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| foto arrivo di Kilian Journet crediti ©UTMB - Photo Paul Bréchu |
Questo blog è stato creato nel 2016 per raccontare le mie avventure all’aria aperta che sono state tante: 7 IronMan, Norseman, Mont BLANC 4810m Summit con e senza sci, UTMB, LUT, Rovaniemi 150e300, Iditarod ITI130e350, Sellaronda MTBeSki, EpicSkiTour, MarathonDesSables. Ma in questo blog c’è molto altro: descrizioni di trail e scialpinistiche, interviste ad atleti e suggerimenti per vivere al meglio le vostre…outdoor adventures. Spero vi piaccia, Max IG @maxmarta64
lunedì 5 settembre 2022
Guardiamo avanti: UTMB 2022 pensando al 2023 e oltre
domenica 5 settembre 2021
UTMB 2020/2021 New year same dream
Malgrado le incognite legate ai viaggi dovute alle necessarie misure di sicurezza messe in atto dai vari paesi per contrastare il Covid, i numeri di UTMB hanno di fatto sancito quella del 2021 come un’edizione record con quasi 9.000 corridori schierati alla partenza delle diverse gare e di cui 6655 sono arrivati al traguardo di Chamonix diplomandosi finisher.
Grandi numeri insomma, anche se bisogna sottolineare solo un 14% di presenze femminili. Ancora troppo poche per uno sport dove le donne hanno dimostrato di poter competere testa a testa con gli uomini: basta vedere il successo straordinario di Courtney Dauwalter, che con una corsa leggera e all'apparenza quasi senza fatica è riuscita a completare i 170km e i 10.000 metri di dislivello positivo di UTMB con una facilità sconcertante, chiudendo al settimo posto assoluto e stabilendo il nuovo record femminile con 22h30m. Un tempo strepitoso che abbassa addirittura di 2 ore il tempo della sua vittoria precedente del 2019.
Tornando alla settimana di UTMB, come sempre si è aperta con la partenza (quest'anno per la prima volta da Orsières) della più massacrante delle gare in programma, ovvero la PTL e i suoi 300 km con 25.000 metri di dislivello da coprire in meno di 151 ore. Alla PTL non si stila nessuna classifica, le squadre sono semplicemente finisher. Ma loro sono gli atleti che affrontano le parti più impervie dei sentieri, percorrendo tratti attrezzati e creste che sono adatte più all'alpinismo che non al trail running.
È stata poi la volta della MCC, l'ultima nata tra le gare di UTMB, con i suoi 1000 corridori venuti dai paesi che circondano le del Monte Bianco, soci, volontari e membri dell'organizzazione. Una gara voluta per celebrare e festeggiare questi territori e tutti coloro che lavorano per la buona riuscita di questo mastodontico evento.
Ma proprio quando tutto sembrava stesse andando per il meglio, la TDS è stata funestata dalla tragedia del primo atleta morto nella storia di UTMB. Dopo l'incidente, la gara è stata fermata in piena notte al Passeur de Pralognan. Tutti i corridori che si trovano lì e a monte del passo (circa 1200) hanno ricevuto istruzione dal comitato di gara di tornare indietro e rientrare a Bourg Saint-Maurice, dove sono stati organizzati l'accoglienza e il trasporto. E così la TDS si è spaccata in due: con circa 250 atleti che hanno completato tutti i 145km e oltre 9000 metri di dislivello positivo e gli altri 1200 che sono stati fermati al 50km circa. Giusta la decisione dell'organizzazione di dichiarare finisher anche tutti coloro sono arrivati a Bourg Saint-Maurice e che non hanno potuto proseguire a causa delle complicate operazioni di soccorso dell'atleta che poi purtroppo è deceduto.
Una vera doccia fredda per tutti, ma meno male l’OCC ha dato un po' di sollievo ai cuori dei corridori e degli spettatori, con il suo parterre eccezionale e il meteo sempre buono.
Io per la 12esima volta mi sono ritrovato alla partenza di una delle gare di UTMB e per questa edizione ho scelto la CCC, che per me è un po' la gara di casa visto che parte da Courmayeur e, passando da Champex Lac (Svizzera), arriva a Chamonix (Francia). La gara di 101 km e 6,100 metri di dislivello, quest'anno al posto del centro di Courmayeur è partita dallo Sport center di Dolonne (alcuni centinaia di metri più in là). Devo dire che questa scelta, mi è piaciuta moltissimo. Infatti il luogo più ampio e praticamente tutto dedicato ai runners, ha reso la partenza molta più comoda (con tutti i servizi a pochi metri) e molto più fluida che la partenza classica dal centro.
