Questo blog è stato creato nel 2016 per raccontare le mie avventure all’aria aperta che sono state tante: 7 IronMan, Norseman, Mont BLANC 4810m Summit con e senza sci, UTMB, LUT, Rovaniemi 150e300, Iditarod ITI130e350, Sellaronda MTBeSki, EpicSkiTour, MarathonDesSables. Ma in questo blog c’è molto altro: descrizioni di trail e scialpinistiche, interviste ad atleti e suggerimenti per vivere al meglio le vostre…outdoor adventures. Spero vi piaccia, Max IG @maxmarta64
mercoledì 26 giugno 2019
sabato 25 maggio 2019
Intervista a Katia Fori, Team Columbia: il suo segreto? La cioccolata!
Grazie ad un evento organizzato da Columbia, ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Katia Fori, la fortissima Trail Runner italiana che vanta, tra gli altri, dei piazzamenti strepitosi all'Ultra Trail du Mont Blanc (UTMB), tra cui un quarto posto e due quinti, e che è entrata, come Atleta di spicco, a far parte del Team Columbia. Donna super dinamica che si divide tra il lavoro a Parma e la sua passione per la corsa sui sentieri di montagna.
Di seguito una sintesi dell'intervista:
Ciao Katia,
complimenti per essere entrata a far parte del Team Columbia. Secondo me un perfetto connubio, visto il loro ruolo di Main Sponsor all'Ultra Trail del Monte Bianco, UTMB. Ho letto un po' di tempo fa che tu hai iniziato a correre sui sentieri di montagna proprio per partecipare ad UTMB... E' vero? Ci racconti com'è che ti sei innamorata del Trail e in particolare di UTMB?
KF: Si certo, è andata proprio così! Nel 2006 ho accompagnato, come spettatrice, mio marito che correva l'UTMB ed è stata una folgorazione. Mi sono innamorata di questa corsa e, per potervi partecipare, ho iniziato a correre in montagna nel 2007. Già nel 2008 partecipavo alla mia prima UTMB. (ndr e qui cominciano le similitudini tra me e lei, anche io nel 2008 partecipavo alla mia prima CCC_UTMB.questi impietosi paragoni si chiuderanno con una domanda, ma perché lei è sempre tra le prime e io non vado oltre la metà classifica? ma andiamo avanti)
Quanto è importante la preparazione per partecipare ad un Ultra Trail? Allenamento fisico e allenamento mentale: in che proporzione? Quali sono gli elementi "vincenti" nel training? Qual è il migliore suggerimento che potresti regale anche a noi "amatori"?
KF: La preparazione è fondamentale e devono essere curati sia l'aspetto fisico che quello mentale, sennò non si arriva in fondo! Io corro costantemente 4 o 5 volte a settimana, ma vivo in centro città per cui durante la settimana gli allenamenti sono brevi e almeno un paio con un gruppo di amici con i quali cambiamo sempre tipo di allenamento per tenere vivo l'interesse e la curiosità. Il weekend invece, io e mio marito, con il nostro camper, ci spostiamo in montagna e lì o faccio degli allenamenti sui 50/60 chilometri o partecipo a gare su queste distanze.
Quanto è importante la preparazione per partecipare ad un Ultra Trail? Allenamento fisico e allenamento mentale: in che proporzione? Quali sono gli elementi "vincenti" nel training? Qual è il migliore suggerimento che potresti regale anche a noi "amatori"?
KF: La preparazione è fondamentale e devono essere curati sia l'aspetto fisico che quello mentale, sennò non si arriva in fondo! Io corro costantemente 4 o 5 volte a settimana, ma vivo in centro città per cui durante la settimana gli allenamenti sono brevi e almeno un paio con un gruppo di amici con i quali cambiamo sempre tipo di allenamento per tenere vivo l'interesse e la curiosità. Il weekend invece, io e mio marito, con il nostro camper, ci spostiamo in montagna e lì o faccio degli allenamenti sui 50/60 chilometri o partecipo a gare su queste distanze.
