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domenica 9 luglio 2017

In vista dell' Iditarod 2018 - ITI 130: intervista a Omar Mohamed Alí

Intervista a Omar Mohamed Alì Adventurer Ultra Runner , Outdoor Trainer, CrossFit Coach


E’ fantastico parlare con una persona che non hai mai incontrato prima e scoprire - nel corso della chiacchierata - di condividere le stesse passioni, esperienze, avventure e soprattutto lo stesso approccio verso “le imprese estreme”.  E’ stato proprio questo quello che mi è successo quando ho telefonato ad Omar, ex-professionista delle truppe Alpine con incarichi speciali, Ultra Runner Finisher all’UTMB, alla LUT, al Cro-Magnon nonché titolare di un Box Cross-Fit a Saronno. Mi sono messo in contatto con lui perché avevo letto un bell’articolo in cui raccontava la sua esperienza in Alaska. E così, preso il coraggio a quattro mani, ho cercato il suo contatto e l’ho chiamato.

Grazie ai racconti di un amico, Omar si è appassionato alla Yukon Ultrahttp://www.arcticultra.de/en/ e ha deciso di andare con lui alla versione di 300 miglia e che sono riusciti a completare con successo.  E’ nato così l’amore per il  “deserto bianco”. Quella strana passione per gli spazi infiniti – non importa se sono deserto, oceano o pianura di ghiaccio, dove lo sguardo si perde nell’orizzonte. Per poter attraversare questi luoghi così complessi e difficili è necessaria una preparazione metodica con la massima attenzione ai dettagli. E questo viene più facile se si è da sempre abituati ad affrontare gli eventi della vita con la stessa metodologia e devozione.

Vista la mia prossima partecipazione all’Iditarod Trail Invitational http://iditarodtrailinvitational.com/  ho chiesto ad Omar alcuni consigli e suggerimenti, considerando che lui - oltre ad aver concluso la Yukon - ha anche partecipato al'IditaSporthttps://iditasportalaska.com/ che si sviluppa praticamente sullo stesso tracciato dell’Iditarod. Siamo quindi subito passati a discutere i dettagli delle sue due avventure. E sono questi i dettagli che vorrei condividere, perché ritengo facciano parte del fascino di queste “Outdoor Adventures” che chiamare gare è oltremodo riduttivo.

                                                                                                                                  
La caratteristica di queste avventure nell’estremo nord è che si affrontano trainando una slitta, o pulka, o sled. La slitta contiene tutto il necessario per i giorni in cui si resta “confinati nell’ignoto”. Il peso della slitta oscilla tra i 22 e i 25 chili in relazione alla lunghezza e comprensivo del materiale essenziale alla sopravvivenza. Sulla slitta si carica solitamente un sacco impermeabile agganciato alla slitta stessa con dei moschettoni o con dei tiranti e reti elastiche. All’interno si posiziona: cibo, fornello per sciogliere la neve e scaldare il cibo,  thermos, ciaspole, ramponi, sacco a pelo, sacco da bivacco, materassino isolante e altri oggetti. Ma attenzione: qui non c’è materiale obbligatorio! Volete sopravvivere nel deserto di ghiaccio? Beh non aspettatevi che gli organizzatori vi diano consigli o suggerimenti. Il sito dell’Iditatod lo dice chiaramente: se avete bisogno di indicazioni su come sopravvivere a queste condizioni, allora forse siete nel posto sbagliato: ci sono altre gare più adatte a voi, non questa!

