Visualizzazione post con etichetta dolomiti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolomiti. Mostra tutti i post

sabato 17 luglio 2021

Un weekend da frontman in Alto Adige, parte2: Trail Running in libertà tra le Dolomiti


Il 26 giugno 2021 l'appuntamento è alle 7.30 di mattina nel piazzale della partenza della funivia del Monte Elmo a Sesto in Val Pusteria. Dopo quasi un anno e mezzo mi ritrovo con addosso un pettorale per la mia prima gara post lockdown. E' passato davvero tanto tempo da quel 1 Marzo 2020 quando ad Anchorage sono partito per la mia seconda Iditarod. Ma tra quel (non)pettorale – è un'avventura per pochissimi, per cui il pettorale è un accessorio non previsto - e questo non c'è solo una frattura temporale, c'è anche la profonda ferita che questa pandemia ha lasciato su di noi: la paura dell'incognito dei primi giorni, il rocambolesco viaggio di ritorno dall'Alaska in un Italia completamente chiusa, i giorni passati in isolamento lontano dalle persone care e dai miei amici, il mondo stravolto…

Sarà per questo che oggi al posto di pensare alla gara che mi attende, riesco solo a rimanere incantato di fronte allo spettacolo della Val Fiscalina

con la sua Croda dei Toni che si staglia all'orizzonte. Che bello poter essere di nuovo qui, tra queste valli meravigliose.

In altre occasioni sarei stato concentrato sulle operazioni pre-gara. Avrei fatto l'ultimo controllo del materiale obbligatorio, rivisto gel e le barrette da portare, ricontrollato le scarpe e i bastoncini

Stamattina invece sono talmente rilassato che quasi quasi mi dimentico che davanti a me non c'è proprio una passeggiata. Ma mi aspettano gli oltre 80km e oltre 4000 metri di dislivello positivo della Ultra Dolomites
quest'anno alla sua seconda edizione, e che la fanno essere l'ultima nata tra le gare che fanno parte della celeberrima Lavaredo Ultra Trail.

Il percorso spettacolare parte da proprio da Sesto, inoltrandosi in Val Fiscalina, da dove dopo circa una decina di chilometri si ritrova di fronte allo spettacolo imponente delle Tre Cime di Lavaredo

Arrivato al rifugio Locatelli il percorso di gara scende nella vallata dominata da un'altra cima caratteristica delle dolomiti di sesto: il monte Piana da cui si possono ammirare le Tre Cime da una prospettiva che se se possbile le rende ancora più maestose. Poi il tracciato proseguire scavallando in Veneto e attraverso la val Travenanzes e il Passo Giau arriva a Cortina, dov'è situato il traguardo.

Dopo l'arrivo, la super efficiente organizzazione ha provveduto ad allestire delle navette che riportano a Sesto i concorrenti che lì soggiornano e così mi ritrova in un autobus a ripercorrere a ritroso la strada fatta. Arrivo in albergo che ormai è molto tardi e mi butto subito a letto per una dormita colossale. La cosa che ho sempre adorato degli alberghi nel Sud Tirolo è la calda accoglienza dovuta al fatto che nella maggior parte sono alberghi a conduzione familiare, per cui l'atmosfera che si respira è quella di trovarsi davvero a casa.

L' Hotel Royal dove mi trovo è proprio un ottimo esempio di questa straordinaria ospitalità e quando mi sveglio mi ritrovo subito con le gambe sotto il tavolo per una straordinaria colazione fatta di ottimi prodotti locali come marmellate, miele, yogurt, succo di mela e pasticceria varia.

Il recupero post-gara è davvero piacevole perché malgrado la stanchezza e la fatica del giorno prima non riesco a contenere la felicità di essere di nuovo in Alto Adige, per questo primo viaggio dopo le limitazioni per il virus. Faccio una bella passeggiata defaticante immerso nella bellezza del Parco Naturale Tre Cime, che dal 2009 è parte del Patrimonio Naturale dell'Umanità UNESCO e che si trova tra i comuni si Sesto, San Candido e Dobbiaco. Un vero e proprio paradiso per escursioni (dalle più impegnative a quelle per tutta la famiglia), scalate e arrampicate in falesie straordinarie.

