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sabato 29 agosto 2020

UTMB2020: Pau Capell la corre lo stesso


La Settimana di fine Agosto, ogni anno è sinonimo di UTMB. Non  quest'anno. Ma io non ho resistito e Lunedì 24, in piena crisi d'astinenza, mi sono ritrovato a Chamonix per provare malgrado tutto e tutti la partenza e i primi chilometri. Quando sono partito sapevo che sarebbe stata solo una relativamente breve corsetta. Ma vi confesso che non è stato facile, ad un certo punto, dire basta e tornare indietro. Troppa la voglia di continuare quel sentiero unico e meraviglioso. Ma non avevo nulla con me e a malincuore ho girato i tacchi verso Chamonix.
Solo pochi giorni dopo però qualcun altro ha fatto molto meglio, molto ma molto meglio. 

Pau Capell, trail runner del team TheNorthFace, ha completato l'iconico percorso del Tour du Mont Blanc, correndo in solitaria con un tempo di 21:17:18.

 


Lo ha fatto anche per tutti coloro che stanno affrontando grandi sfide in questo difficile anno, inclusi tutti gli appassionati di running che non hanno potuto correre l'UTMB.

 

171 km e più di 10.000 metri di dislivello positivo per quello che viene considerata uno degli ultra trail più impegnativi al mondo, attraverso il meraviglioso panorama delle Alpi in un percorso mozzafiato tra Francia, Italia e Svizzera.


Per tutti gli altri runners non resta che attendere il 2021.







mercoledì 4 settembre 2019

Walls Are Meant For Climbing: dopo Monaco e Londra il 13 e 14 settembre arriva a Milano


Max Marta con Simone Moro al Mountain festival 2016
 
È ispirato dalla convinzione che le pareti rappresentino opportunità e
non ostacoli, l’evento di free climbing che The North Face porta a Milano allestendo una parete
di arrampicata urbana unica nel suo genere.

Climbing in Milano

L’evento, parte della campagna Walls Are Meant For Climbing, si rivolge a tutti, con tipologie di
arrampicata adatte sia ai neofiti che ai più esperti della community. L’evento coinvolgerà anche
scuole, gruppi giovanili e associazioni benefiche a partecipare. In particolare, coinvolte due
Onlus: la Fondazione Laureus Italia Onlus e l’associazione Francesco Realmonte Onlus che
avranno dei momenti dedicati. Street food e performance musicali contribuiranno a creare un
vero e proprio festival dell’arrampicata. Ecco una piccola anticipazione di quello che la
community milanese troverà a Climb Milano:
Gli atleti del team The North Face Stefano Ghisolfi e Hervé Barmasse, saranno a
disposizione per offrire consigli e suggerimenti ai climber.
Pensata con un'attenzione particolare alla sostenibilità, la parete da arrampicata, unica nel suo
genere, è realizzata con container riutilizzati e sarà donata a un ente benefico dopo l'evento per
garantire che l'eredità dell'arrampicata rimanga anche dopo la fine dell’evento.

Tina Rolen, VP Marketing, The North Face EMEA ha commentato: Dal 1966, The North Face
ha visto le pareti non come ostacoli, ma come opportunità. Vogliamo rendere l'arrampicata
accessibile a tutti. Ecco perché abbiamo creato l'evento e l'abbiamo reso gratuito. Invitiamo
anche scuole, gruppi giovanili e associazioni di beneficenza a partecipare e sperimentare il
senso di realizzazione che si prova sulla parete. Questa è un'opportunità per la community del
climbing di aprirsi e riunirsi per ispirare gli altri.

Dopo Monaco di Baviera e Londra, Milano sarà l'ultima tappa di un'estate all’insegna
dell’arrampicata che ha portato migliaia di persone ad avvicinarsi a questo sport grazie alla
possibilità, offerta da The North Face, di arrampicare gratuitamente in tutta Europa.
L’Evento è patrocinato dal Comune di Milano, Assessorato alla qualità della vita, sport e
turismo.
Per maggiori informazioni e per registrarsi all’evento, visitare


sabato 20 gennaio 2018

My Road to Iditarod: -35 giorni al via: vestirsi a strati


 

35 giorni al via: la sindrome della cipolla ovvero "vestirsi a strati… Sì va bene! Ma quanti???"


Di ritorno dalla Rovaniemi150 (Artic Winter Race che si svolge a Febbraio in Lapponia) avevo coniato la definizione del "freddo multidimensionale".

Avevo spiegato che – a quelle latitudini - il freddo non può essere misurato solo in base alla temperatura, perchè il freddo in quelle condizioni diventa qualcosa di molto più complesso. Facciamo un esempio: molti di noi hanno sperimentato cosa significa stare a -20°. Generalmente questo ci è successo mentre stavamo sciando oppure mentre raggiungevamo una vetta. E tutti ci siamo accorti che la percezione del freddo aumenta col passare delle ore. Quindi oltre alla temperatura, il freddo va "misurato" anche sul tempo ovvero in base di quante ore si starà fuori: ed questa è la seconda dimensione.

Inoltre il freddo è più intenso se è notte, dopo ore senza dormire. Questo lo sanno bene gli Ultra Trailers.  Se si "salta" una notte di sonno, a parità di condizioni, si sente più freddo. Se poi se ne saltano due di notti, la percezione di un -20 gradi dopo 40 ore di esposizione… beh! vi assicuro che quel freddo non si dimentica più.
La mancanza di sonno e la notte diventano quindi la terza dimensione del freddo.
Infine non dimentichiamo altri elementi ambientali come ad esempio il vento. Sappiamo tutti che con vento forte il freddo percepito si abbassa notevolmente rispetto a quanto riporta il termometro. In sostanza quindi si può dire  la temperatura non può essere considerata una variabile "indipendente", ma va relazionata ad altri fattori (tempo di esposizione al freddo, mancanza di sonno, buio) e a variabili ambientali come il vento (in Alaska una giornata senza vento pare sia una rarità, e non sto parlando certo di vento tipo il Ponentino romano).

Detto  questo: in Alaska il prossimo 25 Febbraio vado ad affrontare una temperatura media di -40 gradi centigradi per un tempo di circa 96 ore… A voi trarre le conclusioni sul tipo di freddo che troverò!

