Questo blog è stato creato nel 2016 per raccontare le mie avventure all’aria aperta che sono state tante: 7 IronMan, Norseman, Mont BLANC 4810m Summit con e senza sci, UTMB, LUT, Rovaniemi 150e300, Iditarod ITI130e350, Sellaronda MTBeSki, EpicSkiTour, MarathonDesSables. Ma in questo blog c’è molto altro: descrizioni di trail e scialpinistiche, interviste ad atleti e suggerimenti per vivere al meglio le vostre…outdoor adventures. Spero vi piaccia, Max IG @maxmarta64
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sabato 27 marzo 2021
domenica 16 febbraio 2020
Epic SKI TOUR 2019/2020: seconda tappa in Valle d'Aosta 14-16/02/2020
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| verso il Mont Flassin |
L'Epic Ski Tour https://www.epicskitour. com/ è una gara di scialpinismo nata nel 2017 ma che nel giro di soli tre anni è riuscita ad imporsi nel panorama dello ski nazionale e internazionale. Tanto che nell'edizione 2020 la competizione ha deciso di dislocarsi in tre distinte tappe in diverse località dell'arco alpino: Davos a dicembre 2019, Valle d'Aosta in febbraio e la terza e ultima tappa che si terrà in Trentino - Monte Bondone dal 6 all'8 marzo (le iscrizioni alla terza tappa sono aperte!).
La caratterisitca dell'Epicskitour è infatti che accanto agli atleti elite, ai grandi campioni dello scialpinismo possano accedere a questa gara anche a tutti coloro che sono animati da uno spirito agonistico (con una particolare attenzione ai Master). E non solo! Nelle diverse tappe è previsto che la giornata della domenica sia definita Epicsktour 4all, ovvero una formula secondo cui oltre alla gara sono previste delle uscite senza misurazione di tempo e con una giuda alpina dove gruppi di scialpinisti con diversi tipi di livello /Rookie, Beginner, Adbvanced) possono testare il percorso di gara.
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| prima della partenza |
Io avevo già partecipato alla prima edizione nel 2017, interamente svoltasi sulle Dolomiti. In quell'anno la formula adottata era quella di una sola tappa da svolgersi dal venerdì alla domenica che però coinvolgesse diversi luoghi delle Dolomiti sempre nello spirito di rendere lo scialpinismo sempre più accessibile al pubblico. Considerandolo al tempo stesso veicolo per promuovere la bellezza della montagna.
La tappa in Valle d'Aosta si è svolta nella zona del Gran San Bernando in una magnifica giornata di sole. Gli Organizzatori, tuttavia, viste le condizioni meteo dei giorni precedenti e l'impatto sul tracciato, hanno aggiunto al materiale obbligatorio i rampoini. Che in effetti si sono dimostrati indispensabili sul Mont Flassin per garantire sicurezza dei partecipanti. Sui vegliano anche i volontari, le guide alpine e i professionisti d del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza.
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| in giallo in prima griglia tra gli Elite |
Partenza con scenario delle grandi occasioni con i grandi campioni sulla linea di partenza. Allo "sparo" tutti sono partiti a velocità fotoniche dando così la possibilità al gruppo di allungarsi lungo la prima salita che porta al Colle della Valletta con 1180 m D+. A quel punto discesa di circa 350m, poi cancello orario, posto a due ore per dar modo anche ai diversamente veloci di transitare. Nuova salita fino al Mont Flassin, prima con le pelli e poi, per gli ultimi 160m D+, con i ramponi. Ancora una piccola discesa, sempre con gli sci sullo zaino, e poi discesona divertentissima da circa 1220m D- fino al traguardo.
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| immaginii di gara |
Al traguardo, tutti, ma dico tutti compreso ultimo e penultimo (!) sono stati dovutamente omaggiati e festeggiati.
Insomma gara organizzata benissimo. Ma non solo! L'Epicskitour è molto di più di una semplice gara! E' un evento che promuove lo scialpinismo anche al "grande pubblico" grazie alla formula "4all" e allo stesso tempo rappresenta un'occasione per visitare le montagne meravigliose delle Alpi. Bravissimi!!
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| intervistato all'arrivo |
Riporto sotto le classifiche maschili e femminili, ricordando che ai primi sono andati sia premi in denaro che prodotto tipici. Per tutti invece una bellissima maglia tecnica Basalayer UYN.
| 1 | ANTONIOLI ROBERT ITA, C.S. ESERCITO | |||||
| 2 | EQUY SAMUEL FRA, SAMUEL EQUY | |||||
| 3 | MAGUET NADIR ITA, C.S. ESERCITO |
| 1 | COMPAGNONI GIULIA ITA, C.S. ESERCITO | |||||
| 2 | TOMATIS KATIA ITA, KATIA TOMATIS | |||||
| 3 | MOLLARD SOPHIE FRA, CMSAB |
| premiazioni |
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| La prossima tappa |
domenica 24 novembre 2019
Skimo in Gsiesertal - Val Casies, South Tyrol
Ci sono luoghi in cui si deve entrare in punta di piedi. Luoghi che custodiscono meraviglie uniche e che per questo vanno tutelati e rispettati con particolare cura.