Prima di ripartire per Milano, mi concedo un pranzo al Bistro Bergsteiger. Situato in piena Val Fiscalina, di fronte alla spettacolare Cima 12, il bistro ha una struttura progettata per essere il più discreta possibile, in modo tale da non impattare il magnifico paesaggio montano. E qui, gambe di nuovo sotto il tavolo, gusto un'altra meravigliosa tappa nel mio percorso di recupero post gara: il pranzo!

mercoledì 18 gennaio 2017

Prima edizione dell'Epic Ski Tour: Dolomiti 2017



Il bellissimo casco omaggio nel pacco gara



Che le Dolomiti siano un luogo di rara bellezza lo sanno tutti. Ma se ai paesaggi meravigliosi di queste montagne si aggiungono anche i felici ricordi d'infanzia le memorie di estati e inverni passati tra queste valli, beh allora l'emozione di trovarsi qui lascia davvero senza fiato! In particolar modo quando a Canazei passo davanti al Camping Marmolada, dove da adolescente ho trascorsa tante estati e da dove son partito per tante gite verso le innumerevoli Ferrate, la Marmolada, l’Antermoia, fino a Le Pale di San Martino e oltre.

Inizialmente non sapevo come valutare l’Epic Ski Tour, questo trittico di gare itinerante, dal Cermis, al Passo San Pellegrino e (dulcis in fundo per me) il Passo Pordoi. Sicuramente, effettuare tre gare in tre posti diversi, non è una novità nel panorama dello sci alpinismo: lo scorso anno in Valle d’Aosta avevo seguito un’altra tre giorni che si svolgeva su tre percorsi distinti, ma li erano davvero a pochi minuti l’uno dall’altro. Qui lo sforzo dei concorrenti che arrivavano da lontano è iniziato con la ricerca del miglior posizionamento dell’albergo, tra le tre località sopra indicate e il PalaFiemme, dove si svolgevano briefing, pasta party e premiazioni. La mia scelta, ad esempio, è caduta su Moena. Ma poi l’ultimo giorno ho tirato le somme e posso dire di aver totalmente apprezzato la logistica dell’organizzazione, perchè questo in fin dei conti è stato un modo per far scoprire le Dolomiti a chi non conosceva, come magari i non pochi spagnoli presenti, e a farle riscoprire a chi mancava da tempo.  La stessa cosa non sarebbe stata possibile senza guidare tra le Valli e sciare in tre posti così belli. Beh certo il sole e il sereno hanno aiutato, ma un po’ di fortuna non guasta! La Dea Bendata non può invece essere scomodata per la neve: quasi totalmente assente e comunque talmente ridotta da obbligare gli organizzatori a cambi di percorsi e di orari, e ad optare per le piste. I percorsi molto diversi tra loro e direi che era anche percettibile una certa indipendenza dei tre team dedicati ai singoli tre giorni.


Se si potesse fare una classifica relativa ai tre percorsi, il mio primo premio (senza nulla togliere alle altre due località) va al terzo giorno quello sul Pordoi, sia per i commenti della “pancia del gruppo”, di cui dico dopo, che per i continui cambi d’assetto che hanno reso la giornata intensa e tecnicamente significativa. Con la mia maniacalità sulla sicurezza non posso non rilevare la mancanza di “monitoraggio” lungo la discesa, che nel secondo giro ha fatto si che mi trovassi davanti tre sciatori con giornaliero imbucatisi tra le reti…lo slalom improvviso con i leggeri sci che stavo testando, è stato possibile solo grazie al fatto che…quest’anno festeggio i 50 anni dal primo giorno sugli sci!
La “pancia del gruppo” è quella che fa i numeri, la “pancia del gruppo” è quella che spende e riempie i negozi, la “pancia del gruppo” è quella che è bello ascoltare quando il terzo giorno (provate dalle fatiche dei giorni precedenti) parla e borbotta. Anche per questo io gareggio e non scrivo dalle tribune, per ascoltare cosa dicono i concorrenti: ma non cosa dicono dopo aver fatto la doccia e essersi rilassati con una birra, ma quando sono lì ai nastri di partenza tesi e nervosi e vogliono scaricare un po’ di tensione. Questo vale oro. Cosa avrebbero preferito? Cosa si suggeriva agli organizzatori per il prossimo anno? Si era un po’ critici verso i premi alquanto stratosferici per questo periodo di crisi, si faceva notare che il Pasta Party serale era davvero “pasta e punto”, e che magari uno spostamento di una piccola percentuale dei premi verso due fette di prosciutto e formaggio non sarebbe stato male, che una polenta o minestra calda l’avrebbero voluta trovare subito dopo l’arrivo.


