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mercoledì 13 marzo 2024

L'App Whympr, la quadratura del cerchio

 

Weekend in arrivo, sale la febbre per una bella scialpinistica, dagli amici in montagna arrivano notizie di condizioni fantastiche, l'equipaggiamento è già pronto, ora basta decidere dove andare a pellare! Ma prima, la gita va pianificata e studiata, per bene, nel dettaglio. Io di solito sento i miei amici Guide, chi ha fatto cosa in questi giorni, che condizioni ha trovato. Poi magari cerco su varie pubblicazioni di vedere anche foto e panorami, quale sarà il dislivello, caratteristiche del luogo, eventuali problematiche in salita e in discesa, quale sarà il meteo, come posso conoscere la pendenza del terreno, sapendo che più è ripido maggiore è il rischio di incidenti e valanghe. OK ci si mette al lavoro....vari siti per le condizioni meteo, bollettini per il pericolo valanghe, app specifiche per la pendenza, poi ovviamente siti con la descrizione dei percorsi, delle sensazioni delle ultime gite e relative foto...ma davvero non esiste un "one stop shop" ovvero un'App che racchiuda e raccolga per noi tutte queste informazioni?

Queste sono state anche le sensazioni provate da Tim MacLean, un appassionato di scialpinismo e attività outdoor e al tempo stesso già dipendente di una delle maggiori società tecnologiche! Tim anni fa si è rimboccato le maniche e, grazie ai suoi skills, ha pensato di creare per suo uso e consumo un hub dove convogliare tutti i dati. Come spesso accade da un'idea brillante e da un bisogno nasce un prodotto che anche altri cercavano.

E' cosi che prende forma Whympr: un'applicazione che viene creata con l'obiettivo di riunire in un unica soluzione digitale tutti i dati e le informazioni necessarie a pianificare e realizzare un'uscita in montagna, sia essa di scialpinismo, di escursionismo, ciaspolata o arrampicata. 

Certo in un mondo dove proliferano siti d'informazione non è semplice orientarsi tra gli stessi ed effettuare una valutazione appropriata, quante volte si è deciso di non usare un'app consigliata solo perché a prima vista non era "customer friendly" e poco intuitiva? 

Ecco qua che ho partecipato ad una giornata di test sul campo per meglio comprendere tutte le funzionalità  messe a disposizione da Whympr.

Giornata spettacolare come la Valgrisanche sa regalare, divisa in fase di preparazione, gita vera e propria fino al Sigaro, una super classica ma impreziosita dal "Peak Viewer" Whympr che forniva anche i nomi delle vette circostanti, e poi attività di wrap-up di fine gita tra le quali il salvataggio delle foto fatte che vanno a posizionarsi sul tracciato in maniera consona per poi essere usate da altri utenti per un'opportuna localizzazione ed orientamento.

Tra le attività di preparazione, ho riscontrato particolare interesse nella possibilità di rendere disponibile offline sul telefono la carta topografica e il percorso preparato in precedenza, per orientarsi anche senza rete.

Ammetto di esserne stato affascinato, anche per l'interesse con cui il CEO e co-fondatore Tim ascoltava critiche, consigli e prendeva nota di potenziali futuri nuovi sviluppi: cosa c'è di meglio che apportare miglioramenti ascoltando gli utilizzatori sul campo, e questi ultimi sono in continua crescita considerando i download cumulativi dell'App dai 95000 del 2020 ai 325000 del 2023, considerando Apple Store e Google Play Store.

A dare ulteriore affidabilità ci sono le collaborazioni di Whympr con La Chamoniarde, Societe de prevention et de secourse en montagne, nonché con istituzioni come ENSA-ENSM, Ecole National de Ski et Alpinism-Ecole National des Sports en Montagne, e dulcis in fundo con competizioni come il Pierramenta! 

Insomma, un'app sicuramente interessante, di facile utilizzo e molto pratica. Il mio consiglio più volte ripetuto è che accanto alla tecnologia, prima di partire si verifichi - ove possibile - con le persone che la zona la conoscono e una volta partiti si continui sempre ad analizzare l'ambiente che si sta attraversando. 

Quindi App, esperienza e occhi sempre aperti! 


domenica 8 ottobre 2023

Concatenamento in giornata di Becca di Nona e Monte Emilius


5 ottobre 2023: giornata con Davide Lale Gerrard.

Partiti con le frontali accese alle ore 06:00 da Pila, passaggio per il Combo, Becca di Nona 3142m in 3ore e 30, discesa per un passaggio per il Bivacco Federico a 2907m, 



indossato l'imbrago e saliti per la ferrata verso la vetta del Monte Emilius a 3559m, raggiunta in circa 8 ore. 

Pausa pranzo e lunghissima discesa per il rientro al parcheggio di Pila dopo 11 ore e 50 minuti.


Il video, pubblicato su YouTube, offre un'ottima sintesi della giornata.





sabato 12 novembre 2022

My application to a Polar Experience

Alaska 2020

Every year Fjallraven is arranging a Polar event Fjallraven Polardefined by them as an "annual event developed to show that with the right knowledge, equipment and support, anyone can learn to appreciate nature – even in arctic winter conditions". It is actually an outdoor experience during which the 20 lucky winners of the contest will have the opportunity to experience a 300km in the Arctic on a dogsled in April 2023.

I decided to apply and I went through the three Challenges made of three different posts on Instagram (text and video/photos) where I was providing my point of view on each of the following Challenges:

Challenge 1. Why should I be selected

Challenge 2. How do I prepare

Challenge 3. My point of view on sustainability

Below, I report my 3 posts and keep the fingers crossed waiting for the selection of the 20 lucky winners that will take place on November 23rd. 