Omar ha usato un sacco da 120 litri agganciato con 4 moschettoni. Io invece alla Rovaniemi 150 https://www.rovaniemi150.com/  avevo un sacco da 80 litri, ma ugualmente ben assicurato con tre elastici colorati con ganci identici a quelli che usava mio papà per il portapacchi sul tetto della sua Fiat 124!! Ma Omar aveva anche una tenda minimalista, ignifuga, da 1,6kg e con due ingressi: uno per posizionarci il fornello stabilizzato da un pianale in legno, l’altro per entrata e uscita…alla mia osservazione di perché non un semplice sacco da bivacco, Omar ha risposto che la tenda dà più un’idea di casa, di rifugio sicuro. Ecco cosa mi piace di lui: cerca anche nelle condizioni più estreme di vivere in un modo autentico.
Come me Omar ha fatto tantissime Ultra Trail. Ma adesso ha deciso di indossare il pettorale solo in rare occasioni e dedicarsi di più all’avventura, alla scoperta. “vedi io adesso preferisco fare un altro tipo di esperienza. Preferisco trovare vie diverse d’accesso alle cime, trovare altri percorsi” mi dice e qui davvero mi riconosco nel suo percorso.


Torno a farmi e a fargli mille domande su questa impresa! Come hai fatto per l’acqua?
E il percorso di queste gare? Spesso non è tracciato, allora anche questo argomento andrà affrontato.
E se si elimina il cambio di abiti: come ci si veste per stare al freddo per due/quattro/dieci giorni?
Si corre o si cammina?
Che scarpe si usano?

Eh sì!! Mi accorgo ce n’è abbastanza per un secondo report.

mercoledì 5 ottobre 2016

Getting ready for the Grand Raid de La Reunion - La Diagonale des Fous 20-23 October 2016







In a few days, on Tuesday 18th, I’ll be flying to La Reunion, via Paris Orly, to take part to the 2016 edition of Le Grand Raid a 163km and 9700m D+ Ultra Trail part of the Ultra Trail World Tour, i.e. UTWT.


The responsible of the Event Communication Team proudly describes La Reunion Island as an exotic island like no other, with the very best of what the world has to offer, all concentrated on one island!

Across a surface area of only 2500km2, Reunion boasts a stunning array of untamed natural habitats and authentic cultures. With 40% of the island classified as a Unesco world heritage site, an impossible dream is suddenly made possible: to see the best of the world in just a few days.

During the very first minutes here, you’ll already feel the extraordinary variety of the different cultures living on the island in perfect harmony: from Asian cuisine to Creole marketplaces, along with Buddhist, Tamil or Christian traditions.

In just a few hours, you will be able to go from the vast and desertic lunar landscapes of the volcano to the lagoon in Ermitage. And then from the blue of the lagoon to the lush greens of the breathtaking mountain cirques.

In just a few days, you will have experienced such an exceptional variety of places and emotions, thanks to unique island: Reunion Island.

First feeling is: am I losing too much running for 66 hours rather than doing the usual touristic tours?
Not sure, the Grand Raid cuts the Island from South to North. It allows the runners to see the most beautiful landscapes, far away from any road and touristic tour.
Maybe, or for sure, I will not be able to enjoy the beaches and the seaside, this is due to my very demanding time schedule. Just to give you an idea, I’ll be out of Italy for 6 nights arranged as follows:
Night 1, on the plane. Night 2, in a luxurious, at least I hope so if reality is aligned to pictures seen on the web-site, hotel with access to the nearby beach. Nights 3 to 5, running if legs allow. Night 6, on the plane back to France.
It sounds relaxing, doesn’t it? However, I will do my best to spend the only and unique “holiday morning”, before the Wednesday 20th , 10 p.m. start, on the beach, swimming and why not, maybe scuba diving! You can think I’m crazy, but I remember when my son was with me in Chamonix, before the 2010 UTMB, and the very same morning of the start he took me to a crazy Rafting Adventure in the Chamonix Valley River. I survived, both Rafting and the UTMB! So, this time we will take with us our PADI licences, then we will see.