In questi luoghi è, prima di tutto, necessario essere “turisti consapevoli” ovvero in grado di capire che ci si trova in un posto speciale e che, come tale, richiede particolare attenzione: bandendo con fermezza gli atteggiamenti tipo “pago pretendo” o “qui faccio quello che voglio”.
In realtà questa premura verso il nostro pianeta in ogni suo angolo, bello o brutto che sia, dovremmo averla sempre. Perché questo mondo è un ecosistema fragile, messo sempre più a dura prova dall’inquinamento e dall’arroganza dell’uomo. Ma in posti dove la natura è ancora sovrana questo atteggiamento è assolutamente obbligatorio.
Pensavo a questo mentre, passato il paese di Monguelfo, percorrevo la strada che placida scorre attraverso la Val di Casies in Alto Adige. Qui il tempo ha tutta un'altra dimensione e lo capisci subito guardando fuori dal finestrino. Non solo perché ti trovi di fronte ad antichi castelli, come quello di Welsperg http://events.welsberg.com ma soprattutto per la cura con cui vengono tenuti masi e i boschi circostanti. Dietro questo paesaggio idilliaco e lontano dal turismo di massa c’è il lavoro duro e caparbio della popolazione locale che non ha abbandonato la valle per lavori più “facili e redditizi”. Ma è rimasta qui gestendo la modernità in modo che non sia in contrasto con la tutela dell’ambiente.
Questa particolare dimensione la sperimento anche quando arrivo a Blaslahof, https://www.blaslahof.com un maso antico che ospita appartamenti per vacanze. Accanto alla struttura originale è stato costruito un complesso di nuovissimi chalet in legno realizzati secondo le più avanzate tecniche nel rispetto della ambiente
(il legno ad esempio è assemblato senza l’uso di colla). Ma oltre agli chalet è stata realizzata una bellissima area spa con piscina di pietra scura e una sauna ampissima con una grande vetrata sulla valle. La struttura poi ha una “Stube” che oltre ad essere il luogo dove la padrona di casa serve colazioni imperiali e cene, contadine che attingono alla tradizione tirolese, è anche un punto di incontro dove potersi intrattenere con tutta la famiglia (con un ampio spazio riservato ai bambini). E’ un luogo d’incontro, un luogo per chiacchierare e fare programmi per i giorni a venire. Il luogo ideale quindi per incontrare Paul Sapelza, la guida che domani mi porterà a fare una gita di scialpinismo.
Paul è una di quelle guide che non solo conosce perfettamente il territorio dove si trova, ma che continua anche ad avere la passione di descrivertelo per fartelo conoscere in ogni suo dettaglio. E allora la scialpinistica diventa un’occasione unica per imparare la storia di queste terre, dai grandi rivolgimenti storici che hanno spostato i confini da una vallata all’altra e viceversa, ai piccoli episodi locali come il ricordo di una grande frana a cui è stato dedicato un capitello all’inizio della salita di questa scialpinistica. Ma soprattutto mi ricorda quelli che sono i principi fondamentali dello scialpinismo dalla sicurezza alla necessità di partire sempre molto presto, soprattutto quando le giornate sono calde. “Saliamo presto così non solo ci godiamo la neve più bella e soprattutto non danneggiamo il manto nevoso”. Una raccomandazione che dovrebbero davvero tenere a mente tutti gli skialper.
Oggi il nostro obiettivo è la vetta del Hoher Mann (2593 m) una scialpinistica di circa 1000 metri di dislivello. Calzati gli sci nell’ampio parcheggio dello skilift di St. Magdalena si prosegue per il bosco percorrendo un ampia strada forestale fino alla malga Aschtalm (1950 m) dove quasi all’improvviso si apre la vallata. Spettacolo unico! Davanti a me si apre un ventaglio di cime coperte di neve fantastica!! Sogno di scalarle tutte per poterle sciare una ad una!! La nostra prima meta è la forcella situata a circa 2500metri proprio di fronte a noi. Da lì levati gli sci e calzati i ramponi, iniziamo a percorrere la cresta del monte che ci porterà fino alla grande croce che sovrasta la vetta. La giornata tersa, senza nemmeno una nuvola, mi regala una vista spettacolare su tutte le Dolomiti. E Paul mi indica una per una tutte le cime.
Dopo esserci rifocillati e aver analizzato con attenzione le condizioni della neve rimettiamo gli sci in vetta! Siamo pronti per la discesa che ci riserverà una neve fantastica soprattutto nel primo tratto ripido. E’ straordinario questo posto! La pace, il silenzio rotto solo dal suono degli sci che vanno veloci. Sono senza parole: non pensavo davvero ci fossero posti così incredibilmente belli…
La scheda tecnica
Scialpinismo in Val di Casies: Hoher Man
Periodo: da dicembre ad aprile (secondo l’innevamento)
Dislivello dell’itinerario: 1000 metri
Lunghezza: 11,8 km
Difficoltà percorso: BSA
Località di partenza: St. Magdalena Val Casies
Per saperne di più
Per chi vuole fare scialpinismo in Val Casies il primo consiglio è quello di rivolgersi alle guide locali
https://www.alpinschule.com/ it/
https://www.bergfuehrer- suedtirol.it
Per chi volesse maggiori informazioni
La settimane di sci alpinismo in Val Casies l’anno prossimo si terranno dal 02.03.-11.04.2020, in questo periodo ci sono offerte speciali per lo sci alpinismo
https://www.kronplatz.com/it/ val-casies-monguelfo-tesido/ inverno/sci-alpinismo
Per chi invece volesse conoscere meglio la valle e tutte le attività che offre nell’arco dell’anno
https://www.kronplatz.com/en/ val-casies-monguelfo-tesido
https://www.suedtirol.info/it/ regioni/brunico-e-dintorni
Come si raggiunge la Val Casies da Milano:
Autostrada del Brennero (A22) fino a Bressanone. Proseguire per Brunico e da lì seguire la SS49 fino a Monguelfo e da lì seguire per la Val Casies.