Challenge 1. I'm an Arctic Winter Ultra Trail passionate, with two participation at the Iditarod Trail Invitational and two at the Rovaniemi Arctic race in both distances 150&300. Ultratrailer (UTMB, Marathon des Sables, Diagonal des Fous). Eight (8) times Finisher in IronMan races one of them being the Extreme Norseman in Norway. 

Rovaniemi, Finland 2019

In a nutshell this is me. Approaching now my 60ies I keep on searching for new challenges and inspirational moments where I can push my limits, skills and passions forward. In cold temperatures and extreme conditions I have learned that you must use imagination and have flexibility to adapt. Nothing is granted, you got surprises continuously and you experience astonishing and unique moments like in no other places. 

Aosta Valley, Italy 2018

Walking into the wild and into the most extreme weather conditions I have learnt to cope with my fears and hopes. But mostly I have learnt the beauty of the world. The possibility of being part of this journey is for me a way to challenge further my way of being.


Challenge 2. Getting closer to such an extreme condition adventure requires a lot of discipline. The preparation is key because the way you train defines success or failure. Preparation must be both physical and mental to get ready to northern territories. Even if it’s difficult to have benchmarking, you must not be scared about contacting people who did it, to understand if there are lessons to learn.


Challenge 3. Sustainability  is the most important and challenging goal we all shall focus on. There's no time to lose, there are no shortcuts (like in the  Polar environment!). We have to act now and ask our goverments not to hide behind green washing claims but take serious decisions, now. There's no more time to cheat and lie.  Delay only makes climate action more urgent, a huge acceleration is necessary. Personally, I’m relocating from a crowded and polluted town to a mountain area in Aosta Valley, just under the Mont Blanc 4810m. Here, I can personally experience the glacier melt down and see the meaning of climate changes with the unusual warm temperatures. In these days, rather than commuting by car, I use my MTB and in winter, why not, I use my skis! It’s never stressed enough that you must respect yourself, the others, the environment and must not lose credibility in how you behave and live a more sustainable life! 


 

Now, fingers crossed and let's wait for the final list of 20 lucky winners that will be announced on November 23rd 

lunedì 5 settembre 2022

Guardiamo avanti: UTMB 2022 pensando al 2023 e oltre

foto arrivo di Kilian Journet crediti ©UTMB - Photo Paul Bréchu

Immenso. Immenso Kilian. Vince la sua prima UTMB nel 2008 (anno della mia prima partecipazione) e la vince per la quarta volta quest'anno a 14 anni di distanza, stabilendo il nuovo record del percorso e abbattendo il muro delle 20 ore con lo straordinario tempo di 19 ore, 49 minuti e 30 secondi.

Quest’estate io invece mi sono sentito perso. Prima volta dopo 14 anni mi sono ritrovato senza un fine agosto dettato dal ritmo della corsa sui sentieri di UTMB. Una serie di vicissitudini e niente pettorale... Ma non sono riuscito a reagire prontamente con un sonoro chissenefrega. No! Mi sono esiliato lontano dalle montagne e ho iniziato a studiare cosa fare perché la situazione non si ripetesse. Senza negatività e pessimismi. D’altronde una pausa dopo una no-stop dalla prima volta nel 2008 non può che essere benefica, come una giornata di scarico in un programma di allenamento. Beh sì, è risaputo che io e lo scarico non andiamo d’accordo, ma così è. 

Allora rimbocchiamoci le maniche e pensiamo alla prossima edizione nel 2023!! Ed è qui che inizia l'avventura, perchè come quasi tutti sapere le regole sono cambiate. E adesso, come funziona? Cosa sono gli stones? dove sono finiti i punti Utmb? ecco una piccola guida per voi. Accedo al mio Spazio Corridore è tutto cambiato! C'è un index UTMB ..... . Ma non ho UTMB Stones, obbligatori in futuro a partire dal 2023. In base al nuovo regolamento definito dopo la join-venture con IronMan, UTMB classica, quella di Chamonix per intenderci, è diventata una Finale stile Kona per chi ne sa di triathlon. Più o meno come Kona, posso dire io che di qualifiche IronMan full distance ne ho finite ben sette tra il 2006 e il 2013. Ok no problem andiamoci a prendere questi Stones! 

Apro il calendario delle gare di qualificazione e vedo che la più vicina (criterio spazio-temporale) delle pochissime gare di qualificazione rimaste sarà a Nizza. Primo shock sto parlando di gare, ma quando mai ho visto una Ultra come una gara? Si il concetto di gara era vivo in un triathlon, ma non in montagna! Vabbè Max non fare il vecchio e stai al passo con i tempi, vai a gareggiare anzi no torna a gareggiare! E lo Spirito Trail? Archiviato? Vedremo. 

Per la scelta della gara cerco di capire se c’è una relazione tra lunghezza del percorso di qualificazione e lunghezza della cosiddetta finale di Chamonix. Capisco che esiste ma non è limitante. Ovvero con i dovuti limiti gli Stones guadagnati su una 50k possono essere utilizzati sia per una OCC che per una CCC, che per l’UTMB. In un IronMan se gareggio in un mezzo (ora commercialmente ribattezzato IronMan 70.3) faccio la finale su quelle distanze (swim 1900m, bike 90k, run 21.1k) se invece gareggio nella distanza completa ho la possibilità di qualificarmi per Kona (swim 3800m, bike 180k, run 42,2k) dove si corre l’originale distanza IronMan. Per l’UTMB versione IronMan non c’è una corrispondenza. Per cui, per andare sul sicuro punto alla 50k (sembra siano 58k o 60k con 3300 D+). Questo mi permetterà di accedere indifferentemente a OCC o CCC o UTMB. Sarà comunque non un accesso diretto dato da posizione in classifica di categoria ma un accesso al sorteggio a prescindere dalla posizione di arrivo nella gara di qualifica (altra differenza non da poco con IronMan). 

