieme a me nella foto.
A livello di percorso dobbiamo dire che i primi 20km sono molto corribili grazie ad un bellissimo giro ad anello che passa attraverso sentieri immersi nei boschi e crinali delle colline da cui si apre un meraviglioso panorama. Arrivati nel pressi di Bisano (20km circa) c'è un punto acqua dell'organizzazione. Rido e scherzo con i volontari perché oggi il mio obiettivo è quello di godermi questi panorami e l'accoglienza unica delle persone di questa vallata. Parto dal ristoro felice, mangiando una buonissima pesca (la frutta fresca trovata ai ristori è un altro dei punti di eccellenza di questo trail). Sorrido perché guardando la mappa del percorso che ho nel pettorale vedo che il prossimo ristoro è tra meno di 4km. Ma che esagerati!!! Penso.
E mentre sorrido mi trovo davanti ad una salita all'inizio impegnativa, poi difficile e che dopo alcuni metri si trasforma praticamente in un muro verticale. L'avevano detto al briefing che la gara si sarebbe decisa dopo il 20esimo chilometro. Ma non mi ero preoccupato: dicono sempre così. E invece questa volta quello che fino a pochi metri prima era un placido e facile trail collinare si trasforma in una specie di gara d'abilità di quelle che si vedono in tv. Alzo gli occhi: il sentiero è diventato una implacabile salita in linea retta che arriva alla sommità di un colle. Oltre ad essere ripida, dritta la salita è fatta di rocce lisce che la rendono più simile a una falesia che non ad un sentiero trail... insomma che bellezza! Adesso sì che ci si diverte.
Passo il primo colle e il sentiero si fa un po' pianeggiante. Ma è solo per pochi metri: ecco una salita identica a quella di prima liscia, verticale, cattiva. E si va avanti così fino a quando trovo la discesa: scivolosa per la polvere, ripida e cattiva anche lei. Insomma i 4kmn tra un ristoro e l'altro sono davvero il momento in cui la gara cambia volto!







Passato il ristoro del 24km (che è il monte Bibele dove siamo partiti) il percorso ritorna ad essere "umano" con un paio di belle salite che portano alle pendici del Monte delle Formiche e che poi deviano verso l'arrivo situato a Monterenzio, nel bosco dove si sta tenendo il Festival della Cultura Celtica "I fuochi di Taranis" http://www.monterenzioceltica.it
E indovinate? Al posto della medaglia mi danno un bellissimo corno di coccio (tipico bicchiere celtico) riempito di birra ghiacciata.
In sintesi anche questa prima edizione del Celtic Trail è stato un vero successo: balissaggio perfetto, percorso molto divertente con pezzi molto corribili alternati a passaggi tecnici. Ristori collocati strategicamente (quei 4km non erano poi pochi vista la difficoltà di quel tratto) e "terzo tempo" unico con uno dei migliori pasta party a cui abbia mai partecipato. Organizzazione impeccabile.
Risultati: circa ottanta gli atleti in gara. Matteo Moncelli, vince con il tempo di 4:00:45. Secondo Roberto Brigo (4:10:07). Terzo Massimiliano Paoli (4:13:35). In campo femminile vince Francesca Muzzi, 4:15:58 che oltre alla vittoria gli vale il quarto posto nella classifica assoluta. Seconda Giulia Brigo, (4:26:34) e terza Chiara Angeli (4:38:28)

mercoledì 4 luglio 2018

Trail LaThuile - sabato 30 giugno 2018




Quest'anno gli organizzatori dei trail non hanno avuto di certo vita facile. Il brutto tempo, la pioggia, i temporali e la grande quantità di neve caduta in montagna li hanno infatti spesso costretti a posporre le gare, a cambiare percorsi o nei casi peggiori ad annullare gli appuntamenti (come ad esempio è successo al Cro-Magnon- da me corso nel 2010 e 2012).
Ma questo succedeva settimane fa. Adesso, oramai alla fine di Giugno, pensavo che la  situazione si fosse "normalizzata" e invece… E invece il bello dei trail è anche questo: ovvero è sempre la montagna con le sue condizioni ad essere determinante e niente può essere dato per scontato. Ecco quindi che sabato 30 giugno – in una giornata che definire caldissima è poco – si è disputata la terza edizione del La Thuile Trail https://www.lathuiletrail.com/ con un percorso alternativo vista la presenza ancora abbondante di neve nel percorso originale.