Dove Alloggiare
https://www.blaslahof.com
Pensavo a questo mentre, passato il paese di Monguelfo, percorrevo la strada che placida scorre attraverso la Val di Casies in Alto Adige. Qui il tempo ha tutta un'altra dimensione e lo capisci subito guardando fuori dal finestrino. Non solo perché ti trovi di fronte ad antichi castelli, come quello di Welsperg http://events.welsberg.com ma soprattutto per la cura con cui vengono tenuti masi e i boschi circostanti. Dietro questo paesaggio idilliaco e lontano dal turismo di massa c’è il lavoro duro e caparbio della popolazione locale che non ha abbandonato la valle per lavori più “facili e redditizi”. Ma è rimasta qui gestendo la modernità in modo che non sia in contrasto con la tutela dell’ambiente.
Questa particolare dimensione la sperimento anche quando arrivo a Blaslahof, https://www.blaslahof.com un maso antico che ospita appartamenti per vacanze. Accanto alla struttura originale è stato costruito un complesso di nuovissimi chalet in legno realizzati secondo le più avanzate tecniche nel rispetto della ambiente
(il legno ad esempio è assemblato senza l’uso di colla). Ma oltre agli chalet è stata realizzata una bellissima area spa con piscina di pietra scura e una sauna ampissima con una grande vetrata sulla valle. La struttura poi ha una “Stube” che oltre ad essere il luogo dove la padrona di casa serve colazioni imperiali e cene, contadine che attingono alla tradizione tirolese, è anche un punto di incontro dove potersi intrattenere con tutta la famiglia (con un ampio spazio riservato ai bambini). E’ un luogo d’incontro, un luogo per chiacchierare e fare programmi per i giorni a venire. Il luogo ideale quindi per incontrare Paul Sapelza, la guida che domani mi porterà a fare una gita di scialpinismo.
Paul è una di quelle guide che non solo conosce perfettamente il territorio dove si trova, ma che continua anche ad avere la passione di descrivertelo per fartelo conoscere in ogni suo dettaglio. E allora la scialpinistica diventa un’occasione unica per imparare la storia di queste terre, dai grandi rivolgimenti storici che hanno spostato i confini da una vallata all’altra e viceversa, ai piccoli episodi locali come il ricordo di una grande frana a cui è stato dedicato un capitello all’inizio della salita di questa scialpinistica. Ma soprattutto mi ricorda quelli che sono i principi fondamentali dello scialpinismo dalla sicurezza alla necessità di partire sempre molto presto, soprattutto quando le giornate sono calde. “Saliamo presto così non solo ci godiamo la neve più bella e soprattutto non danneggiamo il manto nevoso”. Una raccomandazione che dovrebbero davvero tenere a mente tutti gli skialper.
Oggi il nostro obiettivo è la vetta del Hoher Mann (2593 m) una scialpinistica di circa 1000 metri di dislivello. Calzati gli sci nell’ampio parcheggio dello skilift di St. Magdalena si prosegue per il bosco percorrendo un ampia strada forestale fino alla malga Aschtalm (1950 m) dove quasi all’improvviso si apre la vallata. Spettacolo unico! Davanti a me si apre un ventaglio di cime coperte di neve fantastica!! Sogno di scalarle tutte per poterle sciare una ad una!! La nostra prima meta è la forcella situata a circa 2500metri proprio di fronte a noi. Da lì levati gli sci e calzati i ramponi, iniziamo a percorrere la cresta del monte che ci porterà fino alla grande croce che sovrasta la vetta. La giornata tersa, senza nemmeno una nuvola, mi regala una vista spettacolare su tutte le Dolomiti. E Paul mi indica una per una tutte le cime.
Dopo esserci rifocillati e aver analizzato con attenzione le condizioni della neve rimettiamo gli sci in vetta! Siamo pronti per la discesa che ci riserverà una neve fantastica soprattutto nel primo tratto ripido. E’ straordinario questo posto! La pace, il silenzio rotto solo dal suono degli sci che vanno veloci. Sono senza parole: non pensavo davvero ci fossero posti così incredibilmente belli…
La scheda tecnica
Scialpinismo in Val di Casies: Hoher Man
Periodo: da dicembre ad aprile (secondo l’innevamento)
Dislivello dell’itinerario: 1000 metri
Lunghezza: 11,8 km
Difficoltà percorso: BSA
Località di partenza: St. Magdalena Val Casies
Per saperne di più
Per chi vuole fare scialpinismo in Val Casies il primo consiglio è quello di rivolgersi alle guide locali
https://www.alpinschule.com/
https://www.bergfuehrer-
Per chi volesse maggiori informazioni
La settimane di sci alpinismo in Val Casies l’anno prossimo si terranno dal 02.03.-11.04.2020, in questo periodo ci sono offerte speciali per lo sci alpinismo
https://www.kronplatz.com/it/
Per chi invece volesse conoscere meglio la valle e tutte le attività che offre nell’arco dell’anno
https://www.kronplatz.com/en/
https://www.suedtirol.info/it/
Come si raggiunge la Val Casies da Milano:
Autostrada del Brennero (A22) fino a Bressanone. Proseguire per Brunico e da lì seguire la SS49 fino a Monguelfo e da lì seguire per la Val Casies.