Era questa la mia quarta partecipazione su questa distanza ed è stato il mio quarto gilet Columbia con la scritta Finisher CCC. Lo confesso: sono arrivato alla partenza poco preparato rispetto al passato, ma con tantissima soddisfazione ed emozione e – mantenendo sempre un adeguato margine sui "cancelli" orari – sono riuscito a portarla a casa divertendomi e con un tempo che si è mantenuto tra il più veloce e il più lento di quelli da me registrati nell'arco temporale 2008 - 2019.
sabato 3 ottobre 2020
sabato 12 settembre 2020
Diagonale des Fous - La Reunion 2016
sabato 29 agosto 2020
UTMB2020: Pau Capell la corre lo stesso
Pau Capell, trail runner del team TheNorthFace, ha completato l'iconico percorso del Tour du Mont Blanc, correndo in solitaria con un tempo di 21:17:18.
Lo ha fatto anche per tutti coloro che stanno affrontando grandi sfide in questo difficile anno, inclusi tutti gli appassionati di running che non hanno potuto correre l'UTMB.
171 km e più di 10.000 metri di dislivello positivo per quello che viene considerata uno degli ultra trail più impegnativi al mondo, attraverso il meraviglioso panorama delle Alpi in un percorso mozzafiato tra Francia, Italia e Svizzera.
martedì 28 aprile 2020
UTMB2020, perché no? Pourquoi pas? Why not?
E oggi quando la tanto sperata apertura si è per l'ennesima volta infranta nei numeri dei contagiati e nelle nuove disposizioni governative ... il mio gioco è "se fossi M.me Poletti"
Io me la vedo Madame Poletti a scervellarsi. E penso che i miei anni di esperienza nei trail e nelle gare estreme potrebbero pure servire a tentare a trovare una soluzione. Non dico definire con certezza assoluta il modo per poter risolvere un problema, ma almeno individuare quelle che sono delle modalità già testate in giro per il mondo che potrebbero singolarmente essere d'aiuto, per poi miscelarle insieme e adattarle le une alle altre per arrivare a quella che potremmo definire un proposta.
Incognita questa che comporta dei sotto problemi da gestire:
Proviamo a listare potenziali soluzioni:
Al momento la partenza è prevista per le ore 18:30 da Chamonix con la modalità Partenza in massa. La soluzione potrebbe essere partenza singola a partire dal mercoledì alle ore 18:30 ad un minuto di distanza in base al punteggio ITRA, con l'ultimo concorrente, quello più lento o meglio quello con punteggio più basso che parte alle ore 18:30 del venerdì. Questo permetterebbe la partenza di ben 2880 UTMB participants.
Il percorso potrebbe essere tenuto tutto in territorio francese. Questo eviterebbe la gestione di soluzioni tardive ricevute da Svizzera e Italia. Quale percorso? Beh io ho sperimentato nel 2012, la modifica di percorso causa "problemi al confine", in quel caso si trattava di neve. Lo stesso percorso, beh con pochi o tanti miglioramenti, potrebbe benissimo essere riproposto. Nel 2012 fummo informati il giorno prima, quest'anno si potrebbe dare informativa con forte preavviso.
Per i ristori, questo è davvero il minore dei problemi. Vista l'esperienza dei partenti, nessuno dovrebbe aver problemi a mettersi un litro d'acqua in più nello zaino (o far acqua nei torrenti) e portar con se 10/15 barrette/gel o simili.
Per la rilevazione dei passaggi, piuttosto che l'arcaico lettore di BarCode, si potrebbe avere un trasmettitore legato allo zaino e tutti potrebbero essere dovutamente seguiti. Tanto più che trattandosi di un giro circolare non dovrebbero esserci problematiche di sportività.
L'arrivo? Beh no, non vieterei la lattina di birra bevuta sui gradini della chiesa! Però giusto un minuto per la foto di rito e via! Niente doccia, niente brandine, niente massaggiatori, niente fisioterapisti, niente di niente...
E voi cosa ne pensate?
Fatemi sapere, grazie!