L'allenamento mentale è importante perché arrivano sempre i momenti di crisi, e devi essere bravo a farli passare. Mio difetto è che purtroppo anch'io, come molti runners "corro e basta", mentre si dovrebbe prestare attenzione al cross-training. Beh d'inverno faccio comunque dello sci alpinismo e quando le giornate si allungano, faccio delle uscite in bici. Poi anche un po' di stretching e....(ndr beh insomma di cose ne fa non poche, come tutti proviamo a fare ben consapevoli dell'importanza del cross training).
Da notare che io non ho mai avuto un preparatore o coach, perché lavorando è difficile seguire delle tabelle di allenamento che invece io adatto in base a quanto pesante è stata la mia giornata lavorativa.In effetti, a livello mondiale avere un nutrizionista e un allenatore potrebbe fare la differenza.
Da notare che io non ho mai avuto un preparatore o coach, perché lavorando è difficile seguire delle tabelle di allenamento che invece io adatto in base a quanto pesante è stata la mia giornata lavorativa.In effetti, a livello mondiale avere un nutrizionista e un allenatore potrebbe fare la differenza.
Servono sempre: Determinazione, costanza e passione.
Ritorniamo a UTMB e alla tua straordinaria prestazione nel 2018. Quanto sono importanti i materiali utilizzati in una gara come l'UTMB, dove la competizione è spinta all'estremo visto il livello degli atleti Elite che vi partecipano?
KF: Hai ragione, sono molto importanti. io li testo sempre con cura. I primi test li faccio in città, poi li affino il weekend in montagna. Per le scarpe riesco subito a capire se vanno bene o no, per gli altri materiali devo dedicare molta più attenzione alla scelta.
KF: Hai ragione, sono molto importanti. io li testo sempre con cura. I primi test li faccio in città, poi li affino il weekend in montagna. Per le scarpe riesco subito a capire se vanno bene o no, per gli altri materiali devo dedicare molta più attenzione alla scelta.
Qual è la parte più difficile dell'UTMB? Per te cosa la rende meno difficile, il panorama, l'attraversare tre nazioni, il tifo, o qualcos'altro? E a cosa pensi durante una gara così lunga?
KF: Per me la partenza, i primi 20 chilometri sono sempre i più difficili! questo vale in tutte le gare, compreso l'UTMB, io fatico a carburare. Però poi i meravigliosi panorami e il tifo sempre costante giorno e notte, rendono tutto più semplice. Arrivo alla fine che quasi non me ne sono resa conto.
Per i pensieri, hai comunque davvero tanto tempo, forse per questo li passo spesso da strategie e tattiche di gara, a problemi di vita privata, famiglia e lavoro.
Ci puoi dire quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
KF: a fine agosto parteciperò ancora una volta all'UTMB. Nel frattempo ho in mente delle altre gare internazionali che sto definendo, tra cui una in Austria a Salisburgo parte dell'Ultra Trail World Tour.
Cosa non deve mai mancare nello zaino dell'UTMB?
KF: ovviamente il materiale obbligatorio e tutto quello che può servire in base alle condizioni meteo previste. E poi, della cioccolata! (ecco svelato il perché, pur se ci alleniamo nello stesso modo, poi in gara abbiamo performance tanto diverse! Il prossimo anno anche io porterò con me della cioccolata!!!)
domenica 31 marzo 2019
Sellaronda SkiMarathon 2019, quante emozioni
Sono le 17.50 di un bellissimo venerdì. Fa caldo, molto caldo in questo fine marzo. Il sudore scende dal casco e mi bagna la fronte. Non è solo caldo il mio: è tensione. Mi guardo attorno e cerco di mimetizzare il nervosismo, ma oggi è davvero difficile. Le pulsazioni salgono a mille. Sono qui a Selva di Val Gardena https://www.valgardena.it , in uno dei comprensori sciistici più belli del mondo e di fronte a me svetta la salita del Dantercepies. Sono qui perché tra pochi minuti partirà il Sellaronda skimarathon, http://www.sellaronda.it - la più spettacolare gara di scialpinismo in notturna - e io sono uno dei 1300 scialpinisti al via.