Entrato quest'anno a far parte del circuito Tour Trail VDA https://www.tourtrailvda.com/,   il La Thuile Trail ha visto oltre 230 runners ritrovarsi nel centro della località valdostana per sfidarsi in questa gara di 25km e 1500 di dislivello positivo. E tra questi c'ero anch'io. Alla prima edizione nel 2016 ero rimasto affascinato dal percorso di questo trail (come ho raccontato qui http://maxmartaoutdoor.blogspot.com/2016/06/trail-la-thuile-02-luglio-2016-weekend.html ). Questa volta invece ero curioso di capire dove mi avrebbero fatto passare gli organizzatori, visti i problemi di neve di cui parlavo prima.
La partenza è stata subito molto veloce malgrado lo strappo iniziale che porta verso Thovex dove al posto di girare verso destra, verso il sentiero che porta i vecchi ingressi minerari come mnel perocorso originale, si svolta a sinistra. Da qui parte un tratto molto corribile che arriva fino a Petosan dove c'è il primo rilevamento orario. Il tracciato a questo punto rientra verso La Thuile e qui devo fare davvero i complimenti agli organizzatori che hanno creato ad hoc tratti di congiunzione tra i vari sentieri in modo tale da realizzare questo nuovo giro. Anche se in realtà il duro lavoro di pulizia e manutenzione dei  sentieri  si è visto lungo tutto il percorso, segno di tanto amore e dedizione degli abitanti di questi luoghi. 


Dopo un bellissimo tratto in mezzo ai boschi, si arriva al fortino di Plan Praz (2050m) e qui non si può non dedicare un momento alla contemplazione del Monte Bianco che si erge in tutta la sua maestosità proprio davanti ai miei occhi. Il sentiero adesso scende verso una strada poderale dove trovo il punto ristoro (che come sempre nei trail valdostani è pieno di ogni prelibatezza dalla mocetta alla fontina, dal cioccolato alla frutta). Da qui si percorre il sentiero delle Miniere di Argento e accidenti qui il tracciato diventa davvero impegnativo per i constanti sali e scendi. Un infinito e continuo susseguirsi di brevi e ripidi strappetti seguiti da ripide discese di pochi metri che ti fanno sentire come se fossi sulle montagne russe!
Sarà stato l'impegno muscolare richiesto nel tratto appena descritto o il caldo che è diventato davvero insopportabile, sta di fatto che arrivo a La Joux ovvero all'imbocco dell'ultima salita davvero provato. E la salita verso Les Suches diventa per me davvero impegnativa. Meno male che piccoli ruscelli di acqua fresca incrociano il sentiero e riesco così a dissetarmi e a rinfrescarmi buttandomici letteralmente dentro. Ecco se devo fare un piccolo appunto agli organizzatori è proprio qui: visto il grande caldo forse sarebbe stato opportuno prevedere un altro punto acqua lungo il tracciato. 

Arrivo provato al secondo rilevamento orario posto al 18° e inizio il lungo falsopiano che porta verso Les Suches, Da qui finalmente mi rimetto a correre soprattutto nei bellissimi 5km di discesa verso La Thuile. All'arrivo come sempre la festa è grande! Pasta party e la consueta estrazione dei premi che caratterizza i trail valdostani premiando in pratica tutti i partecipanti.
Per quanto riguarda la classifica: vince Henri Aymonod, 2h 40'26", secondo Mattia Colella in 2h 42'38", terzo Marco Béthaz, 2h 49'01". Podio femminile per Benedetta Broggi 3h 07'13", seconda Valentina Pippo, in 3h 25'50"e terza Sylvie Thomasset in 3h 40'31" 
In sintesi la terza edizione del La Thuile Trail è stata davvero una bella gara. Plauso per gli organizzatori che sono riusciti a non spostare la data, creando un nuovo percorso: davvero bravi!

mercoledì 13 giugno 2018

Dolomiten ohne Grenzen, das Dorf der Drei Zinnen





La montagna non può essere solo un luogo di svago e sport. La montagna deve essere un bene da salvaguardare e valorizzare. Ma può e deve essere anche una fonte di ispirazione e riflessione su sé stessi e il mondo. Sabato 9 giugno. Sono le 5.00 del mattino e sono questi i pensieri che mi passano per la testa mentre cammino su un sentiero assieme a Reinhold Messner, la leggenda vivente dell'alpinismo che proprio quest'anno celebra il 40esimo anniversario della sua impresa più famosa: la prima volta che un uomo riuscì a scalare l'Everest senza ossigeno.