Mie Partecipazioni:
2008 CCC Finisher
2009 UTMB DNF
2010 UTMB Finisher
2011 UTMB DNF
2012 UTMB Finisher
2013 TDS DNF
2014 TDS Finisher
2015 Tor Des Geants Finisher
2016 UTMB Finisher
2017 CCC Finisher
2018 OCC Finisher
2019 CCC Finisher
giovedì 12 marzo 2020
L'uomo che cercava la meraviglia - ultima parte
Mark, il concorrente incontrato la notte prima é li. Mi racconta che neanche lui era riuscito a passare, ma che un cacciatore, visto il ripetersi della scena, lo aveva raggiunto con la moto slitta ed invitato a ripararsi nella sua cabin.
| Klaus & Max |
| Finger Lake check point |
Usciti dal bosco e arrivati a Shell Lake, incontriamo presso il rifugio altri concorrenti che invece se l'erano vista brutta con i moose. Parlavano di aggressioni, di lunghi periodi di attesa (fino a due ore!) passati nella neve alta o aggrappati agli alberi, mostravano i danni e si preoccupavano di altri concorrenti non ancora arrivati fin li. I danni più evidenti li riportavano tre Fat Bikes, una era stata calpestata e aveva i raggi di una ruota rotti, un'altra aveva il disco del freno anteriore spezzato, una terza una borraccia in metallo con stampato e nitido lo zoccolo di un calcio di un'alce. Ovviamente, non ci si può fermare e aspettare un meccanico che non arriverebbe e le riparazioni andavano fatte comunque. Le miglia da percorrere erano ancora tante. Sono stanco, mancano Circa 40km al prossimo check point, bisognerà andare per gran parte della notte, sappiamo già che poi non ci si potrà riposare tanto e bisognerà ripartire alla svelta verso il prossimo check point: Puntilla Lake. Visto che la luce del giorno va dalle 8 alle 18, ci prepariamo con le frontali, un lungo respiro e ci si rimette in cammino. Le temperature scendono vertiginosamente, già dalla mattina avevo avuto difficoltà con l'apertura dei thermos che avvicinandosi ai -40° non ne vogliono sapere di aprirsi. Mezzanotte. da ore il vento ci bersaglia. Il termometro sulla slitta di Klaus che nel corso della giornata si era attestato sui -40celsius, ora tocca i -45° per poi proseguire la sua discesa inesorabile fino a mostrare i -50°. Sempre vigile, i pensieri vanno a quello che sta facendo il mio corpo: sta drenando liquidi da mani e piedi e sta tutelando il cuore e i polmoni. Sempre vigile, so che devo bere di più, ma prendere quel maledetto thermos che mi sta distruggendo le costole comporta uno sforzo enorme. Rimpiango non avere un Camel Back. Sempre vigile, non mi fermo, continuo ad andare. Sempre vigile, agguanto due scaldamani chimici che avevo nelle tasche del giaccone antivento Thenorthface, li apro, li metto nelle muffole Himalaiane e ripongo le cartacce in una tasca per non sporcare.
| In ginocchio |
Sempre vigile, ma non ce la faccio più. Sempre vigile, penso che non ho mai chiamato il Soccorso Alpino, certo che peró stavolta, se ci fossero stati i soccorsi, certo che se il cellulare avesse avuto copertura, certo che se le distanze potessero percorrersi in ore e non in giorni, ma chissà se. Sempre vigile, dico a Klaus io basta, io mollo il colpo io mi organizzo un bivacco. Klaus mi dice che sono pazzo, che siamo su un fiume, che siamo in una galleria del vento, che non si bivacca di notte, che non si bivacca a -50°! Si va avanti. Sempre vigile, gli dico lo so, ma Good luck my Austrian friend io mollo il colpo, I hope to meet you somewhere, we will for sure meet somewhere. Sempre vigile, mi avvicino alla sponda, la neve è ancora più alta. Dalla slitta di Klaus spunta miracolosamente una pala!!! Io avevo giurato a me stesso, mai più in Alaska senza pala! Ma non l'avevo presa. Ci scaviamo quanto possiamo una buca. Tiriamo fuori sacchi a pelo, materassino isolante e sacchi da bivacco. Usiamo le slitte e il loro riflettenti per ripararci dal vento e per segnalare la nostra presenza. Saltiamo vestiti nei sacchi a pelo. Beviamo.
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| Il bivacco |
Apriamo altri scaldamani e li posiziono anche nelle scarpe, che grazie al BOA potevo slacciare anche con le mani ridotte a uncini. Trovo la forza di mandare un messaggio preimpostato con il Garmin InReach "rest in/out", che nessuno si preoccupi, sempre vigile, chiudo gli occhi.


























