Ma che cosa significa davvero questo  freddo e come ci si veste per una esperienza così estrema? La strategia comunemente adottata è quella che ci ha insegnato la mamma quando eravamo bimbi: ci si veste "a cipolla".  Ho valutato che di base avrò circa 7 strati mentre sono "in movimento", più 1 a portata di mano per le "pause" nel cammino cioè le pause fisiologiche e le pause per alimentarsi (visto che non ci sono ristori né tanto meno rifugi in cui potersi riparare e che per bere bisogna "farsi l'acqua" sciogliendo la neve con il fornellino).

Fatta questa introduzione, partiamo con l'illustrazione degli strati, anche sepermettetemi di non svelare ancora tutto l'equipaggiamento e di illustrare la sola "parte alta", quella del busto. In dettaglio gli strati 1 e 2 saranno un intimo tecnico "a pelle" che prevedo di non togliere mai dalla partenza all'arrivo. Mentre lo strato 3, sarà una tuta Peak Performance mutuata delle spedizioni sugli  ottomila. Questo terzo intimo ha tanto di zip a "U" sulla parte posteriore e un'ulteriore zip anteriore con doppio senso di apertura. Entrambe le zip sono per facilitare le pause fisiologiche. Ovviamente, per impossibilità pratica, anche questa costituisce uno strato da non togliere mai.

Poi dagli strati successivi inizia il ballo del "metti e togli", "togli e metti". Strato 4 sarà Piumino Thermoball della TheNorthFace,  "reduce" vittorioso della Rovaniemi150. Facilmente ripiegabile e riponibile anche in una tasca così da poter utilizzare meno spazio possibile nel borsone. Davvero leggerissimo addosso e molto, molto confortevole. Compagno anche di tante scialpinistiche per l'ottimo rapporto caldo/ingombro.

Strato 5 prevede la Giacca Ventrix  TheNorthFace. Questa giacca ha nuova tecnologia con un sistema dinamico di microfori che si aprono e si chiudono durante l'attività fisica, regolando la temperatura corporea. Anche questa leggerissima, calda, e anche traspirante. 

Lo Strato 6 è il Piumino La Sportiva "650", indossato  durante la Rovaniemi150. Una giacca davvero caldissima, isolante e protettiva: confermata anche questa per l'Alaska!

Lo Strato 7, ovvero l'ultima difesa, è il pezzo più importante, quello che indosserò più a lungo: Giaccone TheNorthFace "LOSTRAIL". Caldo, impermeabile, con tante tasche sia interne – a rete – che esterne, anti-vento, con zip sotto le ascelle, con taschino al polso che utilizzerò in Alaska non per lo ski-pass ma per il GPS cartografico della mia MTB. Questa giacca ha poi un cappuccio regolabile che non ha eguali nel tepore e nella protezione dal vento.

Ultimo Strato l'ho chiamato EXTRA. E' il dulcis in fundo, ovvero il giaccone da indossare durante le pause. Perché quando ci si ferma potrebbero tutti gli state prima menzionati potrebbero non essere più sufficienti ed è necessaria una copertura extra.Insomma partirò bello carico d'indumenti per poter sceglierel'abbinamento più adatto - in ogni momento del giorno o della notte, ma  anche in caso di vento o di neve, di temperature più o meno estreme – sempre rispettando la regola aurea di stare attendo a "non sudare" mai. Perché il sudore diventa ghiaccio in pochi secondi e avere il ghiaccio a pelle potrebbe rendere il tutto molto più problematico, per non dire pericoloso, molto pericoloso!!


giovedì 9 novembre 2017

#NeverStopMilano: Training con Fernanda Maciel, atleta The North Face










The Community





La prima volta che ho incontrato Fernanda Maciel http://www.fernandamaciel.es/ , ultra-trailer brasiliana del team The North Face https://www.thenorthface.it/exploration/athletes/fernanda-maciel.html , è stato nel 2015 a Cortina a poche ore dalla partenza della Lavaredo Ultra Trail https://www.ultratrail.it . In quella occasione mi trovai davanti un’atleta super-concentrata, posata e di poche parole. Che, malgrado la tensione pre-gara, mi concesse una bella intervista http://actionmagazine.it/fernanda-maciel-io-mi-alleno-cosi/ e preziosi consigli per me che – come lei – partivo per la stessa gara.
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Quando mi hanno detto che Fernanda sarebbe venuta in Italia in questi giorni, ho chiesto subito di poterla incontrare. Perché in questi anni si è confermata atleta di grande valore che ha continuato a macinare risultati straordinari nei trail: 1° Ultra Trail del Monte Fuji (2016) 3° Marathon des Sable (2016) 3° Lavaredo Ultra Trail (2015 e 2016) solo per citarne alcuni. Ma soprattutto perché è riuscita anche a spaziare oltre il trail e ha stabilire record incredibili come il record di salita e discesa dal Kilimangiaro in 10 ore e 6 minuti (quasi 3 ore in meno del precedente primato) e il record femminile di ascensione e discesa all’Aconagua in 22ore e 52minuti.
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La Fernanda Maciel che mi trovo davanti questa sera a Milano non è solo un atleta fortissima, ben consapevole del suo valore. E’ anche una donna dal sorriso dolce che con premura e generosità risponde alle domande e prodiga consigli.
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> Fernanda dall’ultima volta che ci siamo visti alla LUT non ti sei mai fermata stabilendo record incredibili e raggiungendo dei risultati eccezionali. Qual è tra gli ultimi tuoi successi quello a cui tieni di più?
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Mi piace molto correre i trail. Anzi, diciamo che ne ho bisogno perché è grazie ai trail che riesco ad allenarmi molto duramente. Ma i record sull’Aconagua e il Kilimangiaro sono stati davvero speciali! Sono state imprese stimolanti perché mi hanno costretto a spingermi completamente fuori dalla mia comfort zone
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Nella tua carriera di ultrarunner hai partecipato alle gare più famose come Diagonale des Fous, Marathon des Sables e LUT: quale preferisci?
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Onestamente tutte le gare del Ultra Trail World Tour sono interessanti perché sono lunghe e bellissime. Ho fatto per due volte la Marathon Des Sable, ma mi trovo molto più a mio agio in montagna. E se devo dire proprio qual è la mia preferita direi sicuramente l’UTMB http://utmbmontblanc.com/it/ . Amo l’atmosfera che si respira in montagna, molto di più che il deserto perché in montagna ci si imbatte in paesaggi meravigliosi.  E’ vero però che si riesce ad ammirarli meglio facendo una semplice trekking o un arrampicata piuttosto che in gara!
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Sai già quali sono i tuoi obiettivi per il 2018?
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Ah certo che mi sono già posta gli obiettivi per l’anno prossimo! Tra questi ci sono a Febbraio la Transgrancanaria http://www.transgrancanaria.net/en/ poi a Maggio il campionato del mondo di Penyagolosa http://penyagolosatrails.com e logicamente UTMB. Ma quest’anno non farò nessuna impresa in alta montagna tipo Aconcagua e Kilimangiaro perché devo ancora recuperare dopo questi due record. L’anno prossimo mi concentrerò sulle performance in gare di ultra-trail.
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Fernanda tu hai fatto delle imprese straordinarie nell’Ultra trail e in ambienti estremi, posso chiederti un paio di consigli per noi trail runners e in particolare per me che a Febbraio farò l’Iditarod http://iditarodtrailinvitational.com/ ?
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Dio mio! Non ho mai fatto niente di simile all’Iditarod in vita mia – dice ridendo.  Ma sulla base delle mie esperienze in ambienti estremi posso dirti di usare dell’ottimo materiale e di viaggiare leggero evitando di sovraccaricare il tuo bagaglio. Quando ho corso il Cammino di Santiago (900km circa in 10 giorni) mi sono portata dietro solo uno zaino di 2 chili e quando ho fatto la Marathon Des Sables avevo uno zaino di 7 chili. Ma soprattutto – come ultimo consiglio – cerca di rimanere sempre caldo e ben coperto.
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Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per il giorno dopo quando lei allenerà la community di Never Stop Milan https://it-it.facebook.com/NeverStopMilano/ gruppo che s’incontra tutti i martedì e in casi eccezionali come questo il giovedì. Conoscendo Fernanda so che quello sarà un allenamento molto molto tosto.