Dove Alloggiare
https://www.blaslahof.com
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Ubicazione:
39030 Valle di Casies BZ, Italia
sabato 29 giugno 2019
In vetta al Monte Bianco 4810m e discesa con gli sci (Voie Royale) - YouTube video
Link al video: https://youtu.be/48oTmnRYgXQ
Ultima sci-alpinistica della stagione 2018-2019. Stagione che si chiude col botto.
Ci sono sogni, che per realizzarli ci vogliono anni. Molti anni.
Il mio di anni ne ha richiesti ben più di tre. Anni passati a progettare la salita e ad aspettare che le condizioni meteo lo consentissero. Finalmente nei giorni 16 e 17 giugno 2019 si è creata quella magica condizione che accanto al bel tempo - sole e assenza di venti - ha fatto si che io potessi avere un lunedì di vacanza da dedicare a questo sogno.
Domenica ore 05:00 suona la sveglia a Courmayeur.
Ore 05:40 sono in macchina, già caricata la sera prima con sci, zaino e tutto l'occorrente per la salita. Tunnel Monte Bianco, parcheggio Grepon di Chamonix e alle 06:30 sono all'appuntamento con Franck davanti alle funivie dell'Aiguille du Midi. Dovremmo prendere la prima funivia delle ore 07:00, ma la nevicata della notte precedente ne ritarda la partenza fino alle 07:45. Colgo l'occasione per comprare una gigantesca baguette che finirò di mangiare solo quando in vetta.
Finalmente prendiamo la funivia, scendendo al primo troncone Plan de l'Aiguille.
Subito sci ai piedi iniziamo l'infinito traverso che in 4 ore e 29 minuti e 6,61 chilometri percorsi ci porta al refugedesgrandsmulets 3057m. Ore non banali con frequenti cambi d'assetto per traversare tratti di roccia togliendosi gli sci e mettendoli nello zaino e poi per passare crepacci con la picca in mano e i ramponi ai piedi.
Attraversare il ghiacciaio di Les Bossons richiede la dovuta attenzione.
Al rifugio subito pranzo e a letto per cercare di accumulare ore di sonno. Il sole riempie di luce la camerata quasi deserta. Il buff davanti agli occhi concilia il sonno. Sveglia poco prima di cena e preparazione nei minimi dettagli dell'equipaggiamento della mattina successiva.
Ore 18:30 cena abbondante ma non troppo per evitare qualsiasi problema dato dall'abbinamento altitudine e stomaco pieno. Avevo fatto acclimamento i week-end precedenti tra un pernottamento al http://www.rifugioguidedelcervino.com 3480m e una gita con partenza da Punta Helbronner 3462m verso Pointe Lachenal, ma meglio non rischiare.
Lunedì 17 giugno inizia con sveglia 01:20, colazione 01:30, uscita dal rifugio 02:00, sci ai piedi (lasciati giù alla fine della corda fissa il giorno prima) ore 02:20 e via.
Saliamo lungo l'Arête nord du dôme du Goûter con l'ausilio della lampada frontale e l'utilizzo dei coltelli per qualche ora, fino ad un tratto di ghiaccio verticale. Qua via gli sci, si calzano i ramponi e, facendo sicurezza con un paio di viti da ghiaccio, si sale.
Arriva l'alba, lo spettacolo è bellissimo.
Continuo a salire con le stesse tempistiche stra-testate tra montagna, Alaska e Lapponia, ogni ora gel e/o barretta e un sorso d'acqua dal termos, e via andare.
Sci e pelli fino al Col du Dome e oltre, fino a 100 metri dalla Capanna Vallot 4362m e qui - sul punto che congiunge la via invernale con quella estiva che proviene dalla via del Refuge Gouter - via gli e sci e, momento magico, via le pelli! Inizio a sentire l'eccitazione della discesa! Ma mancano ancora quasi 500m di dislivello in cresta, la famosa Arrete des Bosses. Qui usiamo picca e ramponi e gestendo il peso degli sci sullo zaino raggiungiamo alle ore 10:00 la vetta! Monte Bianco 4810m.
Attimi di eccitazione (come si vede nel video iniziale) ma 20 minuti per togliersi i ramponi, chiudere gli scarponi, infilarsi gli sci ai piedi e finire la baguette comprata il giorno prima e alle 10:20 inizia la discesa.
A differenza di due amici Istruttori CAI di Brescia, conosciuti la sera prima al Rifugio, che si dirigono direttamente verso Le Corridor, noi lo raggiungiamo solo dopo aver sciato il mur de la cote. L'altitudine non aiuta la lucidità specie con l'eccitazione delle prime curve.