Discorso a parte merita la più tecnica TDS (a cui ho partecipato nel 2013 e 2014). Qui restano in vigore le regole UTMB del passato. Ne lèggete il significato tra le righe? 

In sintesi, cosa farò? Vi tengo aggiornati 

venerdì 23 luglio 2021

Valgrisenche "slow" estate/inverno


Le montagne sono un luogo prezioso, ma fragile. Vanno percorse con rispetto, scoperte con lentezza e spesso con una buona dose di fatica. 
Non sono luoghi facili, anzi sono spesso impervie e pericolose. Necessitano preparazione, attenzione e studio.  In montagna, prima di ogni gita, bisogna studiare il sentiero, controllare il meteo (soprattutto ora che i cambiamenti climatici lo stanno rendendo così imprevedibile) e valutare la giusta attrezzatura e  abbigliamento. Insomma le montagne (così come il mare e tutti i luoghi naturali) richiedono tutto il nostro rispetto e la nostra concentrazione. 
Non sono posti su cui riversare i nostri egoismi, i nostri stress individuali, le nostre nevrosi. 
 
Dico questo perché negli ultimi anni le montagne sono tornate ad essere un luogo di grande affluenza turistica. 
E purtroppo si vedono molte persone approcciare le nostre vallate con l'atteggiamento arrogante tipico delle città: 
si vedono così macchine parcheggiate ovunque, persone che al posto di prestare attenzione ai sentieri stanno al telefono e via andare di questo passo. 
 
Purtroppo molti amministratori locali, rincorrendo facili guadagni, fanno ben poco per cercare di sostenere un tipo di turismo "lento" e sostenibile, ma avallano progetti bizzarri per trasformare antichi rifugi in discoteche ad alta quota o peggio propongono costruzioni di nuovi impianti e seggiovie 
per offrire ai turisti di massa "montagne senza nessuno sforzo". 
 

E' per questo che trovo doveroso segnalare quelle realtà che cercano di trovare delle nuove soluzioni per offrire un tipo di  esperienza in montagna sostenibile. 
Tra queste realtà c'è sicuramente la Proloco di Valgrisenche che per questa estate sta promuovendo il progetto #iosonovalgrisenche 
una specie di caccia al tesoro alla scoperta dei sentieri di Valgrisenche. 
 
Nel sito della proloco sono stati infatti evidenziati circa 15 sentieri che vanno dalla più semplice delle passeggiate attraverso facili sentieri alla scoperta di meravigliosi laghi e rifugi, a itinerari impegnativi dedicati agli alpinisti esperti che percorrono vie ferrate e passaggi attrezzati che richiedono esperienza e adeguato equipaggiamento. I turisti sono invitati  a percorrere questi sentieri al cui arrivo è stata posta una targhetta e farsi un selfie e postarlo sui social. Alla fine della stagione tutti coloro che hanno partecipato all'iniziativa saranno invitati ad una festa con premi a sorteggio (per chi conosce la valle sa che i premi sono sempre davvero belli!). 
 

L'idea è in pratica la versione estiva del SkiAlpXperience ideato da Matteo Alberti che, assieme alla pro loco, alcuni sponsor privati e un gruppo di appassionati scialpinisti, l'inverno scorso per cercare di incrementare lo skialp ha segnalato 6 tra i più classici itinerari di scialpinismo della zona posizionando alla meta del percorso una targa e invitando gli scialpinisti a farsi un selfie. Idea divertente per esplorare una delle area più interessanti dell'arco alpino nonché sede di una delle più prestigiose gare internazionali di scialpinismo il Tour du Rutor  
 
Scialpinismo, camminate, trekking, scalate sono tutti modi che permettono davvero di vivere completamente la montagna: i suoi colori, i suoi profumi. Nelle traversate tra le valli ci si può davvero rigenerare profondamente a patto di lasciarsi alle spalle lo stress metropolitano e le tecnologie non necessarie. Sarebbe bello che nell'approcciare la montagna le persone pensassero a come poterle lasciare quanto più intatte ad esempio usando la macchina il meno possibile o per nulla optando per mezzi di trasporto pubblici esplorando il territorio con gli occhi e il cuore, lontano dal turismo di massa e godendo in modo più lento e genuino delle nostre meravigliose montagne. There's no Planet B ricordiamocelo anche quando siamo in vacanza per piacere! 

sabato 17 luglio 2021

Un weekend da frontman in Alto Adige, parte2: Trail Running in libertà tra le Dolomiti


Il 26 giugno 2021 l'appuntamento è alle 7.30 di mattina nel piazzale della partenza della funivia del Monte Elmo a Sesto in Val Pusteria. Dopo quasi un anno e mezzo mi ritrovo con addosso un pettorale per la mia prima gara post lockdown. E' passato davvero tanto tempo da quel 1 Marzo 2020 quando ad Anchorage sono partito per la mia seconda Iditarod. Ma tra quel (non)pettorale – è un'avventura per pochissimi, per cui il pettorale è un accessorio non previsto - e questo non c'è solo una frattura temporale, c'è anche la profonda ferita che questa pandemia ha lasciato su di noi: la paura dell'incognito dei primi giorni, il rocambolesco viaggio di ritorno dall'Alaska in un Italia completamente chiusa, i giorni passati in isolamento lontano dalle persone care e dai miei amici, il mondo stravolto…

Sarà per questo che oggi al posto di pensare alla gara che mi attende, riesco solo a rimanere incantato di fronte allo spettacolo della Val Fiscalina

con la sua Croda dei Toni che si staglia all'orizzonte. Che bello poter essere di nuovo qui, tra queste valli meravigliose.