By the way, how and what to pack is the real time consuming activity in these days. We will fly with hand-baggage only. This is allowed by the warm and mild temperatures we are sure to find in beautiful La Reunion! Before and during the Grand Raid.
I will run the Diagonal des Fous with a 5 litres backpack, maybe the same old one of the latest UTMB, maybe a brand new! With the due experience and in depth Weather Forecast analysis, in Chamonix it was possible to pack all the compulsory material and just few additional accessories. In La Reunion weather should be even better, so I’m expecting to be able to use the same backpack. Of course, I will take with me, in addition to the “must have”, my super light raining jacket, a spare t-shirt and one additional pair of socks. Then, of course two front lamps and spare batteries for both. Not yet sure if and how I will use my GPS, maybe at night only. This is due to the 66-hour time limit that would make it possible with a fast recharging station in the middle of the Grand raid or with two GS, quite an expensive solution. The alternative is always the one of the Marathon des Sables, a light small plastic essential Swatch! Two bottles will also be preferred to the hidden Water Camel Bag, that is always empty when you need it and always with still too much water after the Arrival, no way! A bit tricky, but very convenient are the two bags at the two main Aid Stations at km 68 and km 125. I believe these will be a replica of what I have with me at the start: 2 t-shirts, two pair of socks, one short trouser, food/gel, spare glasses, spare cap, spare buff and batteries. I may add a pair of gloves and a rain jacket. All the remaining stuff must be placed in the third bag I will find after the Arrival…close to the Airport located in the north of the Island.

What else? It was very difficult to find someone in Italy that had already run the Grand Raid de La Reunion, a.k.a. La Diagonale des Fous, from one I learnt to bring with me the rain jacket and some additional cover for the nights that might be wet and cold, from the second, to focus of the front lamps. No more than this. So, I hope these notes may be of help, however be sure that when back, I will as usual be available should anybody ask for help or advice.

Yes ok, Training is missing. How am I training? Dears, I have been training tough all last winter week-ends, with ski mountaineering adventures, I run few Trails and just few weeks ago I finished the UTMB…so, not very much training for me in the seven weeks interval between UTMB and Diagonale des Fous! Three times with my Road bike, and very poor performances, just one Mountain Athletics training in Milan, one great long week-end in the Swiss Mountains Climbing and Mountaneering and few relaxing runs in Val Veny and Val Ferret, and dulcis in fundo three Yoga sessions, that’s all folks.

lunedì 5 settembre 2016

UTMB Timing _ full official disclosure










The UTMB will start on 26/08 from Chamonix at 6pm on the normal route.




26/08 18:00 - La partenza della gara UTMB e stata data !