venerdì 3 novembre 2017

Fernanda Maciel: io mi alleno cosi’ (Cortina d'Ampezzo, 1 luglio 2015)







Max Marta ha intevistato per noi durante la Lavaredo Ultra Trail  la grande Fernanda Maciel. Che ci racconta come si fa a macinare tanti chilometri senza perdere la concentrazione e senza mollare mai.



– Ciao Fernanda, benvenuta a Cortina!
“Grazie…  In realtà sono qui già da un po’ di giorni. Ad allenarmi sul percorso della LUT. L’altro giorno ho fatto la parte che va da Malga Ra Stua a Col Gallina (dal 75km al 95Km). Poi ieri la parte da Col Gallina fino all’arrivo. Anche se conosco già il percorso, ho voluto allenarmi sull’ultima parte di questo tracciato perché amo correre su queste montagne”.
– Fernanda, hai vinto già la LUT nel 2011 e sei arrivata seconda nel 2012: deduco che ti piace particolarmente questa gara…
“Io amo la LUT: sì! Purtroppo non sono riuscita ad essere qui l’anno scorso perché in contemporanea c’era il World Championship a Chamonix. Ma mi piace davvero tantissimo questa gara: per cui sono felicissima di essere di nuovo qui quest’anno!”
– Che cosa ti affascina di più della LUT?
“Quando corro la LUT, quando mi alleno tra queste montagne, mi guardo in giro e penso: è semplicemente bellissimo! Correre e ammirare le tre Cime di Lavaredo, il Passo Giau. Beh! che panorama stupendo! E poi i cieli delle Dolomiti, quella luce speciale che circonda queste montagne è qualcosa di unico al mondo. Sono così grata a tutti di poter essere qui. E’ davvero un grande regalo poter essere qui”.
– Quando corri un ultra Trail cosa fai per mantenerti concentrata?
“Anche se correre è una cosa che mi riempie di gioia, non ti posso negare che anch’io ogni tanto penso “ma chi me l’ha fatto fare?”. Il freddo di notte, i piedi bagnati: sì! È inevitabile avere dei pensieri negativi quando si corre. E’ per questo che oltre ad allenare il fisico dedico grande attenzione ad allenare anche la mente. Se ci pensi quasi il 99% dei pensieri che abbiamo sono negativi o sono relativi a problemi del passato o del futuro. Io alleno la mia mente ad essere sempre solo concentrata sul presente e sulla cosa che sto facendo in quel momento. Ed è così “positiva e presente” che cerco di essere per tutta la gara. Ma è certo che i pensieri negativi arrivano, così come arrivano le brutte sensazioni e i dolori: è naturale. Bisogna accettarli. Se ci pensi, la corsa può essere vista come un’evoluzione del sé, una percorso di crescita della propria persona. Così come non puoi evitare la pioggia e il brutto tempo, non puoi evitare i brutti momenti che ti possono capitare. Ma puoi allenare la tua mente a mantenersi nel presente, a cercare di avere un’energia positiva e ad avere pensieri costruttivi”.
– Fernanda, come si allena una campionessa? Tu ti dedichi solo alla corsa in montagna o fai anche altri sport?
“Dedico una grande parte del mio allenamento a migliorare la mia velocità. Ad essere onesta non è che siano i miei allenamenti preferiti: ma il Fartlek o le ripetute veloci aiutano a migliorare la propria tecnica di corsa e quindi ad incrementare la propria velocità.  Purtroppo non corro sempre in montagna. Negli ultimi mesi sono stata in Brasile a casa dei miei genitori, che vivono in una grande metropoli. E mi sono dovuta allenare in una grande città con tutti i problemi che questo implica: il traffico, lo smog, la paura. Ma questa è la città dove sono nata e la amo comunque. Vedi, il punto è che devi trovare sempre qualcosa positivo mentre ti alleni”.
– E come gestisce una campionessa come te vita quotidiana e allenamenti?
“Io sono una runner, è vero. Ma sono anche una nutrizionista dello sport e una donna che lavora. Quindi spesso mi alleno la mattina presto, poi vado al lavoro. E in alcuni casi faccio un secondo allenamento nel pomeriggio. Spesso questo secondo allenamento è ciclismo su strada o stretching. Nei weekend invece mi dedico completamente alla corsa, e qui faccio le mie sessioni lunghe, 3 o 4 ore di corsa nella mia comfort zone: questo è l’allenamento che preferisco!”.
– Come nutrizionista che consigli puoi darci?
“Penso che la cosa più importante sia essere consapevoli di dove ci si trova. Mi spiego: i cinesi hanno alimenti diversi dai brasiliani, dai giapponesi o dagli italiani. E’ importante prestare sempre attenzione alla cultura del cibo del luogo in cui ci si trova: perché è così che ci si alimenta nel modo più naturale possibile. E se il tuo stomaco è felice, molto probabilmente è felice anche la tua mente! Io credo profondamente nella dieta bilanciata: mangiare un poco di tutto preferendo frutta e verdura, e poi riso e patate che sono alimenti importantissimi: ma se ti piace la carne, mangiala! Per quanto invece riguarda l’alimentazione in gare come gli ultra trail, ci sono due elementi di cui non puoi fare a meno: carboidrati e sali. I primi danno energia e io li consumo a scadenze precise: ad esempio ogni ora oppure ogni 40 minuti. Se non si rispetta questa regola, sio rischia di perdere energia senza quasi accorgersene. Durante le distanze ultra –  visto che si corre per così tante ore – gel e barrette non bastano: c’è bisogno di cibo solido! Per cui è necessario integrare barrette e gel con cibo vero. Per quanto invece riguarda i sali, anche questi sono importantissimi: l’acqua da sola non basta perché bevendo solo acqua si rischia la disidratazione”.
– Come cambi la tua dieta prima di gare così lunghe?
“Io non cambio la mia dieta prima della gara: integro la mia alimentazione con maltodestrine. E cerco di preferire i carboidrati alle proteine il giorno prima della gara. Così incremento le mie riserve di energia. Ma non è un cambiamento radicale. La regola deve essere sempre mangiare in modo bilanciato. Ovvero io non faccio il carico di carboidrati come si faceva un po’ di anni fa. Perché si è capito che con il carico di carboidrati si rischia di arrivare alla gara troppo pesanti e troppo pieni d’acqua. Una buona soluzione è aumentare un poco le proteine fino a tre giorni prima della gara, e poi invece aumentare un poco i carboidrati. Ma questa variazione deve essere sempre controllata e bilanciata”.
– Qual è il tuo obiettivo del 2015?
“Quest’anno mi sento bene e ho voglia di lottare di più. Questa è la mia prima gara del circuito Ultra Trail World Tour. Poi farò la UTMB  e La Diagonale des Fous. Questa non l’ho mai fatta per cui sono emozionata perché è la prima volta.
UTMB invece l’ho fatta e la conosco, per cui sono felice di tornare e godermi il Monte Bianco: è un luogo magico e speciale per me. Poi farò anche due vertical sky race: la K3 in Val Susa e il Dolomitenmann . Penso che i Vertical siano un buon allenamento, ma se devo essere onesta non li amo particolarmente. La pendenza è così forte che guardi solo per terra e non ti godi il panorama. E poi è così faticoso che non riesci a controllare il respiro: insomma una fatica tremenda. Ma è bellissimo arrivare in cima. E poi è necessario andare oltre la propria comfort zone. E’ un bene e t’insegna molte cose”.
– C’è una gara che sogni di fare?
“La Marathon des Sables  e la Hardrock negli Stati Uniti”.