In altre occasioni sarei stato concentrato sulle operazioni pre-gara. Avrei fatto l'ultimo controllo del materiale obbligatorio, rivisto gel e le barrette da portare, ricontrollato le scarpe e i bastoncini

Stamattina invece sono talmente rilassato che quasi quasi mi dimentico che davanti a me non c'è proprio una passeggiata. Ma mi aspettano gli oltre 80km e oltre 4000 metri di dislivello positivo della Ultra Dolomites
quest'anno alla sua seconda edizione, e che la fanno essere l'ultima nata tra le gare che fanno parte della celeberrima Lavaredo Ultra Trail.

Il percorso spettacolare parte da proprio da Sesto, inoltrandosi in Val Fiscalina, da dove dopo circa una decina di chilometri si ritrova di fronte allo spettacolo imponente delle Tre Cime di Lavaredo

Arrivato al rifugio Locatelli il percorso di gara scende nella vallata dominata da un'altra cima caratteristica delle dolomiti di sesto: il monte Piana da cui si possono ammirare le Tre Cime da una prospettiva che se se possbile le rende ancora più maestose. Poi il tracciato proseguire scavallando in Veneto e attraverso la val Travenanzes e il Passo Giau arriva a Cortina, dov'è situato il traguardo.

Dopo l'arrivo, la super efficiente organizzazione ha provveduto ad allestire delle navette che riportano a Sesto i concorrenti che lì soggiornano e così mi ritrova in un autobus a ripercorrere a ritroso la strada fatta. Arrivo in albergo che ormai è molto tardi e mi butto subito a letto per una dormita colossale. La cosa che ho sempre adorato degli alberghi nel Sud Tirolo è la calda accoglienza dovuta al fatto che nella maggior parte sono alberghi a conduzione familiare, per cui l'atmosfera che si respira è quella di trovarsi davvero a casa.

L' Hotel Royal dove mi trovo è proprio un ottimo esempio di questa straordinaria ospitalità e quando mi sveglio mi ritrovo subito con le gambe sotto il tavolo per una straordinaria colazione fatta di ottimi prodotti locali come marmellate, miele, yogurt, succo di mela e pasticceria varia.

Il recupero post-gara è davvero piacevole perché malgrado la stanchezza e la fatica del giorno prima non riesco a contenere la felicità di essere di nuovo in Alto Adige, per questo primo viaggio dopo le limitazioni per il virus. Faccio una bella passeggiata defaticante immerso nella bellezza del Parco Naturale Tre Cime, che dal 2009 è parte del Patrimonio Naturale dell'Umanità UNESCO e che si trova tra i comuni si Sesto, San Candido e Dobbiaco. Un vero e proprio paradiso per escursioni (dalle più impegnative a quelle per tutta la famiglia), scalate e arrampicate in falesie straordinarie.

Prima di ripartire per Milano, mi concedo un pranzo al Bistro Bergsteiger. Situato in piena Val Fiscalina, di fronte alla spettacolare Cima 12, il bistro ha una struttura progettata per essere il più discreta possibile, in modo tale da non impattare il magnifico paesaggio montano. E qui, gambe di nuovo sotto il tavolo, gusto un'altra meravigliosa tappa nel mio percorso di recupero post gara: il pranzo!

sabato 3 luglio 2021

Un weekend da frontman in Alto Adige, parte 1: climbing in Val di Landro


Il 9 marzo 2020 quando tutta l'Italia entrò ufficialmente in lockdown, io mi trovavo letteralmente dall'altra parte del mondo, appena arrivato ad Anchorage in Alaska dopo aver percorso oltre 200km dell'Iditarod Trail in autonomia in uno degli inverni più terribili degli ultimi anni con temperature ben al di sotto dei 50°. E' passato più di un anno da allora. E finalmente ora nell'ultimo weekend di fine giugno 2021 mi ritrovo alla vigilia della mia prima gara post-pandemia: l'Ultradolomites di 80km.   

Mi sembra già un vero e proprio miracolo essere riuscito a tornare in Alto Adige / Suedtirol e in tutta onestà non riesco a trovare in me nessuna ansia agonistica, ma solo la gioia profonda di essere di nuovo tra queste montagne. E allora al posto di fare la solita corsetta defaticante pre-gara, ho deciso di approfittare di queste meravigliose montagne e concedermi un bellissimo pomeriggio di arrampicata nella palestra di Roccia Landro con la guida Alpina Daniel Rogger.

Daniel non è solo una guida straordinaria che conosce ogni angolo di queste montagne dalla bellezza unica, ma è anche l'autore di una eccellente guida Dolomiti senza confini, (Edizioni Versante Sud, 2020) in cui descrive quello straordinario percorso inaugurato nel 2018 da Reinhold Messner e Fausto De Stefani, progetto di cui ho avuto l'onore di vedere la nascita (https://maxmartaoutdoor.blogspot.com/2018/06/dolomiten-ohne-grenzen-das-dorf-der.html)    

La falesia di Landro ha un accesso facilissimo con un comodo parcheggio ai bordi della statale Alemagna, poco dopo il Lago di Landro. La parete esposta ad est, si presenta subito in tutta la sua bellezza aprendosi ad anfiteatro in messo al bosco. La vicinanza del bosco la rendono piacevolmente fresca anche nelle giornate di gran caldo e uno strategico tettuccio sopra i tiri, ci consente di scalare anche se ad un certo punto arriva il classico temporale estivo. La roccia di questa falesia è la dolomia che garantisce delle prese "fotoniche". La parete rapisce lo sguardo, verticale o leggermente strapiombante e il grado di difficoltà delle oltre 50 vie va da 4b a 8b, di cui la maggior tra 6a e 7b, una scelta davvero ampia che fa la felicità sia dei principianti che dei più esperti.