Info LiveTrail 26/08 19:54, Massimiliano (2770) arrivato a Le Delevret (km 14), posizione 761. Prevista a Saint Gervais il 26/08 20:39
Info LiveTrail 26/08 20:49, Massimiliano (2770) arrivato a Saint Gervais (km 21), posizione 838. Prevista a Les Contamines il 26/08 22:44
Info LiveTrail 26/08 22:41, Massimiliano (2770) arrivato a Les Contamines (km 31), posizione 1078. Prevista a Les Chapieux il 27/08 02:51
Info LiveTrail 27/08 00:32, Massimiliano (2770) arrivato a La Balme (km 39), posizione 1094. Prevista a Les Chapieux il 27/08 03:19 I
nfo LiveTrail 27/08 02:13, Massimiliano (2770) arrivato a Ref. Croix Bonho. (km 45), posizione 1129. Prevista a Les Chapieux il 27/08 02:56
Info LiveTrail 27/08 03:06, Massimiliano (2770) arrivato a Les Chapieux (km 50), posizione 1149. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 27/08 05:50, Massimiliano (2770) arrivato a Col de la Seigne (km 60), posizione 1146. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 09:45
Info LiveTrail 27/08 07:30, Massimiliano (2770) arrivato a Lac Combal (km 67), posizione 1152. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 10:50
Info LiveTrail 27/08 08:38, Massimiliano (2770) arrivato a Arrete du Mont-F. (km 71), posizione 1090. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 09:59
Info LiveTrail 27/08 09:16, Massimiliano (2770) arrivato a Col Chécrouit (km 76), posizione 1044. Prevista a Courmayeur - Dolonne Entrée il 27/08 09:57
Info LiveTrail 27/08 09:58, Massimiliano (2770) arrivato a Courmayeur - Dol. (km 80), posizione 1006. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 27/08 10:52, Massimiliano (2770) arrivato a Courmayeur - Dol. (km 80), posizione 1018. Prevista a Arnuva il 27/08 15:00
Info LiveTrail 27/08 12:32, Massimiliano (2770) arrivato a Refuge Bertone (km 85), posizione 998. Prevista a Arnuva il 27/08 14:50
Info LiveTrail 27/08 14:08, Massimiliano (2770) arrivato a Refuge Bonatti (km 92), posizione 980. Prevista a Arnuva il 27/08 15:03
Info LiveTrail 27/08 15:20, Massimiliano (2770) arrivato a Arnuva (km 97), posizione 958. Prevista a La Fouly il 27/08 20:03
Info LiveTrail 27/08 17:04, Massimiliano (2770) arrivato a Grand Col Ferret (km 102), posizione 922. Prevista a La Fouly il 27/08 18:48 I
nfo LiveTrail 27/08 19:00, Massimiliano (2770) arrivato a La Fouly (km 112), posizione 939. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 27/08 19:01, Massimiliano (2770) lasciato La Fouly (km 112). Prevista a Champex-Lac il 27/08 22:19
Info LiveTrail 27/08 22:49, Massimiliano (2770) arrivato a Champex-Lac (km 126), posizione 969. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato I
nfo LiveTrail 27/08 22:52, Massimiliano (2770) lasciato Champex-Lac (km 126). Prevista a Trient il 28/08 03:45
Info LiveTrail 28/08 03:02, Massimiliano (2770) arrivato a La Giete (km 137), posizione 970. Prevista a Trient il 28/08 04:00
Info LiveTrail 28/08 04:29, Massimiliano (2770) arrivato a Trient (km 142), posizione 986. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato
Info LiveTrail 28/08 04:36, Massimiliano (2770) lasciato Trient (km 142). Prevista a Vallorcine il 28/08 09:23
Info LiveTrail 28/08 07:38, Massimiliano (2770) arrivato a Catogne (km 147), posizione 1109. Prevista a Vallorcine il 28/08 08:19 I
nfo LiveTrail 28/08 09:01, Massimiliano (2770) arrivato a Vallorcine (km 153), posizione 1130. Prossimo Prevision sara dato quando ha lasciato I
nfo LiveTrail 28/08 09:31, Massimiliano (2770) lasciato Vallorcine (km 153). Prevista a Chamonix il 28/08 16:45
Info LiveTrail 28/08 11:23, Massimiliano (2770) arrivato a La Tete aux vent. (km 160), posizione 1040. Prevista a Chamonix il 28/08 12:49
Info LiveTrail 28/08 12:12, Massimiliano (2770) arrivato a La Flegere (km 164), posizione 1010. Prevista a Chamonix il 28/08 13:33
Info LiveTrail 28/08 13:27, Massimiliano (2770) e finisher. Temps : 43:26:39 , classifica 971e (96e V2 H).



martedì 19 luglio 2016

Maratona del Ventasso: bella oltre che ecologica.

Pubblicato su Action Magazine.it e RunningPassion.it


Gli Appennini tosco-emiliani sono montagne “di passaggio” attraversate da autostrade e linee ferroviarie che collegano il nord e il sud del Paese. Spesso li passiamo quasi senza accorgercene, senza degnargli di uno sguardo: tutti concentrati sulla nostra destinazione finale. Eppure - se solo ci si ferma un attimo - ci si accorge subito che sono montagne magiche e bellissime. Curate e protette con attenzione da una popolazione che, avendo vissuto in prima persona il dramma dell’occupazione nazi-fascista, difende ancora oggi con orgoglio la propria terra.

Questa cura e questo senso di apparenza si sentono anche nell’organizzazione di un evento sportivo come l’Ecomaratona del Ventasso, trail a cui ho deciso di partecipare in vista della mia prossima partecipazione all’UTMB. Volevo infatti testarmi in una gara “veloce” per mettere appunto alcuni aspetti della mia preparazione. E in effetti l’ecomaratona del Ventasso è stato davvero un test interessante. Perché erano presenti runners davvero molto veloci, alcuni di loro forse più abituati alle maratone su strada che non ai trail ma con un elevato livello tecnico.