mercoledì 20 settembre 2017

TheNorthFace Mountain Festival 14-17 settembre 2017



La persone hanno bisogno di credere che nel mondo esistono luoghi in cui è possibile stare assieme e divertirsi in modo costruttivo e in armonia con la natura. In fondo la maggior parte delle persone fa sport perché deve in qualche modo scappare dalla vita ordinaria del lavoro e degli impegni…


C’è un luogo magico dove per quattro giorni si riunisce una tribù di ragazzi e ragazze, di tutte le età, provenienti da ogni angolo d’Europa (e non solo) animati da un'unica grande passione: la montagna in ogni sua possibile declinazione (climbing, alpinismo, rafting, trekking ecc..). In questo luogo c’è un grande prato con attorno le montagne splendide di Lauterbrunnen, che si anima poco a poco di tende colorate che diventano sempre di più giorno dopo giorno. Una tribù variegata che dà vita ad uno dei festival in onore della Montagna più belli e partecipati del mondo: TheNorthFace Mountain Festival  che quest’anno ha riunito oltre 800 appassionati di Outdoor provenienti da 29 paesi. 
Per preparare questo evento TheNorthFace lavora tutto l’anno: dal punto di vista organizzativo sicuramente, ma anche soprattutto dal punto di vista di coesione della community. Il brand californiano infatti da alcuni anni organizza nelle principali città del mondo allenamenti settimanali collettivi, completamente gratuiti che vanno sotto il nome di NeverStop e a seguire il nome della città. Sono ormai mesi che mi alleno una volta alla settimana con la tribù milanese dei NeverStopMilan. E questo lavoro si è visto proprio a Lauterbrunnen  dove i partecipanti provenienti dalle varie città europee vestivano fieri le magliette delle loro Communities:, Never Stop London, Never Stop Munchen, Never Stop Berlino.
Da un punto di vista aziendale, si tratta di un’operazione di Marketing azzeccatissima verso tutti gli Stakeholders: clienti, distributori, dipendenti, fornitori, communities locali, atleti professionisti e non, rappresentanti stampa e influencer. Nel momento in cui si organizza un evento “monster” delle dimensioni partecipative del TheNorthFace Mountain Festival si prendono dei rischi, si espone la propria immagine alle valutazioni e alle critiche. L’evento può essere un fallimento, se non si ottiene un grande successo in linea con le alte aspettative dei partecipanti. Per far si che si raggiunga il successo, tutto, ma davvero tutto, deve funzionare alla perfezione, come un orologio svizzero. E Lauterbrunnen, la location svizzera prescelta, era già di per se di buon auspicio. In sintesi, se l’obiettivo era la fidelizzazione e la soddisfazione dei partecipanti, direi che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.
La passione sportiva dei partecipanti è stata pienamente ripagata con attività variegate, ben assortite e di tutti i livelli di preparazione. Attività che poi rendevano orgogliosi i partecipanti per poterle svolgere accanto a super campioni, mostri sacri della Montagna che privi di ogni atteggiamento altezzoso, dispensavano ogni sorta di consiglio in tante lingue con pazienza e sorrisi stampati sulle loro facce gioiose.