Dopo poco siamo obbligati a toglierci di nuovo, con grande sconforto, gli sci e scendere con picche e ramponi una parete in diagonale per evitare un larghissimo crepaccio alla base.
Forse ce l'avremmo fatta anche sci ai piedi, ma abbiamo deciso di non rischiare.
Il percorso continua aggirando enormi seracchi del Grand Plareau e del Petit Plateau che incombono giganteschi su di noi fino al passaggio accanto al punto di partenza ovvero al refuge des grands Mulets.
Pausa meritata e poi si riprende il traverso del giorno prima, reso veramente pericoloso dal caldo delle ore di pranzo. Solo alle 15:45 riprendiamo la funivia che dal Plan de l'Aiguille ci riporta a Chamonix. Il Suunto segna 13 ore e 44 minuti e 23,9 chilometri percorsi quel giorno.
Questo percorso é la cosiddetta Voie Royale.
domenica 31 marzo 2019
Sellaronda SkiMarathon 2019, quante emozioni
Sono le 17.50 di un bellissimo venerdì. Fa caldo, molto caldo in questo fine marzo. Il sudore scende dal casco e mi bagna la fronte. Non è solo caldo il mio: è tensione. Mi guardo attorno e cerco di mimetizzare il nervosismo, ma oggi è davvero difficile. Le pulsazioni salgono a mille. Sono qui a Selva di Val Gardena https://www.valgardena.it , in uno dei comprensori sciistici più belli del mondo e di fronte a me svetta la salita del Dantercepies. Sono qui perché tra pochi minuti partirà il Sellaronda skimarathon, http://www.sellaronda.it - la più spettacolare gara di scialpinismo in notturna - e io sono uno dei 1300 scialpinisti al via.
Dal 1995 ogni anno (con l'unica eccezione il 2009 quando la gara non fu disputata) Il Sellaronda skimarathon richiama migliaia di appasionati di skimo che si sfidano lungo il celeberrimo circuito che gira attorno al massiccio del Sella. 42km di gara e 2700metri di dislivello positivo per scavallare i quattro passi dolomitici: Passo Gardena, Passo Campolongo, il Pordoi e il Sella. Il tutto nel tempo limite di 6 ore e 20minuti. L'idea della gara venne – come nel migliore dei casi – a un gruppo di amici. Ed oggi quel sogno è diventato a tutti gli effetti uno dei momenti più importanti dello scialpinismo mondiale. Tanto che ogni anno le iscrizioni si esauriscono in pochissimi minuti.
Ma ritorniamo proprio alla partenza. Attorno a me vedo solo ragazzi e ragazze che nel migliore dei casi hanno 10 anni meno di me. Nel "peggiore" sono molto più giovani dei miei figli. Perché questa è una gara "velocissima": una specie di Formula 1 dello skialp. Una gara fatta, come recita un claim, per "uomini e donne jet". Ovvero uomini e donne che riusciranno a percorrere il tracciato sciando a velocità fotoniche in discesa e a ritmi forsennati in salita. Ritmi che hanno davvero dell'incredibile se pensate che in questa 24esima edizione del Sellaronda la coppia maschile vincitrice, composta dai fortissimi , Filippo Barazzuol – William Boffelli , ha stabilito il nuovo record della gara arrivando al traguardo con il tempo di 2h56'59. Record del percorsobattuto anche in campo femminile dalla stella dello scialpinismo Laetitia Roux che in coppia con straordinaria Martina Valmassoi, ha tagliato il traguardo col tempo di 3h32'37".
Io so bene che oggi non sarò veloce: ho nelle gambe i 315km in Lapponia di pochi giorni fa, dove ho dàto davvero tutto. Ma come mi ha detto un maestro di sci stamattina "l'importante è avere il coraggio di partire" Poi quello che viene, viene. E sarà comunque un'emozione pazzesca. Perché vi assicuro che partire in seconda gabbia, subito dietro ai campioni e ben davanti a concorrenti che capisco essere molto più agguerriti di me implica di sentirsi davvero in dovere di dare il massimo con le energie a disposizione.
Emozione è fare la prima lunga, interminabile salita a tutta per poi trovarsi in cima al passo Gardena al tramonto e scoprire che il fiato ti si spezza in gola non solo per la fatica, ma anche per la bellezza incredibile del panorama che è davvero magnifico. In zona cambio mi tolgo le pelli, accendo la grande frontale e affronto la discesa verso Corvara e, mentre la notte scende, penso che questa sia una delle cosa più belle che ho fatto in vita mia. Emozione è passare Corvara attorniati da volontari premurosi e spettatori che fanno un tifo da stadio con campanacci e mi spingono sulla seconda salita verso Passo Campolongo. La notte cala e davanti a me c'è solo il cono di luce della frontale.
Non vedo i paesaggi magnifici che mi sono attorno, ma sento la stessa gioia che provavo nelle notti in Lapponia. Solo che qui ho anche la fortuna di condividere parte del "viaggio" con una simpaticissima coppia di ragazzi greci che scoprirò al pasta party sono gli organizzatori del Pierra Creta https://pierracreta.gr/en/. Al pasta party ho anche la fortuna di scambiare quattro chiacchiere con Oswald Santin, organizzatore e presidente della manifestazione, che è al settimo cielo per questa edizione da record con il muro delle 3 ore infranto dal team vincitore.