Dal 1995 ogni anno (con l'unica eccezione il 2009 quando la gara non fu disputata) Il Sellaronda skimarathon richiama migliaia di appasionati di skimo che si sfidano lungo il celeberrimo circuito che gira attorno al massiccio del Sella. 42km di gara e 2700metri di dislivello positivo per scavallare i quattro passi dolomitici: Passo Gardena, Passo Campolongo, il Pordoi e il Sella. Il tutto nel tempo limite di 6 ore e 20minuti. L'idea della gara venne – come nel migliore dei casi – a un gruppo di amici. Ed oggi quel sogno è diventato a tutti gli effetti uno dei momenti più importanti dello scialpinismo mondiale. Tanto che ogni anno le iscrizioni si esauriscono in pochissimi minuti.
Ma ritorniamo proprio alla partenza. Attorno a me vedo solo ragazzi e ragazze che nel migliore dei casi hanno 10 anni meno di me. Nel "peggiore" sono molto più giovani dei miei figli. Perché questa è una gara "velocissima": una specie di Formula 1 dello skialp. Una gara fatta, come recita un claim, per "uomini e donne jet". Ovvero uomini e donne che riusciranno a percorrere il tracciato sciando a velocità fotoniche in discesa e a ritmi forsennati in salita. Ritmi che hanno davvero dell'incredibile se pensate che in questa 24esima edizione del Sellaronda la coppia maschile vincitrice, composta dai fortissimi , Filippo Barazzuol – William Boffelli , ha stabilito il nuovo record della gara arrivando al traguardo con il tempo di 2h56'59. Record del percorsobattuto anche in campo femminile dalla stella dello scialpinismo Laetitia Roux che in coppia con straordinaria Martina Valmassoi, ha tagliato il traguardo col tempo di 3h32'37".
Io so bene che oggi non sarò veloce: ho nelle gambe i 315km in Lapponia di pochi giorni fa, dove ho dàto davvero tutto. Ma come mi ha detto un maestro di sci stamattina "l'importante è avere il coraggio di partire" Poi quello che viene, viene. E sarà comunque un'emozione pazzesca. Perché vi assicuro che partire in seconda gabbia, subito dietro ai campioni e ben davanti a concorrenti che capisco essere molto più agguerriti di me implica di sentirsi davvero in dovere di dare il massimo con le energie a disposizione.
Emozione è fare la prima lunga, interminabile salita a tutta per poi trovarsi in cima al passo Gardena al tramonto e scoprire che il fiato ti si spezza in gola non solo per la fatica, ma anche per la bellezza incredibile del panorama che è davvero magnifico. In zona cambio mi tolgo le pelli, accendo la grande frontale e affronto la discesa verso Corvara e, mentre la notte scende, penso che questa sia una delle cosa più belle che ho fatto in vita mia. Emozione è passare Corvara attorniati da volontari premurosi e spettatori che fanno un tifo da stadio con campanacci e mi spingono sulla seconda salita verso Passo Campolongo. La notte cala e davanti a me c'è solo il cono di luce della frontale.
Non vedo i paesaggi magnifici che mi sono attorno, ma sento la stessa gioia che provavo nelle notti in Lapponia. Solo che qui ho anche la fortuna di condividere parte del "viaggio" con una simpaticissima coppia di ragazzi greci che scoprirò al pasta party sono gli organizzatori del Pierra Creta https://pierracreta.gr/en/. Al pasta party ho anche la fortuna di scambiare quattro chiacchiere con Oswald Santin, organizzatore e presidente della manifestazione, che è al settimo cielo per questa edizione da record con il muro delle 3 ore infranto dal team vincitore.