Ma Messner - da vero uomo di montagna - non è tipo da indugiare nelle celebrazioni delle imprese passate. Lui va dritto, pensando al futuro e ai nuovi progetti. Ed è per questo che siamo qui all'alba in questo sentiero assieme a lui. Siamo una delegazione amanti della montagna che tra poco arriveranno a Forcella Frugnoni. Nel luogo che segna l'incontro tra il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Sud Tirolo e dove verrà posta una stele che dà ufficialmente il via al progetto Dolomiti senza confini. https://www.dolomitisenzaconfini.eu/it/ 

Dolomiti senza Confini è infatti il nome di un percorso di oltre 100 chilometri in alta quota che combina trekking e arrampicata sulle vie ferrate. Un itinerario transfrontaliero che parte da Belluno e, attraversando le Tre Cime di Lavaredo, arriva fino a Sesto per poi spingersi fino a Kartitsch nel Tirolo orientale. Una vera e propria Alta Via dolomitica che segna una nuova tappa nello sviluppo dei percorsi di montagna perché concatena sentieri escursionistici facili con percorsi attrezzati di alto valore alpinistico. Il lungo il percorso può essere suddiviso in 9 tappe https://www.dolomitisenzaconfini.eu/it/tappe-e-vie-ferrate/ che attraversano le più belle montagne delle Dolomiti: dalle Tre Cime al Popera, dal Paterno alla Croda dei Toni, dalla Croda Rossa a Cima Vallona.

Ma Dolomiti senza confini è molto di più di un itinerario turistico o di un percorso alpinistico. E' il sogno di una montagna senza frontiere dove gli uomini possono incontrarsi senza barriere che li dividono. E proprio per questo che la cerimonia di inaugurazione – dopo lo svelamento della stele – si sposta a Passo Monte Croce di Comelico. Qui nella prima guerra mondiale c'era il confine tra l'Italia e l'Impero Austro-Ungarico. Sui pendii di queste montagne, cent'anni fa migliaia di uomini sono morti a causa di una guerra assurda voluta dai potenti, ma pagata col sangue dei poveri. Uomini, spesso poco più che ragazzi, costretti da ordini insensati a combattere su queste montagne che ancora oggi mostrano l'orrore delle trincee, del filo spianato e dei bunker ad alta quota.
Oggi invece a Passo Monte Croce risuonano solo parole di pace e speranza  "La bellezza e la forza delle Dolomiti" dice Messner dal palco "sta nel fatto che oggi non dividono più i popoli, ma li uniscono"  "Le Dolomiti – continua Messner - permettono di radicare le nostre vite a questi luoghi e allo stesso tempo ci fanno accettare gli altri. Oggi per poter stare insieme in Europa serve soprattutto empatia. Empatia tra tutti i popoli europei, ma anche empatia con coloro che fuggono da guerre o da situazioni economiche drammatiche"  Un messaggio forte di solidarietà, un appello a lasciare da parte gli egoismi che si scontra però con la tragica realtà di oggi in cui come ricorda Messner "Venti nazionalisti stanno riemergendo in varie zone d'Europa, Italia compresa, come un pericoloso retaggio del passato". La speranza è che il progetto Dolomiti Senza Confini possa davvero essere un luogo d'incontro tra persone, un itinerario di pace e di fratellanza sui sentieri che sono stati drammatici percorsi di guerra.



domenica 3 giugno 2018

TCE, Traversata Colli Euganei 2018 - mio articolo pubblicato su Spirito Trail, Maggio 2018





Sul numero di Maggio 2018, Spirito Trail https://www.spiritotrail.it/ ha pubblicato un mio articolo scritto dopo aver concluso con soddisfazione l'edizione 2018 del Trail "Traversata dei Colli Euganei": TCE.


Buona lettura