  

Daniel si informa sulle mie capacità e mi propone di iniziare per "grado" inizio da primo su una via alla sinistra del sentiero landroverschneidung 5a, mi studia, mi valuta e poi mi suggerisce un upgrade sulla seconda via hakenflut 5b. Devo dire che le mie nuove scarpette LaSportiva "Finale"  mi supportano su ogni piccolo appoggio perfettamente in linea con le aspettative.

Poi, con un entusiasmo non prevedibile in una Guida Alpina dal simile profilo, ma guidato dalla preoccupazione crescente che la mattina dopo sarei dovuto partire per gli 80km dell'UltraDolomites, mi monta lui le successive due vie: fuer Elise 5b e die longweilige 6a. Salgo comunque da primo ma senza il peso dei rinvii sull'imbrago. Certo a quel punto anche nella mia testa suonavano i campanelli d'allarme per l'Ultra Trail in partenza!

Daniel è anche uno degli ideatori del Dolorock Climbing Festival 2021, il meeting di arrampicata che si svolge nelle Dolomiti tra Sesto e la Val di Landro. L'evento è arrivato alla sua ottava edizione, ma quest'anno per rispettare le norme anti COVID-19, si svolgerà in una versione alternativa. Infatti se negli anni scorsi il meeting di arrampicata era concentrato in un unico weekend di maggio, quest'anno per la gioia di tutti i climbers si svolgerà nell'arco di tutto il mese di luglio. I partecipanti possono scegliere liberamente il giorno per partecipare ed arrampicare, previa registrazione online su www.dolorock.com. Un'occasione unica per conoscere meglio La Valle di Landro con tutte le sue straordinarie falesie.  

 

martedì 28 aprile 2020

UTMB2020, perché no? Pourquoi pas? Why not?




2016 UTMB Finisher Birra a Chamonix


Giorni chiusi in casa che poco a poco sono diventati settimane e adesso mesi... Ma il sogno di tornare a correre sui sentieri delle montagne non cessa. Anzi cresce ogni giorno di più.

E allora si gioca con la fantasia a "se fossi..."
Per rendere questa quarantena meno dolorosa, per volare con la mente sulle cime delle alpi.



E oggi quando la tanto sperata apertura si è per l'ennesima volta infranta nei numeri dei contagiati e nelle nuove disposizioni governative ... il mio gioco è "se fossi M.me Poletti" 


Io me la vedo Madame Poletti a scervellarsi. E penso che i miei anni di esperienza nei trail e nelle gare estreme potrebbero pure servire a tentare a trovare una soluzione. Non dico definire con certezza assoluta il modo per poter risolvere un problema, ma almeno individuare quelle che sono delle modalità già testate in giro per il mondo che potrebbero singolarmente essere d'aiuto, per poi miscelarle insieme e adattarle le une alle altre per arrivare a quella che potremmo definire un proposta.

Iniziamo con il definire il problema pricipale che si trova davanti M.me Poletti: come potrebbe UTMB 2020 (nel caso ci fossero le condizioni minime per partire) garantire la necessità di distanziamento sociale, comune alle tre nazioni attraverso le quali si snoda il trail (Francia, Italia e Svizzera nell'ordine) e le differenti regolamentazioni nazionali nelle singole tre nazioni


Incognita questa che comporta dei sotto problemi da gestire:
-Distanziamento sociale in Partenza a Chamonix
-Cambio di Regolamentazioni nazionali ai confini
-Distanziamento ai ristori
-Distanziamento alle rilevazioni dei passaggi
-Distanziamento all'arrivo


Proviamo a listare potenziali soluzioni:


Al momento la partenza è prevista per le ore 18:30 da Chamonix con la modalità Partenza in massa. La soluzione potrebbe essere partenza singola a partire dal mercoledì alle ore 18:30 ad un minuto di distanza in base al punteggio ITRA, con l'ultimo concorrente, quello più lento o meglio quello con punteggio più basso che parte alle ore 18:30 del venerdì. Questo permetterebbe la partenza di ben 2880 UTMB participants.


Il percorso potrebbe essere tenuto tutto in territorio francese. Questo eviterebbe la gestione di soluzioni tardive ricevute da Svizzera e Italia. Quale percorso? Beh io ho sperimentato nel 2012, la modifica di percorso causa "problemi al confine", in quel caso si trattava di neve. Lo stesso percorso, beh con pochi o tanti miglioramenti, potrebbe benissimo essere riproposto. Nel 2012 fummo informati il giorno prima, quest'anno si potrebbe dare informativa con forte preavviso.


Per i ristori, questo è davvero il minore dei problemi. Vista l'esperienza dei partenti, nessuno dovrebbe aver problemi a mettersi un litro d'acqua in più nello zaino (o far acqua nei torrenti) e portar con se 10/15 barrette/gel o simili.


Per la rilevazione dei passaggi, piuttosto che l'arcaico lettore di BarCode, si potrebbe avere un trasmettitore legato allo zaino e tutti potrebbero essere dovutamente seguiti. Tanto più che trattandosi di un giro circolare non dovrebbero esserci problematiche di sportività.


L'arrivo? Beh no, non vieterei la lattina di birra bevuta sui gradini della chiesa! Però giusto un minuto per la foto di rito e via! Niente doccia, niente brandine, niente massaggiatori, niente fisioterapisti, niente di niente...
  