Il giorno dopo mi sveglio: sono stanco morto. Ma non riesco a stare fermo e ,inforcati gli sci, ritorno a quella che ieri sera era il luogo della partenza e riparto. Questa volta però senza pelli, ma con gli impianti. Sì perché il Sellaronda è soprattutto uno skitour che unisce quattro comprensori sciistici (Selva-Alpe di Siusi, Alta Badia, Arabba/Marmolada e Val di Fassa). Un percorso che si può percorrere, con calma, in circa 5 ore sia in senso orario (lo stesso della gara) percorso arancione sia in senso antiorario (variante leggermente più facile) percorso verde. https://www.dolomitisuperski.com/it/Scopri/Sellaronda-Grande-Guerra
Sono felice di godermi questo momento di serentià. Ma mentre scio tranquillo alla luce del giorno mi ritrovo a studiare i punti chiave del percorso della ski Marathon della notte prima. Sorrido e penso "e no Max, non puoi già pensare all'edizione 2020!!!!!!"
SCHEDA TECNICA
Sellaronda Skimarathon http://www.sellaronda.it
42km – 2700 D+ tempo limite 6ore e 20. Prossima edizione 2020
Sellaronda Skitour https://www.dolomitisuperski.com/it/Scopri/Sellaronda-Grande-Guerra
Percorribile con un solo ski pass del Dolomiti Superski
DOVE ALLOGGIARE
Hotel Flora. Albergo delizioso a conduzione famigliare, situato in pieno centro di Selva e a pochi passi dalla partenza degli impianti. http://www.flora.bz
lunedì 11 marzo 2019
Rovaniemi300 2nd man on Foot
Donne veloci e
tenaci. Donne davvero straordinarie alla Rovaniemi 300. Donne capaci di
arrivare al traguardo davanti a tutti i concorrenti maschili, in una gara che
per lunghezza (315km) e per difficoltà (si corre in Lapponia in pieno inverno e
ad oggi solo 13 persone (erano sole 8 in totale per le precedenti 4 edizioni,
ovvero 2 per anno) l’hanno finita nella versione “a piedi”!) è tra le più
massacranti nell’ambito degli ultra trail artici. La prima di queste donne è
l’italiana Marta Poretti, che a Rovaniemi ha fatto una prestazione davvero
incredibile. Marta non solo è riuscita a mettere dietro di sé tutti i
concorrenti a piedi, ma anche quelli in fatbike (solo il primo e il secondo
sono riusciti a superarla!) stabilendo il nuovo record della gara 3 giorni 6
ore e 15minuti. La seconda invece è Rachel Frei, svizzera, anche lei è una
veterana delle lunghe distanze artiche ed in particolare della Rov300 . Marta e
Rachel sono arrivate prima e seconda assolute e con i loro risultati hanno
sancito quello che oramai sta diventando sempre più una realtà concreta: le
donne nelle lunghissime distanze battono sempre più spesso gli uomini!
Per quanto
riguarda la mia gara (sì sono uno di quegli uomini che è arrivato dietro alle
due ladies) devo dire che quello che mi ha stupito e che mi ha messo anche
maggiormente in difficoltà è stato il caldo e la pioggia! Prepararsi per un
artic ultra trail significa allenarsi in ambiente sempre sotto lo zero,
testando tutti i vari materiali che verranno utilizzati in condizioni di gelo
estremo. E come ricorderete dai miei precedenti report è quello che ho fatto
nei mesi scorsi https://actionmagazine.it/rovaniemi-300-arctic-race-finlandia/
, forte anche dell’esperienza del Iditarod in Alaska l’anno scorso e della
ROV150 l’anno prima. Grazie a questo lungo allenamento ero pronto ad affrontare
tutto: neve, ghiaccio, freddo oltre il 30 gradi sotto zero. E invece? Invece in
Lapponia ho toccato con mano il fatto che il riscaldamento globale non è una
leggenda metropolitana, ma una tragica e preoccupante realtà di cui dobbiamo
prendere coscienza e trovare soluzioni immediate per cercare di risolvere
questa situazione.