L’ecomaratona infatti si svolge sui canonici 42 Km  ma ha un impegnativo dislivello di 2.300 metri. Si parte dal paese di Busana a quota 800 metri per raggiungere il punto massimo a 1727 mt., sulla cima del Monte Ventasso. Si tratta di una maratona quasi esclusivamente su sterrato ma senza punti rischiosi o impegnativi a livello tecnico.  Il percorso si alterna tra meravigliosi boschi di castagno e di faggio e attraversa antichi villaggi con le case in pietra. Nel sentiero si possono poi scorgere piccole chiesette nascoste, ruscelli freschissimi e il lago Calamone, attorno al quale si corre e da cui parte la salita finale verso la vetta del Monte Ventasso. Da qui lo spettacolo è davvero meraviglioso! Si può ammirare tutto l’Appennino Reggiano, il Parmense e la famosa Pietra di Bismantova. Visto dal basso il Monte Ventasso, con le tante bandiere della Salomon che sventolavano con scritte bianche su campo nero, mi richiamava immediatamente alla memoria il Monte Gaustatoppen del Norseman di due anni fa.

I ristori posizionati ogni 4/5 chilometri rendono inutile l’uso dello zainetto da trail. E i volontari sempre sorridenti nelle loro magliette rosse e disponibili fanno dimenticare con il loro entusiasmo la fatica e il gran caldo. Nei sentieri non ho trovato nessuna traccia di gel o di altra spazzatura. Ma anzi ho visto molti partecipanti che, per rispetto del manto erboso e delle piante, usavano i bastoncini con i tappi di protezione. Balissaggio perfetto grazie a cartelli permanenti sul percorso e ai nastri gialli Salomon posizionati nei punti strategici del percorso. Per chi volesse testare il percorso allego comunque la mia traccia SUUNTO che vi rimanda su MovesCount

All’arrivo grande emozione per il generosissimo applauso dei numerosi volontari e spettatori che hanno festeggiato tutti gli arrivati, malgrado si sia abbattuto sugli ultimi un forte temporale. Bellissima la medaglia ecologica in legno e buonissimo (e abbondante!) il pasta party finale. Insomma una gara davvero interessante dal punto di vista tecnico per chi vuole provare “la velocità” in un trail. Gara davvero bella dal punto di vista paesaggistico e organizzata in modo esemplare. - See more at: http://www.actionmagazine.it/rubrica/trail/201607191116-maratona-del-ventasso-bella-oltre-che-ecologica/#sthash.YfUkXApI.dpuf