Il giorno dopo mi sveglio: sono stanco morto. Ma non riesco a stare fermo e ,inforcati gli sci, ritorno a quella che ieri sera era il luogo della partenza e riparto. Questa volta però senza pelli, ma con gli impianti. Sì perché il Sellaronda è soprattutto uno skitour che unisce quattro comprensori sciistici (Selva-Alpe di Siusi, Alta Badia, Arabba/Marmolada e Val di Fassa). Un percorso che si può percorrere, con calma, in circa 5 ore sia in senso orario (lo stesso della gara) percorso arancione sia in senso antiorario (variante leggermente più facile) percorso verde. https://www.dolomitisuperski.com/it/Scopri/Sellaronda-Grande-Guerra
Sono felice di godermi questo momento di serentià. Ma mentre scio tranquillo alla luce del giorno mi ritrovo a studiare i punti chiave del percorso della ski Marathon della notte prima. Sorrido e penso "e no Max, non puoi già pensare all'edizione 2020!!!!!!"
SCHEDA TECNICA
Sellaronda Skimarathon http://www.sellaronda.it
42km – 2700 D+ tempo limite 6ore e 20. Prossima edizione 2020
Sellaronda Skitour https://www.dolomitisuperski.com/it/Scopri/Sellaronda-Grande-Guerra
Percorribile con un solo ski pass del Dolomiti Superski
DOVE ALLOGGIARE
Hotel Flora. Albergo delizioso a conduzione famigliare, situato in pieno centro di Selva e a pochi passi dalla partenza degli impianti. http://www.flora.bz
martedì 21 marzo 2017
Anteprima "Millet Tour du Rutor 2018"
Tutte le foto di Stefano Jeantet
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| Pronti al decollo |
![]() |
| L'elicottero fa la spola |
La stagione 2017 dello
scialpinismo è in pieno svolgimento. La settimana scorsa la 32a edizione del
Pierra Menta http://www.pierramenta.com/
ha dato l’avvivo al circuito de La Grande Course http://www.grandecourse.com/ celebrando
lo straordinario livello dello scialpinismo italiano con la vittoria del team
formato da Matteo Eydallin e Damiano Lenzi, dominatori di tutte le tappe della
celeberrima corsa che si disputa sulle Alpi francesi. Al terzo posto l’altra
coppia italiana composta da Michele Boscacci e Nadir “Mago” Maguet, che hanno
difeso il podio terminando secondi nell’ultima tappa, davanti al fenomeno
Killian Jornet Burgada quest’anno in coppia con il francese Alexis Sévennec. E
se gli atleti adesso stanno scaldando i motori per il prossimo appuntamento che
sarà il 2 aprile sulle nostre montagne con Adamello Ski Raid http://www.adamelloskiraid.com/
![]() |
| si scaricano gli sci |
Io, grazie agli organizzatori
e a Millet http://www.millet.fr, lo sponsor
dell’evento, sono tornato sulle montagne della Valgrisanche a testare una parte
del percorso del Millet Tour du Rutor Extrême http://tourdurutor.com/
o https://www.facebook.com/pg/tourdurutor/about/?ref=page_internal,
altra mitica gara de La Grande Course che l’anno prossimo disputerà la sua 19°
edizione. Per dare un’idea dei dettagli tecnici, la scheda della gara indica
7000 mt dislivello positivo, 25 cambi di assetto, una lunghezza di 75 km in 3
tappe, 40 km di salite, 32 km di free ride e dulcis in fundo 5 km di creste e
canali. Probabilmente il valore di questa esperienza è stato per me amplificato
dall’aver partecipato “dal di dentro” alla scorsa edizione del Tour du
Rutor. E così, quest’anno,sono tornato alle pendici del ghiacciaio del Rutor,
ancora più cosciente degli straordinari sforzi necessari a far funzionare la
macchina organizzativa di questa manifestazione sportiva che nella scorsa
edizione ha visto la partecipazione di ben 660 scialpinisti provenienti da 19
differenti nazioni. E anche quest’anno sono rimasto più affascinato dalla
maestria in montagna e dalla competenza alpinistica del vero e proprio deus ex
machina di questo evento: la guida alpina Marco Camandona, direttore di gara
dell’evento.
|
Tour
du Rutor, Aosta, Italy. 5,534 likes · 323 talking about this. Gara
internazionale di scialpinismo a coppie inserita nel prestigioso circuito
La...
|
Lo scorso anno avevo avuto la
fortuna di poter testare il percorso della prima giornata della gara. Ero
salito da Valgrisenche verso la vallata che porta a Il Sigaro con le squadre
responsabili della tracciatura del percorso e avevo seguito le operazioni di
balissaggio svolte nella massima concentrazione da persone di grandissima
esperienza. Quest’anno invece sempre assieme a Marco Camandona e a pochi altri
fortunati ho provato il percorso della terza tappa del TdR quella che da
Planaval arriva fino ai margini del ghiacciaio dello Chateau- Blanc
![]() |
| si segue la traccia |
![]() |
| verso la vetta |
![]() |
| quasi 2000 di discesa |
Le condizioni meteo poco
favorevoli e il fitto programma della giornata, fanno sì che gli organizzatori
decidano di “risparmiarci” i primi 1000m di dislivello del tracciato,
accompagnandoci a quota 2800n con gli elicotteri da dove poi, una volta messe
le pelli agli sci, inizierà la salita. La presenza di una troupe televisiva e
di fotografi di settore, creano un’atmosfera da grande evento. E dopo un breve
briefing di Marco Camandona si parte. Tutti procediamo in silenzio dovutamente
dietro alle guide alpine, sferzati da un vento che arriva a raffiche violente
contro di noi. Solo l’instancabile fotografo Stefano Jeantet, si esibisce in
allunghi muscolari per immortalare tutti nei loro attimi di fatica. Si procede
ad un buon ritmo ma che permette a tutti i componenti del gruppo di
procedere agevolmente in fila indiana sfruttando la traccia di Marco Camandona.