Organizzatori tranquilli, tornano tutti! Molti vestivano La Sportiva e ne andavano fieri! E qui la mia nota ulteriore di plauso, ho avuto modo di noleggiare nell’Outlet La Sportiva di Ziano di Fiemme per soli 10 euro degli scarponi fantastici, modello di quest’anno, che mi hanno alleviato le fatiche del terzo giorno di gara!!!

Arrivederci all’Epic Ski Tour 2018!


Tracce sabato e domenica:
http://www.movescount.com/it/moves/move138347038 
http://www.movescount.com/it/moves/move138508620 





martedì 31 maggio 2016

Sellaronda MTB HERO 2011 Memories

This was the end, on the podium
What a great weekend! This is a must do MTB race. A great race with a surprising result and an unexpected prize.
I don't know when, but I will be participating once again.

with my proud son enjoying the premium flight














Comunicato Stampa
Le Dolomiti sono uno dei paesaggi più ammirati in tutto il mondo, le guglie frastagliate, la roccia grigia che si colora di rosa al tramonto e la ricchezza del suo ecosistema hanno permesso a queste montagne uniche di guadagnarsi il titolo di Patrimonio Mondiale UNESCO.
Uno dei modi per conoscere al meglio i monti pallidi, e soprattutto goderseli stando a stretto contatto con la natura, è l’utilizzo della mountain bike. Da questa intuizione è nata nel 2010 la HERO Südtirol Dolomites, la gara di mountain bike più dura al mondo. Da sette anni le pendici del gruppo del Sella sono diventate sempre di più l’habitat naturale degli amanti delle ruote artigliate, grazie soprattutto alla volontà delle amministrazioni locali di costruire tracciati specifici che hanno contribuito alla creazione di una ragnatela di percorsi: itinerari mozzafiato che permettono sia ai biker meno esperti che a quelli più evoluti, di godere delle emozioni da HEROnell’incredibile panorama dolomitico.
 
Il turismo in MTB
È proprio così che i comprensori turistici che circondano il gruppo del Sella (Val Gardena, Alta Badia, Val di Fassa, Arabba e Alpe di Siusi) hanno deciso di investire energie nel prodotto “mountain bike”, creando nuovi tracciati, cercando di differenziare il più possibile i sentieri del trekking da quelli riservati alla mtb in modo da garantire un’esperienza completa – e con maggior sicurezza - agli amanti delle due ruote. Creando così un altro filone di turismo fortemente connotato dall’essenza di essere a impatto zero e quindi a protezione dell’ambiente naturale delle Dolomiti.
 
HERO Trails
Dall’esperienza maturata in questi anni dell’uso della mountain bike sulle Dolomiti è nata la proposta HERO Trails, con la collaborazione delle esperte guide di mountain bike che operano nelle quattro valli che circondano il massiccio del Sella, sono stati identificati 70 itinerari nelle valli e intervallivi divisi per difficoltà (facile, medio ed esperto). È così possibile ad ogni tipo di biker viaggiare su e giù per i passi dolomitici in compagnia della propria mountain bike e con l’aiuto degli impianti di risalita.
Oltre a soddisfare i diversi gradi di preparazione tecnica di ogni biker, gli itinerari si declinano anche per la specialità preferita: i single trails per gli amanti dell’adrenalina, i pleasure trail per chi vuole coniugare sana attività fisica ai piaceri della cucina e gli e-bike trails per coloro che hanno bisogno di una “spinta” in salita.