I primi due
giorni infatti la grande difficoltà è stata la temperatura ben sopra lo zero e
la pioggia battente hanno reso le neve molle e creato pericolosi buchi nei
lunghi tratti in cui il percorso attraversava fiumi e laghi. Spingere la slitta
è già difficile, se poi la neve diventa molle diventa una tortura perchè
bisogna spingere con tutte le proprie forze per evitare che s’impantani. Ma è
stato l’overflow in assoluto il pericolo maggiore che mi ha accompagnato in
tutta questa gara, soprattutto la notte quando la visibilità limitata rendeva
il passaggio sui laghi un vero e proprio incubo. Sentire il ghiaccio
scricchiolare e rompersi sapendo di essere imbragati ad una slitta che - a
causa della pioggia – aveva raddoppiato – e oltre – il suo peso, sapendo di
avere sotto di sé un lago profondo o un fiume è una esperienza terribile.
Per fortuna ho
fatto una lunga parte del tragitto con il concorrente tedesco Walter Hoesch, Guida
Alpina/Bergfuehrer, con cui abbiamo fatto team di fronte alle condizioni meteo
così sfavorevoli. Ci eravamo già presentati al Briefing per i pochi concorrenti
della 300km. Avevamo, a pelle, capito di avere un qualcosa che ci accomunava.
Ci eravamo scambiati poche opinioni
sulle quali eravamo in totale accordo. E poi ero felice di poter parlare
con lui in tedesco, cosa che pensavo di fare con il concorrente altoatesino che
invece non è partito. In gara, poco dopo la partenza, lasciati sfilare i
concorrenti della Rov66 e della Rov150 che avevano meno esigenze di noi di
dover centellinare le energie ci siamo subito trovati "slitta a slitta". La prima notte Walter si è
fermato a fare la pausa di due ore al km 70 mentre io ho proseguito fino al km
80, per poi ritrovarmelo accanto la mattina.
Stessa pausa di
due ore e stesso passo. Avanti affiancati fino al km140, ultimo waypoint in comune con la
Rovaniemi150 e altra pausa notturna. Insieme abbiamo lasciato sfilare i
way-point dal 9 al 12, quelli tra i quali era vietato fermarsi pena squalifica,
ovvero quelli in cui il fiume che si percorreva lambiva la cittadina di
Rovaniemi. Ha voluto lui testardamente allungare il lunghissimo terzo giorno
per raggiungere a notte fonda, ben oltre l’una del mattino una minuscola cabin in legno che ci ha accolto con il
suo "tepore", nonostante questo abbia significato allungare il
percorso di circa 1 ora perché si trovava lontano dal percorso di gara. Il
quarto giorno una forte nevicata ci ha preso nel mezzo della notte e qui sono
stato io a trovare due giacigli bordo sentiero dove abbiamo aperto i nostri
sacchi bivacco e sacchi a pelo e ci siamo riparati per 4 ore. Poi la volata
finale nei 25 km di fiume ghiacciato verso Rovaniemi, con Alex Casanovas,
l’ideatore e il direttore della gara,
che ci affianca con la sua motoslitta per scattare alcune foto!
La Rovaniemi300
(assieme le sue sorelle minori la Rov66 e Rov 150) è una gara unica nel suo
genere in Europa. Ed è davvero straordinaria per il percorso, per le difficoltà
che si devono affrontare, per il paesaggio magnifico e selvaggio. E’ un gara dura,
che richiede una grande preparazione per essere “portata a casa”. Ma
soprattutto, grazie alla dedizione e all’impegno del suo direttore, Alex
Casanovas, è perfettamente organizzata in ogni singolo dettaglio (dal briefing
iniziale all’arrivo a Rovaniemi). Grazie a lui e al suo team perché ogni anno
lavorando come dei matti creano questo evento magnifico!
Etichette:
iditarod,
outdoors,
rovaniemi150,
run,
running,
trail,
trail running,
ultra,
ultratrail,
visitrovaniemi
Ubicazione:
Rovaniemi, Finlandia
Iscriviti a:
Post (Atom)