E il gioco del "se fossi Madame Poletti" oggi mi rende questa cattivitá un po' meno pesante... forse


E voi cosa ne pensate?



Fatemi sapere, grazie!



Mie Partecipazioni:
2008 CCC Finisher
2009 UTMB DNF
2010 UTMB Finisher
2011 UTMB DNF
2012 UTMB Finisher
2013 TDS DNF
2014 TDS Finisher
2015 Tor Des Geants Finisher
2016 UTMB Finisher
2017 CCC Finisher
2018 OCC Finisher
2019 CCC Finisher

martedì 17 marzo 2020

Da evento più estremo e meno partecipato a unica gara in corso al mondo


Questa è l'Iditarod Trail Invitational ITI2020, in Alaska, nella distanza delle 1000 miglia fino a Nome.


AGGIORNAMENTO del 17 marzo

Partiti il 1 marzo alle ore 14:00 da Knik Lake-Anchorage e con 30 giorni di tempo limite, i concorrenti delle 1000 miglia ancora sul tracciato sono 12.

Tra questi 2 on FOOT, un americano e un austriaco, 1 nella specialità SKI, un norvegese, 9 con le Fat BIKE, tra cui una donna, l'ultima in gara.

Tra i bikers segnaliamo la presenza di due italiani: Willy Mulonia e Roberto Gazzoli. i rimanenti 7 sono 2 finlandesi, 2 dalla Nuova Zelanda, 3 dagli States, tra cui la fortissima Jill Martindale, e 1 dall'Alaska (considerati a parte) l'ultimo tra tutte le specialità.

Nell'ordine, al momento (martedì mattina in Italia) sono i seguenti i Check Point raggiunti

UNALAKLEET, miglia 694,8
Casey Fagequist
Jill Martindale
Petr Ineman

oltre KALTAG, al miglio 630,6 e al miglio 597,8
Jussi Karjalainen (vincitore nel 2019 della Rovaniemi 300)
Toni Lund

a NULATO, miglio 597,8
Graham Muir
George Adams
Willy Mulonia
Roberto Gazzoli

verso NULATO, al miglio 537,3
Beat Jagerlehner (già Senatore Tor des Giants e iscritto al Tor des Glaciers 2020), FOOT

a GALENA,  miglio 532,7
Asbjorn Skjoth, SKI

verso RUBY, al miglio 443,6
Klaus Schweinberger, dall'Austria



ulteriori dettagli su www.trackleaders.com



giovedì 12 marzo 2020

L'uomo che cercava la meraviglia - ultima parte


La mia avventura all'Iditarod Trail Invitational (ITI) ITI350 Alaska 2020

PARTE SECONDA


(ndr ad oggi 11 marzo, sono 30 i Finisher a McGrath, 29 i ritirati o DNF e 17 gli attivi ancora sul percorso)

Skwentna è il check Point più strutturato e anche nel bel mezzo della notte c'è sempre qualcuno pronto ad accogliere i partecipanti all'ITI, siano essi proiettati verso il traguardo di McGrath delle 350 miglia, siano quelli il cui obiettivo è proseguire verso Nome lungo il tragitto di 1000 miglia.
Le ultime miglia per arrivare al check point si percorrono attraverso un bosco. e questo è un toccasana, perchè in mezzo al bosco il gelo in qualche modo si placa. Quel gelo che ci ha accompagnato per oltre 100km esposti al vento tagliente che soffia implacabile su fiumi e laghi con raffiche di 100/80km/h.
Grazie a quel passaggio nel bosco, si entra a Skwentna ben meno sconvolti che altrove. 
Riposo più lungo del solito, ma si viaggia in orario e si discerne sulla differenza tra gara e avventura. Fanno una gara quelli che vogliono che il tutto duri il meno possibile, partecipano ad una avventura quelli che vogliono godersi ogni istante dei dieci giorni previsti come tempo massimo per raggiungere McGrath.
Mark, il concorrente incontrato la notte prima é li. Mi racconta che neanche lui era riuscito a passare, ma che un cacciatore, visto il ripetersi della scena, lo aveva raggiunto con la moto slitta ed invitato a ripararsi nella sua cabin.

Alle prime luci dell'alba, bene o male tutti assieme a pochi minuti di distanza ci si rimette in cammino. Il prossimo checkpoint è Finger Lake al miglio 130. Ci sono 40 miglia da percorrere. Queste 40 sono divise in due segmenti, il primo da Skwentna a Shell Lake di circa 20 e il secondo da Shell Lake al Winterlake Lodge che si affaccia su Finger Lake. Il miglio 130 era per me il punto d'arrivo della ITI130 conclusa con successo nel 2018. So cosa mi aspetta.
Klaus & Max
Io e l'amico Klaus partiamo di buon passo, ma veniamo presto sorpassati dalle Fat Bike che si avvantaggiano della solida base ghiacciata della mattina, non affondano e viaggiano spedite. Tra questi i tre italiani, Roberto Gazzoli e i fratelli Willy e Tiziano Mulonia. Ad un certo punto dalla distanza vedo un punto nero che torna verso di noi, più si avvicina e più la figura in movimento è nitida. Sarà qualcuno che si è dimenticato chissà cosa al Check Point e torna a prenderlo, penso. Ma poi no, non si tratta di un biker, ma di un'alce (moose) che punta verso di noi al galoppo!!! Ci lanciamo subito nella neve alta lasciando il sentiero in quel punto tracciato e veloce. Aspettiamo pazienti, l'alce si ferma e poi sparisce nel bosco. Sarà questo il primo di una serie di incontri e scontri tra le alci e i concorrenti che caratterizzeranno la giornata e i dintorni di Shell Lake. E ovviamente aumentano il senso di insicurezza. Per chi non lo sapesse le alci sono estremamente pericolose perchè sono immense (un maschio può pesare anche 700kg) e non hanno affatto paura degli uomini tanto da aggredirli spesso soprattutto se hanno fame.
Fuori da Shell Lake Si entra nell'infinita swamp o palude ghiacciata e battuta dal vento. Il vento ha cancellato ogni traccia di chi ci aveva preceduto nel corso della notte e la neve qui è alta. Indossiamo le ciaspole e siamo noi stavolta a passare i bikers intenti a spingere.
Dopo quattro miglia si torna in un bosco con i suoi piacevoli (almeno per me non tanto per gli altri) saliscendi che aiutano a mantenersi caldi.
Due cacciatori su una grossa e rumorosa motoslitta si avvicinano preoccupati e ci avvertono: "fate attenzione, nel bosco ci sono molte alci e sono "hungry and angry" affamate e arrabbiate, vi attaccheranno. Fate attenzione". Con tutta la cautela che ci consentivano l'energia rimanente e l'adrenalina crescente, proseguiamo il nostro cammino. Ma per fortuna niente alci questa volta!
Finger Lake check point