lunedì 27 giugno 2016

Trail La Thuile 02 Luglio 2016: Weekend di test del percorso


 
Ramponcini obbligatori per questo passaggio nella prima parte pre-Deffeyes


Panorami mozzafiato, percorso bellissimo e passaggi molto tecnici.
Questi i tre elementi di sintesi alla fine di una due giorni di test del percorso.
Andiamo in ordine.
Sul primo punto, penso possano parlare le foto scattate in corsa: girando la testa si passava dal Rutor, o Ruitor, con il suo ghiacciaio, al Piccolo San Bernardo, al massiccio del Monte Bianco alle Grand Jorasses. Cosa si può chiedere di più: semplicemente da osservare in silenzio a bocca aperta. Da un lato, spero vivamente che nessuno si dimentichi di queste montagne e dedichi qualche attimo ad ammirarle. Dall’altro, visti i tempi non proprio larghissimi, come invece dichiarato dagli Organizzatori, spero che tutti, specie gli ultimi e coloro che sono alle prese con il loro primo Trail, facciano andare le gambe! Sabato mattina, ad esempio ho incontrato dei ragazzi di Torino che rientravano come me in fretta e furia dopo la grandine arrivata impetuosa e improvvisa. Loro saranno al loro primo trail…non proprio il percorso più facile che si potesse sciegliere, ma gli faccio un grande in bocca al lupo! Comunque, per i soliti noti velocissimi, beh si per loro i cancelli sono molto larghi.
Percorso degno di una grande occasione, si parte con un tratto da fiaba lungo il quale si guadagnano i primi 600m di D+, poi inizia il lungo traverso che porta fino all’Alta Via 2 e poco dopo al Deffeyes. Questo è un percorso che andrebbe quantomeno segnalato e ricordato come essere per EE, ovvero Escursionisti Esperti. Segnalazione ovviamente non per i super-veloci o i super-esperti, ma per tutti coloro che affronteranno il lro primo Trail, magari leggendo che i tempi del cancello al Deffeyes sono tali da far arrivare tutti…mia opinione diversa discussa con il gestore del Rifuglio che ascoltava con interesse i miei argomenti (parlo per i neofiti della montagna, magari super campioni su strada….). Personalmente, tra il metti-leva dei ramponcini per il passaggio che si vede nella foto, due buoni panini che non potevano mancare nel mio zaino e soprattutto lo spettacolo di una famiglia di aquile che volteggiavano alte prima del Deffeyes, sono transitato in 4 ore e mezza…vedi senza vergogna in allegato la traccia del mio Suunto http://www.movescount.com/it/moves/move111398882
Comunque non transitavo su questo percorso dalla non dimenticata e purtroppo Edizione Unica: Valdigne 100km! Bei tempi…che stia diventando vecchio?!?
Per il terzo punto, l’Oscar va ad un passaggio che non ho potuto discutere con gli amici del Deffeyes, anchese giunto sul posto ho colto alcuni loro suggerimenti. Esiste un brevissimo tratto in discesa dove si deve attraversare una non larga lingua di neve. Ma questa prosegue in un toboga che finisce dritto dritto nel torrente che va a formare una delle cascate più belle! Mentre attraversavo mi sono girato a sinistra e …son tornato indietro!
Mio consiglio, se non si vuole prendere una pala e tagliar via la poca neve, è quello di usare un passaggio su pietra che si trova dieci metri prima della lingua di neve e che scende diretto e con meno pericoli sul tracciato.
Per concludere, non vedo l’ora che sia sabato!!!


 
Il Monte Bianco sullo sfondo
Un'aquila con sullo sfondo il ghiacciaio del Rutor

fatti 600m di D+, fuori dal bosco si ammira il Rutor

Vista su LaThuile

domenica 15 maggio 2016

Interview with M.me Catherine Poletti, director of the UTMB®


I had the opportunity to interview  M.me Catherine Poletti, director of the UTMB®, on a topic that recently raised many discussions in the Ultra Trail world, not only in Italy:

Nubi incombono su Chamonix

pausa al ristoro e via



1. What are the main potential risks considered for the UTMB competitions? Weather, path blocked, accident, competitor accidental death, injuries, etc ?UTMB's races are outdoor events taking place in mountain... So we need to take care of all risks inherents in outdoor practice, in mountain and also in a great number of runners including many trailers who have no idea of the mountain spirit...
Nobody can forget that outdoor activity means the acceptance of specific risks especially concerning weather conditions. A race comitee that brings together race's director, rescue directors, weather forecaster,... decide each days routes and start of each race

Moreover we take care of the different points through appropriates rules, a selection of qualified runners, the establishment of an appropriate medical and rescue plan, the the option of toggling in "plan B" as soon as it is necessary...
These "plan B" provide routes and all logistics (whatever it concern personnel or material).

2. What are the different safety measures consider in case of each single risk that may arise? Temporary suspension "start and go", Trail cancellation, alternative track like in 2010 and in 2012?
As I answered in your first question, the race comitee investigate risks each day and decide the best solution at least half a day before the start of each race

3. How important is to have participants with a basic common background, i.e. all of them with a minimum of "ITRA points" experience, rather than allowing any potential unexperienced runner to apply for a Starting Number?
It is better, but it is not the first reason for qualifying points. Indeed, it is a good point, but a runner can acquire qualifying points without having been in mountain...
We have to inform all runners of real conditions of races and in their side, they need not to forget that it is outdoor sport.