Le attività proposte al festival sono state davvero tante. Trail running sui tanti percorsi che offrono le vallate stupende dove a luglio si svolge l’Ultra Trail Eiger (parte dell’Ultra Trail World Tour). Arrampicata sia in falesia che, nel caso di brutto tempo, in indoor. Alpinismo sul meraviglioso ghiacciaio dove si affacciano Eiger, Monch e Jungfrau, con spettacolare salita al Walcherhorn (sei ore piene di gita per i più esperti, tutti con la dovuta garanzia offerta dalle Guide Alpine del luogo). Ma anche altre attività tutte di alto livello: dal corso di fotografia outdoor (dove ho finalmente capito l’importanza di avere in ogni foto un fore-ground, un middle-ground e non solo il back-ground), alla cucina d’avventura, al kayak, al trekking, al canyoning e, dulcis in fundo, al parapendio. Ed è proprio a Lauterbrunnen che l’ultimo giorno in extremis ho avuto il battesimo di volo con il mio primo volo in parapendio! Coadiuvato da un pilota locale (ovvero volo in coppia), dopo essere saliti con la funivia ben oltre la scarpata di 650m che si affacciava sul Campo con le sue spettacolari cascate (se ne contano 72 nella valle di Lauterbrunnen), ci si lancia in un volo che mi ha tolto più volte il fiato. Sensazioni uniche ben oltre le aspettative. Dovutamente documentate nelle foto pubblicate.
Personalmente, oltre al Paragliding della domenica, mi sono cimentato il giovedì in un tiratissimo Trail Running con l’allenatore di Never Stop Chamonix (un inglese trapiantato sulle pendici del Monte Bianco) a cui ho cercato di togliere il fiato in discesa . Il venerdì ho fatto il bis con la gita d’Alpinismo sul Walcherhorn, non solo per i ghiacciai, ma anche per la gita sul trenino a cremagliera che sale nel cuore dell’Eiger e fa le soste permettendo ai turisti di affacciarsi dalle finestre sul ghiacciaio e fotografare da posizioni di dominio altrimenti solo dei top alpinisti e Guide Alpine. Il sabato, ho fatto preoccupare in parete, causa del mio stile incerto a confronto del livello degli altri e del mio impormi sul ruolo di primo a salire, la mitica Caroline Ciavaldini (moglie dell’ugualmente celeberrimo James Pearson): ho promesso che quest’inverno troverò del tempo anche per arrampicare! Mah, non so…sto comunque cercando una palestra di roccia!
Team dei “pro” pienamente partecipe, coinvolgente e coinvolto in tutte le attività, da quelle in cui era “guida” a quelle ricorrenti del “capo” al Party del sabato sera, dove davvero erano parte integrante dei festeggiamenti. I nomi da ricordare sarebbero tanti, ma non possiamo non menzionare oltre a Caroline Ciavaldini e James Pearson, i top Simone Moro, Tamara Lunger, Emilio Previtali (coinvolgente Story-Teller), Lizzy Hawker, David Gottler, i fratelli Pou, la new entry Graziana Pè, Stefano Ghisolfi, Jacopo Larcher, Hansjoerg Auer, 

Appuntamento al prossimo anno, quanti saranno i partecipanti? Dove si incontreranno? Ma si riuscirà a replicare un aumento dei partecipanti come quest’anno?
Tutte cose a cui avremo una risposta restando sintonizzati con TheNorthFace. Ci vediamo a settembre 2018!

Crediti foto Kuerzi e Martafont.



lunedì 26 giugno 2017

Domenica 18 giugno: Aiguille du Midi da Punta Helbronner (andata e ritorno)



 

Salita in funivia Sky Way a Punta Helbronner con obiettivo Aiguille du Midi.




Caldo intenso, crepacci aperti, sembrava agosto inoltrato. Neanche troppe cordate in zona.

Prima di iniziare a salire dopo aver lasciato sulla destra il Gros Rognon, assistiamo anche ad un intervento del Soccorso alpino per recuperare un rocciatore infortunato ad una mano: solite operazioni veloci, sincronizzate, speriamo di non averne mai bisogno ma questo ragazzi ci sanno fare.


Rifugio Cosmique lasciato alla sinistra, anche qui in molti accampati in tenda prima dell’attacco per il Bianco, si prosegue in salita verso l’Aiguille du Midi, ma il traffico qua davvero intenso sia in andata che in ritorno, e in contemporanea, e la neve che molla, fanno optare per rinunciare all’abbinata Aréte e ovetti per il ritorno e si torna a piedi.


Al ritorno il termometro del Suunto arriva a segnare 35 gradi!


martedì 21 marzo 2017

Anteprima "Millet Tour du Rutor 2018"

Tutte le foto di Stefano Jeantet

Pronti al decollo


L'elicottero fa la spola





La stagione 2017 dello scialpinismo è in pieno svolgimento. La settimana scorsa la 32a edizione del Pierra Menta http://www.pierramenta.com/ ha dato l’avvivo al circuito de La Grande Course http://www.grandecourse.com/ celebrando lo straordinario livello dello scialpinismo italiano con la vittoria del team formato da Matteo Eydallin e Damiano Lenzi, dominatori di tutte le tappe della celeberrima corsa che si disputa sulle Alpi francesi. Al terzo posto l’altra coppia italiana composta da Michele Boscacci e Nadir “Mago” Maguet, che hanno difeso il podio terminando secondi nell’ultima tappa, davanti al fenomeno Killian Jornet Burgada quest’anno in coppia con il francese Alexis Sévennec. E se gli atleti adesso stanno scaldando i motori per il prossimo appuntamento che sarà il 2 aprile sulle nostre montagne con Adamello Ski Raid  http://www.adamelloskiraid.com/ 
si scaricano gli sci