Le inversioni in salita sono tutte da manuale, anche sui pendii più ripidi a
dimostrare il buon livello dei partecipanti. Arrivati a quota 3400m lasciamo
gli sci e proseguiamo a piedi verso la vetta con un vento che si fa sempre più
violento. Raggiungiamo il punto dove nella prossima edizione del Tour du Rutor
sarà predisposta una piazzola di circa 10 mq nella quale i concorrenti si
infileranno gli sci e si cimenteranno a tutta velocità nella discesa che li
porterà al traguardo finale. Lo spettacolo da qui sarebbe davvero mozzafiato
senza le nuvole che incombono, siamo infatti a pochi metri in linea d’aria
dalla vetta del Rutor. Siamo felici di essere qui, ma ancora di più non vediamo
l’ora di togliere le pelli e buttarci nella sciata di ritorno. Le prime curve
le facciamo su una discesa alquanto ripida, ma su un pendio molto largo, che
permette curve ampie a chi non vuole prendere troppa velocità. La neve è dura e
ci sono onde di ghiaccio formate dal vento che mettono a dura prova i muscoli e
l’equilibrio. Poi la discesa si stringe e si iniziano ad avere dei passaggi
obbligati, ma meno ripidi: e anche qui la sciata, grazie al percorso indicato
dalla guida alpina che apre il gruppo, è davvero godibilissima.
Man mano che si perde quota la
neve diventa primaverile e si fa insidiosa. Per evitare un ruscello scoperto
per un paio di metri, mi ritrovo letteralmente in un cespuglio, forse lo stesso
dove lo scorso anno, senza provare un minimo di pietà, avevo fotografato uno sfortunato
concorrente che, come me, lì era planato a poche centinaia di metri dal
traguardo. Chi la fa l’aspetti!
![]() |
| si brinda al TDR2018 |
Arrivati a Planaval, ci
accolgono i rappresentanti della meravigliosa la comunità locale di Arvier –
Planaval per offrirci un pranzo strepitoso a base di prodotti locali che ci
ripaga di tutte le fatiche.
La Valgrisenche è un vero
tesoro nascosto della Valle d’Aosta. Una valle ideale per chi fa scialpinismo
perché in questi monti ci sono alcune tra le più belle gite di skialp e
freeride. Ma non solo: una valle al centro della regione da cui si raggiungono
in pochi minuti le località più famose come Courmayeur, Pila e Cogne. Insomma
un luogo ideale in cui soggiornare per chi ama la sport di montagna a 360
gradi. Ma anche un luogo ideale per chi vuole vivere l’esperienza di trovarsi
immerso in una comunità che ama la propria terra e la valorizza con prodotti
sopraffini (i formaggi e i vini locali sono tra i più pregiati della regione).
Ma anche una comunità che ha spostato il suo amore per lo scialpinismo
realizzando, con anima e cuore, una manifestazione sportiva davvero
straordinaria com’è il Tour du Rutor Extreme.
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Ubicazione:
11011 Arvier AO, Italia
martedì 20 dicembre 2016
Sauze d'Oulx 17 e 18 dicembre 2016: Via Lattea Trail e Skimo
| La bella maglietta del pacco gara |
C’è un appuntamento nel mondo del trail a cui tengo in particolar modo: il Vialattea trail http://vialatteatrail.
Sono ormai tre anni che vi partecipo, ma ogni volta è un emozione nuova anche perché alla partenza, sotto il gonfiabile che troneggia nel centro di Sauze d’Oulx, trovo sempre molti amici con cui ho condiviso tante avventure sportive. Due le gare in programma: il Vialattea Trail di 25km con un dislivello di 1700m e il Vialattea Run di 12km e 900m di dislivello positivo con partenza in linea identica per le due distanze.
Quest’anno ho deciso di partecipare a questa gara con un obiettivo ben preciso: prendere quanto più freddo possibile e andare all’andatura più lenta possibile per testare materiali e condizioni fisiche in vista della Rovaniemi 150https://www.rovaniemi150.
www.rovaniemi150.com
First winter ultramarathon in Europe which combines three different categories: foot, fat-bike and ski. Since 2102, around Finnish Lapland main city: Rovaniemi. Also two more challenges: Rovaniemi66 and Rovaniemi300. All three races start the same day at the same time.