4. How Local Authorities or Government Authorities are involved in critical decision taking? E.g. decision to continue or to cancel UTMB if a material event will take place?
In France, the State administration (Prefecture) authorizes, each year, the organization of the event, after submission of a very complete dossier (detailed description of organisation and processes, the rescue plans and description of the rescue teams and the medical teams, the routes, the presentation of plans B....)
In exceptional situations, for example : a natural disaster, a landslide, complete closure of the Mont Blanc tunnel, a terrorist attack ... the organisation may have to ask help to the public administration services
It is the domain of the organisation to assess these situations.

"Alp & Trek": Christoph Hainz, il re delle Tre Cime di Lavaredo



 “L’uomo delle tre cime” è un film su Christoph Hainz, che racconta l’uomo e la montagna nella sua dimensione più pura, più audace, più gioiosa. Classe 1960, Hainz oltre ad essere uno tra i più importanti, estremi ed eclettici alpinisti italiani è anche una tra le più blasonate guide alpine, maestro di sci e snowboard, istruttore di arrampicata sportiva, guida di canyoning e via dicendo: insomma un uomo che ama la montagna in tutte le sue possibili dimensioni.

Hainz è anche un verace altoatesino profondamente legato alle sue Dolomiti e in particolare alle Tre Cime di Lavaredo. Suo è il record della via Comici sulla Nord della Cima Grande in 48 minuti. E già qui ci sarebbe da impallidire. Se poi si aggiunge che è stata fatta in solitaria e senza corde né assicurazioni... beh, il dubbio di trovarci di fronte all’Uomo Ragno viene! Come tutti gli uomini di montagna veri, lui non ha una specialità in cui eccelle: semplicemente eccelle in tutte. E riesce a mixare con sapienza tutte le varie tecniche di arrampicata e tutte le esperienze che gli derivano dalle diverse specialità, per raggiungere sempre il massimo. Un uomo che vive la montagna rispettandone i ritmi e la stagionalità: sci in inverno, arrampicate in estate. Lontano dei tecnicismi e dall’iper-specializzazione che tanto vanno di moda adesso.

Lo abbiamo incontrato giovedì sera a Bevera di Sirtori (Lecco), durante una delle serate organizzate da DF Sport Specialist e dedicate agli incontri con i grandi della montagna. Montanaro puro, Hainz arrampica con uno stile e una progressione impressionante. Eppure è uomo semplice e diretto senza pose da superstar. Un uomo che parla col cuore della sua passione: la montagna. Ecco perché l’incontro con lui è stato davvero emozionante e divertente.
Emozionante perché le immagini di lui in arrampicata libera sulla Cima Grande, mentre sale con un’agilità e velocità impressionante, danno davvero i brividi. Così come i filmati degli anni ‘90 dove lo si vede salire su una sottilissima candela di ghiaccio con grazia e leggerezza. Divertente perché a chi gli domanda cosa gli dà sempre nuove motivazioni, risponde con un sorriso: “la mia nuova fidanzata”. O quando gli chiedono il segreto del successo di tante sue imprese, risponde candido: “credo di aver avuto culo”

Per chi volesse avere un assaggio del film su Christoph Hainz, questo il link.
- See more at: http://www.actionmagazine.it/rubrica/alp-trek/201605132227-christoph-hainz-il-re-delle-tre-cime-di-lavaredo/#sthash.rrlTsShc.dpuf 

giovedì 28 aprile 2016

Sulla cima del Gran Paradiso



In vetta 4061m


Forse qualcuno di voi si ricorderà che l'anno scorso ho scritto su Action Magazine - passo dopo  passo - la mia avventura di avvicinamento al Tor des Geants 2015. Quest'anno invece sono qui a raccontarvi i miei allenamenti, i miei trail di preparazione e i materiali che uso in vista dell'ultra trail più prestigioso, più blasonato, più affascinante d'Europa e probabilmente del mondo: l’UTMB, Ultra-Trail du Mont-Blanc. E il primo problema che si pone è: cosa dire di nuovo su questa gara mitica che ogni anno porta a Chamonix circa 2.300 persone, tutte assiepate nelle stradine strette della meravigliosa cittadina francese situata ai piedi di sua maestà il Monte Bianco.