Io, grazie agli organizzatori e a Millet http://www.millet.fr, lo sponsor dell’evento, sono tornato sulle montagne della Valgrisanche a testare una parte del percorso del Millet Tour du Rutor Extrême http://tourdurutor.com/   o https://www.facebook.com/pg/tourdurutor/about/?ref=page_internal, altra mitica gara de La Grande Course che l’anno prossimo disputerà la sua 19° edizione. Per dare un’idea dei dettagli tecnici, la scheda della gara indica 7000 mt dislivello positivo, 25 cambi di assetto, una lunghezza di 75 km in 3 tappe, 40 km di salite, 32 km di free ride e dulcis in fundo 5 km di creste e canali. Probabilmente il valore di questa esperienza è stato per me amplificato dall’aver partecipato “dal di dentro” alla scorsa edizione del Tour du  Rutor. E così, quest’anno,sono tornato alle pendici del ghiacciaio del Rutor, ancora più cosciente degli straordinari sforzi necessari a far funzionare la macchina organizzativa di questa manifestazione sportiva che nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di ben 660 scialpinisti provenienti da 19 differenti nazioni. E anche quest’anno sono rimasto più affascinato dalla maestria in montagna e dalla competenza alpinistica del vero e proprio deus ex machina di questo evento: la guida alpina Marco Camandona, direttore di gara dell’evento.
 








Tour du Rutor, Aosta, Italy. 5,534 likes · 323 talking about this. Gara internazionale di scialpinismo a coppie inserita nel prestigioso circuito La...


Lo scorso anno avevo avuto la fortuna di poter testare il percorso della prima giornata della gara. Ero salito da Valgrisenche verso la vallata che porta a Il Sigaro con le squadre responsabili della tracciatura del percorso e avevo seguito le operazioni di balissaggio svolte nella massima concentrazione da persone di grandissima esperienza. Quest’anno invece sempre assieme a Marco Camandona e a pochi altri fortunati ho provato il percorso della terza tappa del TdR quella che da Planaval arriva fino ai margini del ghiacciaio dello Chateau- Blanc
 
si segue la traccia
 
verso la vetta
 
quasi 2000 di discesa

Le condizioni meteo poco favorevoli e il fitto programma della giornata, fanno sì che gli organizzatori decidano di “risparmiarci” i primi 1000m di dislivello del tracciato, accompagnandoci a quota 2800n con gli elicotteri da dove poi, una volta messe le pelli agli sci, inizierà la salita. La presenza di una troupe televisiva e di fotografi di settore, creano un’atmosfera da grande evento. E dopo un breve briefing di Marco Camandona si parte. Tutti procediamo in silenzio dovutamente dietro alle guide alpine, sferzati da un vento che arriva a raffiche violente contro di noi. Solo l’instancabile fotografo Stefano Jeantet, si esibisce in allunghi muscolari per immortalare tutti nei loro attimi di fatica. Si procede ad un buon ritmo ma che permette a tutti i componenti  del gruppo di procedere agevolmente in fila indiana sfruttando la traccia di Marco Camandona. Le inversioni in salita sono tutte da manuale, anche sui pendii più ripidi a dimostrare il buon livello dei partecipanti. Arrivati a quota 3400m lasciamo gli sci e proseguiamo a piedi verso la vetta con un vento che si fa sempre più violento. Raggiungiamo il punto dove nella prossima edizione del Tour du Rutor sarà predisposta una piazzola di circa 10 mq nella quale i concorrenti si infileranno gli sci e si cimenteranno a tutta velocità nella discesa che li porterà al traguardo finale. Lo spettacolo da qui sarebbe davvero mozzafiato senza le nuvole che incombono, siamo infatti a pochi metri in linea d’aria dalla vetta del Rutor. Siamo felici di essere qui, ma ancora di più non vediamo l’ora di togliere le pelli e buttarci nella sciata di ritorno. Le prime curve le facciamo su una discesa alquanto ripida, ma su un pendio molto largo, che permette curve ampie a chi non vuole prendere troppa velocità. La neve è dura e ci sono onde di ghiaccio formate dal vento che mettono a dura prova i muscoli e l’equilibrio. Poi la discesa si stringe e si iniziano ad avere dei passaggi obbligati, ma meno ripidi: e anche qui la sciata, grazie al percorso indicato dalla guida alpina che apre il gruppo, è davvero godibilissima.

Man mano che si perde quota la neve diventa primaverile e si fa insidiosa. Per evitare un ruscello scoperto per un paio di metri, mi ritrovo letteralmente in un cespuglio, forse lo stesso dove lo scorso anno, senza provare un minimo di pietà, avevo fotografato uno sfortunato concorrente che, come me, lì era planato a poche centinaia di metri dal traguardo. Chi la fa l’aspetti!
si brinda al TDR2018

Arrivati a Planaval, ci accolgono i rappresentanti della meravigliosa la comunità locale di Arvier – Planaval per offrirci un pranzo strepitoso a base di prodotti locali che ci ripaga di tutte le fatiche.  

La Valgrisenche è un vero tesoro nascosto della Valle d’Aosta. Una valle ideale per chi fa scialpinismo perché in questi monti ci sono alcune tra le più belle gite di skialp e freeride. Ma non solo: una valle al centro della regione da cui si raggiungono in pochi minuti le località più famose come Courmayeur, Pila e Cogne. Insomma un luogo ideale in cui soggiornare per chi ama la sport di montagna a 360 gradi. Ma anche un luogo ideale per chi vuole vivere l’esperienza di trovarsi immerso in una comunità che ama la propria terra e la valorizza con prodotti sopraffini (i formaggi e i vini locali sono tra i più pregiati della regione). Ma anche una comunità che ha spostato il suo amore per lo scialpinismo realizzando, con anima e cuore, una manifestazione sportiva davvero straordinaria com’è il Tour du Rutor Extreme.

martedì 8 novembre 2016

First two-day Skimo of the season 31.10 and 01.11 and first 4000 meter!!!


Just unexpected, just unbelievable.
Day 1 great training: from Cervinia to Plateau Rosa, on the Ventina slope. One week after Diagonale des Fous, legs are working well.
Day 2 up to the top of Breithorn (4165 m). Without ski just in the last 100m D+, then down skiing from the very top, crying and shouting for happiness.


Ecco la traccia: http://www.movescount.com/it/moves/move129520022#anchor=media-2992202 


Buon divertimento!