Il Vialattea Trail parte subito duro: dopo alcuni metri percorsi per il centro di Sauze d’Oulx infatti ci si ritrova sulla neve e dobbiamo metterci i ramponcini per affrontare la lunga ed impegnativa salita che ci porterà su fino al Col Fraiteve, il punto più altro del percorso. Salita dura per tanti motivi: primo perché in 7,5km porta fino a quota 2700 con un dislivello positivo di 1200m. Secondo perché essendo la salita in una pista da sci e non in un sentiero ci si trova ad affrontare dei veri e propri muri particolarmente ripidi, terzo perché il terreno è fatto in alcuni punti di neve in cui si sprofonda e in altri da ghiaccio vivo in cui si scivola.
Insomma un bellissimo percorso su cui ci si può davvero mettere alla prova e divertisti.
Io e Paolo decidiamo di salire a velocità costante e progressiva fino al primo ristoro che segna anche la divisione dei due percorsi. Da lì ci godiamo lo spettacolo della notte limpida piena di stelle e delle frontali che si inerpicano lungo il monte che separa Sauze d’Oulx da Sestriere: e lo spettacolo è davvero favoloso. Salutiamo gli amici che fanno la corta, cambiamo le giacche in vista delle temperature più fredde che troveremo lì in alto ed eccoci pronti al “gran premio della montagna” di questo trail il Col Fraiteve. Superato il colle, ci troviamo di fronte ad una delle parti più belle del percorso: la discesa verso Sestriere sulle piste da sci.
Io e Paolo ci accorgiamo che per non rimanere bloccati al cancello orario del Sestriere dobbiamo correre! E allora eccoci buttati a capofitto giù per i muri ghiacciati della pista da sci: e il divertimento qui è davvero assicurato.
Al Sestriere una breve pausa al ristorno situato caldo del palazzetto dello sport e poi siamo di nuovo pronti per affrontare la strada di ritorno verso Sauze scavallando questa volta il Col Basset.
Sulla carta questa salita è facile: ci sono solo 400m di dislivello da percorrere su una strada che non ha mai pendenze rilevanti. Eppure io e Paolo ci accorgiamo subito che non sarà una passeggiata, la neve è friabile e si sprofonda per vari centimetri rendendo davvero difficile il percorso. Decidiamo quindi di stare nelle retrovie e qui facciamo la conoscenza di Guido Ambrosiani, uno tra i migliori maestri di sci della zona e in questa occasione scopa della gara.
Accanto a Guido ci rendiamo conto di quanta cura e attenzione ci sia in questo trail per garantire la sicurezza tutti i partecipanti. Dalla sua radio sentiamo che ci sono due persone in ipotermia sul Colle Basset. E in meno di un minuto, vediamo sfrecciare le motoslitte a prestare soccorso. Vediamo anche i volontari dislocare coperte di emergenza in vari punti del percorso e capiamo che lungo tutto il sentiero ci sono decine e decine volontari pronti ad intervenire in caso di necessità. Niente è lasciato al caso: la sicurezza è la priorità assoluta degli organizzatori. E non avrei mai smesso di ringraziare le donne e gli uomini che in quel momento erano al gelo per assicurare a tutti una partecipazione sicura al Vialattea Trail.
Scavallato il Col Basset, arriviamo verso l’ultimo ristoro di Rocce Nere. Salutiamo tutti i volontari che ci sono e ci apprestiamo a scendere verso Sauze d’Oulx con accanto sempre Guido che sugli sci ci scorta per la discesa finale. Arriviamo al traguardo felicissimi per aver partecipato da un trail davvero fantastico. Guido ti avevamo promesso una birra: purtroppo ci siamo persi all’arrivo, ma sappi che appena torniamo Sauze d’Oulx paghiamo il nostro debito!
Per riassumere questo trail fantastico i nostri voti sono:
Percorso 9/10 bello, vario, emozionate, muscolarmente impegnativo
Organizzazione 10/10 impeccabile
Balissaggio 9/10 perfetto per le condizioni in cui è stato fatto
Ristori 9/10 ed eroi i volontari che sono stati al gelo per ore
Trail Avventura 10/10 per chi sogna di percorrere le montagne in inverso sotto cielo stellato incredibile (se si chiama Vailattea trail è anche per questo!)
Mentre noi ce la prendevamo comoda davanti i primi si davano battaglia e arrivano ad Sauze in tempi davvero strepitosi: Giulio Piana in 2h33’01”, secondo a solo 40” Franco Collè e terzo Manuel Bortolas in 2h40’18”
Tra le donne vince la strepitosa la polacca Katarzyna Kuzminska in 3h03’36” seconda Giuliana Arrigoni e terza Marta Poretti
Per le classifiche complete della 25km e della 12km cliccate qui http://trailive.wedosport.
| e poco dopo l'arrivo si mettono le pelli e si torna su |
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10050 Sauze d'Oulx TO, Italia
martedì 22 novembre 2016
Valle d'Aosta, Staffal: Sci Alpinistica "Su per Betta" domenica 20 novembre 2016
Gara di sci alpinismo parte del http://tourskialp.it/
Bellissima giornata in compagnia di amici alpinisti, sciatori e runners di età assortita.
Farò il possibile per essere presente anche al prossimo appuntamento di LaThuile.
Traccia su http://www.movescount.com/it/moves/move131803903
Certo che gareggiare con il pettorale 17 !!!
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| Sul Colle Bettaforca |
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| All'arrivo |
| Nuovo Zaino Salomon S-Lab X-Alp 20 litri |
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| la bella locandina |
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