Usciti dal bosco e arrivati a Shell Lake, incontriamo presso il rifugio altri concorrenti che invece se l'erano vista brutta con i moose. Parlavano di aggressioni, di lunghi periodi di attesa (fino a due ore!) passati nella neve alta o aggrappati agli alberi, mostravano i danni e si preoccupavano di altri concorrenti non ancora arrivati fin li. I danni più evidenti li riportavano tre Fat Bikes, una era stata calpestata e aveva i raggi di una ruota rotti, un'altra aveva il disco del freno anteriore spezzato, una terza una borraccia in metallo con stampato e nitido lo zoccolo di un calcio di un'alce. Ovviamente, non ci si può fermare e aspettare un meccanico che non arriverebbe e le riparazioni andavano fatte comunque. Le miglia da percorrere erano ancora tante. Sono stanco, mancano Circa 40km al prossimo check point, bisognerà andare per gran parte della notte, sappiamo già che poi non ci si potrà riposare tanto e bisognerà ripartire alla svelta verso il prossimo check point: Puntilla Lake. Visto che la luce del giorno va dalle 8 alle 18, ci prepariamo con le frontali, un lungo respiro e ci si rimette in cammino. Le temperature scendono vertiginosamente, già dalla mattina avevo avuto difficoltà con l'apertura dei thermos che avvicinandosi ai -40° non ne vogliono sapere di aprirsi. Mezzanotte. da ore il vento ci bersaglia. Il termometro sulla slitta di Klaus che nel corso della giornata si era attestato sui -40celsius, ora tocca  i -45° per poi proseguire la sua discesa inesorabile fino a mostrare i -50°. Sempre vigile, i pensieri vanno a quello che sta facendo il mio corpo: sta drenando liquidi da mani e piedi e sta tutelando il cuore e i polmoni. Sempre vigile, so che devo bere di più, ma prendere quel maledetto thermos che mi sta distruggendo le costole comporta uno sforzo enorme. Rimpiango non avere un Camel Back. Sempre vigile, non mi fermo, continuo ad andare. Sempre vigile, agguanto due scaldamani chimici che avevo nelle tasche del giaccone antivento Thenorthface, li apro, li metto nelle muffole Himalaiane e ripongo le cartacce in una tasca per non sporcare.

In ginocchio

Sempre vigile, ma non ce la faccio più. Sempre vigile, penso che non ho mai chiamato il Soccorso Alpino, certo che peró stavolta, se ci fossero stati i soccorsi, certo che se il cellulare avesse avuto copertura, certo che se le distanze potessero percorrersi in ore e non in giorni, ma chissà se. Sempre vigile, dico a Klaus io basta, io mollo il colpo io mi organizzo un bivacco. Klaus mi dice che sono pazzo, che siamo su un fiume, che siamo in una galleria del vento, che non si bivacca di notte, che non si bivacca a -50°! Si va avanti. Sempre vigile, gli dico lo so, ma Good luck my Austrian friend io mollo il colpo, I hope to meet you somewhere, we will for sure meet somewhere. Sempre vigile, mi avvicino alla sponda, la neve è ancora più alta. Dalla slitta di Klaus spunta miracolosamente una pala!!! Io avevo giurato a me stesso, mai più in Alaska senza pala! Ma non l'avevo presa. Ci scaviamo quanto possiamo una buca. Tiriamo fuori sacchi a pelo, materassino isolante e sacchi da bivacco. Usiamo le slitte e il loro riflettenti per ripararci dal vento e per segnalare la nostra presenza. Saltiamo vestiti nei sacchi a pelo. Beviamo.