Cervino on the back

the beginning 



on the top of Breithorn


the view from the top


Breithorn from the glacier

lunedì 31 ottobre 2016

Diagonale des Fous 2016

tramonto pre-partenza






Non avrei voluto scrivere quest’articolo.
Avvertenza quest’articolo tratta della Diagonale des Fous, un Ultra Trail di 167 chilometri e 10mila metri di dislivello, e della mia esperienza personale in questa gara. Ma attenti! Se deciderete mai di andarla a fare, io non c’entro niente, io non vi ho detto niente, io scarico ogni responsabilità,  saranno tutti affari vostri.
Innanzitutto il Grande Raid de la Reunion presenta delle indubbie difficoltà logistiche visto che l’isola si trova nell’emisfero australe in mezzo all’oceano indiano. Esattamente a 20 gradi di Latitudine sud. E per chi come me ha un limitato piano ferie, le difficoltà  sono amplificate. L’ho gestita con 4 giorni e mezzo di ferie per un totale di sei notte così dormite, una in aereo (undici ore di volo da Parigi),  una in hotel, tre sui sentieri e l’ultima, appena dopo l’arrivo, di nuovo in aereo verso Parigi.
L’altra difficoltà è rappresentata dai 2600 partecipanti e ve lo lascio immaginare raccontandovi la calca alla partenza. Ore 22 di Giovedì sera. Il mio amico Stefano di Courmayeur, alla sua terza Diagonale me lo aveva detto, non cadere, mantieni l’equilibrio e se ti perdi qualcosa lascialo li e non provare a raccoglierlo. Mah, cosa sarà mai, esagerato…e invece… 2600 concorrenti, al netto dei Top Runners, stipati ore prima su un piazzale da cui si accedeva alla linea di partenza tramite una stradina fiancheggiata da muretti. Alla partenza panico. Tutti spingono, tutti pressati e io, chiedo scusa, ma penso all’Heysel, sono questi i momenti in cui possono succedere tragedie. Riesco ad infilare la mano sotto l’ascella di Stefano, ben più piazzato di me, e vengo sollevato e fatto fluttuare! 
Fuochi d’artificio  strabilianti e folla oceanica a bordo strada rendono, anche per questo,  la partenza unica e inimitabile. Al punto prestabilito vedo mio figlio Lorenzo e lo abbraccio. La tensione non scende e solo al chilometro 11, dico undici, mi rilasso e inizio a dare il cinque a mano aperta! Si c’era ancora la folla a bordo strada.
Perfetto percorso, tra l’altro disegnato con indicazione dei tempi tra i vari ristori (i.e. “cancelli orari”) sul  pettorale. Io fraziono sempre il percorso mentalmente, pezzo pezzo, pochi km alla volta .
Paesaggi mozzafiato che riportavano alla mente il film Jurassic Park, verdi montagne con lussureggianti pendii a strapiombo,  da cui saliremo e scenderemo un’infinità di volte!
Il venerdì mattina prima sosta tipo Base Vita, con il primo dei due borsoni accessibili allo stadio di Cilaos (che rappresenta anche l’ottavo cancello orario di ben 21), con mio figlio Lorenzo sugli spalti che mi da sollievo dopo la prima notte di giovedì (senza dormire), bellissima doccia, ma si ricomincia a sudare un minuto dopo, ristoro, cambio batterie alle due frontali e veloce ricarica del mio Sunto Ambito 3 Peak.
Il Venerdì scivola via fino alla notte, davvero durissima, con tanti concorrenti che dormono lungo il sentiero avvolti nelle loro coperte termiche, immagini atipiche per chi come me di solito corre tra le  fredde montagne e non all’equatore! Pioggia improvvisa e poco dopo una frontale dopo l’altra mi segnalano batterie esaurite! Fallisco il cambio sotto la pioggia, ovvero mi trovo con ben due frontali (perché se anche una soltanto era obbligatoria, io come in montagna ne ho sempre due!) e ben due doppi set di batterie a zero!!! Ovvio tutto questo sotto la pioggia…ma la collaborazione tra runners funziona, mi passano delle batterie nuove e ben presto riprendo ad andare.
Sabato mattina la peggior coppia di salite della mia vita, una dopo l’altra! È qui che le mie scarpe The North Face Ultra Trail che già avevo usato all'UTMB, danno il massimo. La prima salita vertiginosa ci porta a Roche Plate,  dove mi viene detto che la prossima  sarà più dura. Mi stacco il porta pettorale e dico che mi fermo, beh erano due notti che non dormivo, ma nessuno mi prende in considerazione e non mi resta che affrontare la famigerata salita a  Maido,  mai fatta una cosa del genere sotto un sole di mezzogiorno caldo senza pietà, per chiarire sono quattro ore e mezza di salita dopo le oltre due ore della precedente, tutto sotto un sole equatoriale e senza aver chiuso occhio per due notti.
A Maido mi invento  un pediluvio in una bacinella di fortuna e faccio un check piedi e gambe dai fisioterapisti dell’organizzazione durante il quale mi addormento per ben 15 lunghi minuti. 
Riparto carico e ritemprato lungo una lunga discesa corribile verso la seconda base vita di Sans Soucis (sedicesimo cancello orario). Anche qui cambio totale grazie alla seconda borsa e seconda doccia rigenerante .
Da qui Lorenzo mi accompagna fino al fiume che guadiamo scarpe in mano per la gioia dei fotografi. 
Ora era finita dovevo solo amministrare. Al primo ristoro di rilievo con brandine, mi concedo 1 ora sonno. 
Al secondo ristoro accanto ai binari dello Chemin pediluvio (ancora rilevo zero vesciche nonostante i dolori in qualsiasi parte dei piedi).
A questo segue una insensata salita e discesa su un lastricato di km e km in salita prima e in discesa poi, cosi fatto male che non ho potuto non perdermi in tanta ammirazione per le strade lastricate dai Romani, ben altra cosa!
Da qui solo flash, le prime luci dell’alba della domenica, una salita ripida su sabbia da fare a quattro zampe, un ultimissimo ristoro a Colorado che quasi non mi fermo, aziono il booster (ipod con colonna sonora di tanti arrivi, 180 bpm) e mi lancio nel sentiero in discesa con tre ventenni francesi che venivano dalla corsa media (Trail de Bourbon, 120km) e dalla corsa corta (Trail de Mascareignes, 60km) e che scendevano non correndo ma come fossero campioni di Parkour. Mano su un albero piede su una parete rimbalzo su una roccia in basso e via andare. Galvanizzato calcolo che se pure mi rompo da qui al traguardo ci arrivo comunque, e provo a tenerli, ma è impossibile hanno una marcia in più e sigh hanno meno della metà dei miei anni…ma io alla loro età…diceva mio nonno!
Sul rettilineo finale che porta allo stadio di St Denis luogo d’arrivo, intravedo di nuovo il prode Lorenzo, tiro fuori il fischietto e inizio a far cagnara. Lollo si carica i due borsoni, già pronti per l’aeroporto, sulle spalle e con una mano riesce anche ad azionare la telecamera dello smartphone.
Si entra allo Stadio, curva dei 200 metri in piega inversa (in senso orario) rettilineo e traguardo con ancora una volta “Massimiliano  - Marta - IIIIIItalia”!!!
Che soddisfazione!
Viaggio di ritorno con maglietta “Finisher” o meglio “J’ai survecu” riconoscibilissima sia all’Aeroporto di St Denis che fino a Parigi. Con complimenti raccolti da molti più passeggeri in transito che avrei mai potuto immaginare. Addirittura, un distinto signore francese a Parigi mi ha detto:
“lo so che sembra impossibile, nessuno ci crede mai quando lo racconto e non mi aspetto che lo faccia tu, ma io ho un amico che lo stesso anno ha corso e finito sia l’UTMB che la Diagonale des Fous”.
Non rispondo, sorrido, certo che é stata davvero una grande stagione!