Il bivacco

Apriamo altri scaldamani e li posiziono anche nelle scarpe, che grazie al BOA potevo slacciare anche con le mani ridotte a uncini. Trovo la forza di mandare un messaggio preimpostato con il Garmin InReach "rest in/out", che nessuno si preoccupi, sempre vigile, chiudo gli occhi.
Mi sveglio. Non avrei mai potuto dire quanto avevo dormito ma ho controllato ieri dalla traccia che erano passate due ore. Quando ci si sveglia da un bivacco il freddo che si prova in entrata nel sacco a pelo non è nulla, assolutamente nulla rispetto a quello in uscita.
Passa Donald, un concorrente della 1000 ci guarda, una battuta e prosegue.
Sempre vigile, apro il thermos che avevo nella giacca ma era vuoto. Sempre vigile, esco al vento e con precisione e velocità rimetto tutto nella sacca sulla slitta. Riposiziono le ciaspole sulla sacca, riaggancio tutti gli elastici. Klaus fa altrettanto. Trovo il modo di dedicare tempo ad un sorriso, un'alce era passata a trovarci e ci aveva lasciato la sua cacca a testimonianza...
Le miglia rimanenti per Finger Lake sono un supplizio, lunghe pause poggiato sui bastoncini, colpi di sonno e risvegli con la faccia nella neve.
Dopo ore spuntano i cartelli che conoscevo, quelli rossi di due anni fa, "Attention Planes Landing" è la pista d'atterraggio sul ghiaccio di Finger Lake.
Entriamo nella Cabin, finalmente al riparo. Ma sono svuotato. Mi dicono che da 4 giorni nessun aereo riesce ad atterrare causa meteo. 
Mi addormento.
Una mano mi scuote e mi dice: "Abbiamo la conferma via radio, alle 12 atterra e riparte per Anchorage un aereo, vuoi un posto?". 

Taken!
Decollo da Finger Lake

Sul volo di ritorno il secondo passeggero, James un giovane ragazzone di Anchorage grande, grosso e barbuto, scuote la testa e ripete "mai visto nulla del genere, mai visto nulla del genere".

domenica 16 febbraio 2020

Epic SKI TOUR 2019/2020: seconda tappa in Valle d'Aosta 14-16/02/2020


verso il Mont Flassin
L'Epic Ski Tour https://www.epicskitour.com/ è una gara di scialpinismo nata nel 2017 ma che nel giro di soli tre anni è riuscita ad imporsi nel panorama dello ski nazionale e internazionale. Tanto che nell'edizione 2020 la competizione ha deciso di dislocarsi in tre distinte tappe in diverse località dell'arco alpino: Davos a dicembre 2019, Valle d'Aosta in febbraio e la terza e ultima tappa che si terrà in Trentino - Monte Bondone dal 6 all'8 marzo (le iscrizioni alla terza tappa sono aperte!).

La caratterisitca dell'Epicskitour è infatti che accanto agli atleti elite, ai grandi campioni dello scialpinismo possano accedere a questa gara anche a tutti coloro che sono animati da uno spirito agonistico (con una particolare attenzione ai Master). E non solo! Nelle diverse tappe è previsto che la giornata della domenica sia definita Epicsktour 4all, ovvero una formula secondo cui oltre alla gara sono previste delle uscite senza misurazione di tempo e con una giuda alpina dove  gruppi di scialpinisti con diversi tipi di livello /Rookie, Beginner, Adbvanced) possono testare il percorso di gara. 


prima della partenza
Io avevo già partecipato alla prima edizione nel 2017, interamente svoltasi sulle Dolomiti. In quell'anno la formula adottata era quella di una sola tappa da svolgersi dal venerdì alla domenica che però coinvolgesse diversi luoghi delle Dolomiti sempre nello spirito di rendere lo scialpinismo sempre più accessibile al pubblico. Considerandolo al tempo stesso veicolo per promuovere la bellezza della montagna.

La tappa in Valle d'Aosta si è svolta nella zona del Gran San Bernando in una magnifica giornata di sole. Gli Organizzatori, tuttavia, viste le condizioni meteo dei giorni precedenti e l'impatto sul tracciato, hanno aggiunto al materiale obbligatorio i rampoini. Che in effetti si sono dimostrati indispensabili sul Mont Flassin per garantire sicurezza dei partecipanti. Sui vegliano anche i volontari, le guide alpine e i professionisti d del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza.


in giallo in prima griglia tra gli Elite

Partenza con scenario delle grandi occasioni con i grandi campioni sulla linea di partenza. Allo "sparo" tutti sono partiti a velocità fotoniche dando così la possibilità al gruppo di allungarsi lungo la prima salita che porta al Colle della Valletta con  1180 m D+. A quel punto discesa di circa 350m, poi cancello orario, posto a due ore per dar modo anche ai diversamente veloci di transitare. Nuova salita fino al Mont Flassin, prima con le pelli e poi, per gli ultimi 160m D+, con i ramponi. Ancora una piccola discesa, sempre con gli sci sullo zaino, e poi discesona divertentissima da circa 1220m D- fino al traguardo.

immaginii di gara

Al traguardo, tutti, ma dico tutti compreso ultimo e penultimo (!) sono stati dovutamente omaggiati e festeggiati.
Insomma gara organizzata benissimo. Ma non solo! L'Epicskitour è molto di più di una semplice gara! E' un evento che promuove lo scialpinismo anche al "grande pubblico" grazie alla formula "4all" e allo stesso tempo rappresenta un'occasione per visitare le montagne meravigliose delle Alpi. Bravissimi!!

intervistato all'arrivo


Riporto sotto le classifiche maschili e femminili, ricordando che ai primi sono andati sia premi in denaro che prodotto tipici. Per tutti invece una bellissima maglia tecnica Basalayer UYN.
1
ANTONIOLI ROBERT
ITA, C.S. ESERCITO


2
EQUY SAMUEL
FRA, SAMUEL EQUY

3
MAGUET NADIR
ITA, C.S. ESERCITO


1COMPAGNONI GIULIA
ITA, C.S. ESERCITO


2TOMATIS KATIA
ITA, KATIA TOMATIS


3MOLLARD SOPHIE
FRA, CMSAB

premiazioni
N.B. da non dimenticare che il bordo medioevale di Etroubles è tra le Bandiere Arancioni del Touring Club, ovvero tra i borghi più belli d'Italia. 

La prossima tappa