Ecco la traccia della prima parte: http://www.movescount.com/it/moves/move128564983 
Se passate di là, buon divertimento!







lunedì 5 settembre 2016

UTMB Timing _ full official disclosure










The UTMB will start on 26/08 from Chamonix at 6pm on the normal route.




26/08 18:00 - La partenza della gara UTMB e stata data !




Info LiveTrail 26/08 19:54, Massimiliano (2770) arrivato a Le Delevret (km 14), posizione 761. Prevista a Saint Gervais il 26/08 20:39
Info LiveTrail 26/08 20:49, Massimiliano (2770) arrivato a Saint Gervais (km 21), posizione 838. Prevista a Les Contamines il 26/08 22:44
Info LiveTrail 26/08 22:41, Massimiliano (2770) arrivato a Les Contamines (km 31), posizione 1078. Prevista a Les Chapieux il 27/08 02:51
Info LiveTrail 27/08 00:32, Massimiliano (2770) arrivato a La Balme (km 39), posizione 1094. Prevista a Les Chapieux il 27/08 03:19 I
nfo LiveTrail 27/08 02:13, Massimiliano (2770) arrivato a Ref. Croix Bonho. (km 45), posizione 1129. Prevista a Les Chapieux il 27/08 02:56
Info LiveTrail 27/08 03:06, Massimiliano (2770) arrivato a Les Chapieux (km 50), posizione 1149. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 27/08 05:50, Massimiliano (2770) arrivato a Col de la Seigne (km 60), posizione 1146. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 09:45
Info LiveTrail 27/08 07:30, Massimiliano (2770) arrivato a Lac Combal (km 67), posizione 1152. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 10:50
Info LiveTrail 27/08 08:38, Massimiliano (2770) arrivato a Arrete du Mont-F. (km 71), posizione 1090. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 09:59
Info LiveTrail 27/08 09:16, Massimiliano (2770) arrivato a Col Chécrouit (km 76), posizione 1044. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 09:57
Info LiveTrail 27/08 09:58, Massimiliano (2770) arrivato a Courmayeur - Dol. (km 80), posizione 1006. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 27/08 10:52, Massimiliano (2770) arrivato a Courmayeur - Dol. (km 80), posizione 1018. Prevista a Arnuva il 27/08 15:00
Info LiveTrail 27/08 12:32, Massimiliano (2770) arrivato a Refuge Bertone (km 85), posizione 998. Prevista a Arnuva il 27/08 14:50
Info LiveTrail 27/08 14:08, Massimiliano (2770) arrivato a Refuge Bonatti (km 92), posizione 980. Prevista a Arnuva il 27/08 15:03
Info LiveTrail 27/08 15:20, Massimiliano (2770) arrivato a Arnuva (km 97), posizione 958. Prevista a La Fouly il 27/08 20:03
Info LiveTrail 27/08 17:04, Massimiliano (2770) arrivato a Grand Col Ferret (km 102), posizione 922. Prevista a La Fouly il 27/08 18:48 I
nfo LiveTrail 27/08 19:00, Massimiliano (2770) arrivato a La Fouly (km 112), posizione 939. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 27/08 19:01, Massimiliano (2770) lasciato La Fouly (km 112). Prevista a Champex-Lac il 27/08 22:19
Info LiveTrail 27/08 22:49, Massimiliano (2770) arrivato a Champex-Lac (km 126), posizione 969. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato I
nfo LiveTrail 27/08 22:52, Massimiliano (2770) lasciato Champex-Lac (km 126). Prevista a Trient il 28/08 03:45
Info LiveTrail 28/08 03:02, Massimiliano (2770) arrivato a La Giete (km 137), posizione 970. Prevista a Trient il 28/08 04:00
Info LiveTrail 28/08 04:29, Massimiliano (2770) arrivato a Trient (km 142), posizione 986. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 28/08 04:36, Massimiliano (2770) lasciato Trient (km 142). Prevista a Vallorcine il 28/08 09:23
Info LiveTrail 28/08 07:38, Massimiliano (2770) arrivato a Catogne (km 147), posizione 1109. Prevista a Vallorcine il 28/08 08:19 I
nfo LiveTrail 28/08 09:01, Massimiliano (2770) arrivato a Vallorcine (km 153), posizione 1130. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato I
nfo LiveTrail 28/08 09:31, Massimiliano (2770) lasciato Vallorcine (km 153). Prevista a Chamonix il 28/08 16:45
Info LiveTrail 28/08 11:23, Massimiliano (2770) arrivato a La Tete aux vent. (km 160), posizione 1040. Prevista a Chamonix il 28/08 12:49
Info LiveTrail 28/08 12:12, Massimiliano (2770) arrivato a La Flegere (km 164), posizione 1010. Prevista a Chamonix il 28/08 13:33
Info LiveTrail 28/08 13:27, Massimiliano (2770) e finisher. Temps : 43:26:39 , classifica 971e (96e V2 H).