Vabbè, iniziamo dall'ABC. L'UTMB nasce nel 2003. Nella prima edizione prendono il via 700 trailers. Ma la gara è subito un successo e l'anno dopo al via si presentano il doppio dei concorrenti. L'anno dopo ancora, nel 2005, il numero limite di 2.000 partecipanti viene raggiunto in pochissime settimane e gli organizzatori si inventano altre gare di corollario all’UTMB (CCC in primis) per cercare di accogliere quanti più partecipanti possibili. Nel 2007 gli organizzatori con grande lungimiranza e senso di responsabilità per la sicurezza dei partecipanti decidono di imporre un criterio di qualificazione che prevede che all’UTMB possano aspirare solo persone che abbiano portato a termine in un periodo di tempo specifico una serie di altri trail lunghi che vengono definiti gare qualificanti UTMB e che attribuiscono al runner punti a seconda della difficoltà, lunghezza del percorso, altimetria, etc..  E vi assicuro che ottenere i punti di qualificazione non è affatto facile. Per raggiungere i 9 punti necessari alla qualificazione 2016 io ho dovuto portare a casa: Tor des Geants, Lavaredo Ultra Trail e 100 Porte di Pietra. Malgrado questo, ogni annole iscrizioni all’UTMB vanno in sold-out in pochi minuti.

Quest'anno l'appuntamento per la traversata del Monte Bianco attraverso i tre versanti francese, italiano, svizzero (ovvero circa 170 km con 10.000 metri circa di dislivello positivo in semi-autonomia da percorrere in massimo in massimo 46 ore) partirà il 26 agosto. Non è la prima volta che faccio l'UTMB, e ho portato a termine con successo la CCC nel 2008 e la TDS nel 2014. Anzi! Ben 4 volte sono partito per l’UTMB: la prima nel 2009 e l'ultima nel 2012. Ma delle mie esperienze precedenti vi racconterò nei prossimi articoli. Diciamo ora che colleziono quattro “smanicate” da Finisher: CCC, UTMB, UTMB, TDS.

Quello che è certo, è che torno a Chamonix con tanta esperienza in più e tante centinaia di km di dislivello in piú nelle gambe. Ma l'emozione in partenza sarà la stessa, lo so. Ho già ricominciato a vedere i video, a riascoltare le note della partenza, a condividere l'emozione di chi taglia il traguardo in piena notte. Certo, ormai mi basta chiudere gli occhi per far scorrere le immagini di tanti anni passati al cospetto del Monte Bianco. Ma quest'anno lo voglio affrontare con una nuova carica.

Per far questo non potevo che impostare un nuovo programma di allenamento! Che, come chi mi conosce sa bene, non è proprio ortodosso. Dal 5 dicembre 2015 ho inforcato gli sci all'apertura delle piste a Courmayeur e praticamente tutti i weekend successivi li ho trascorsi facendo solo ed esclusivamente scialpinismo: ovvero salendo e scendendo con gli sci ai piedi le meravigliose montagne della Valle d'Aosta. Ho iniziato da quelle vicine, Col Fetita e Col Croce. Poi percorrendo in lungo e in largo il meraviglioso Col Entrelor da Rhemes Notre Dame (l'ho fatto talmente tante volte da perderne il conto) e lo stesso si può dire per Il Sigaro da Valgrisenche e Arp Vieille da Bonne (tutti i dettagli e le tracce sul mio blog).

Annata di scialpinismo dunque strepitosa, che ha visto tra i momenti di maggiore emozione la fantastica esperienza da tracciatore del percorso del 18° Tour du Rutor  (competizione internazionale di Sci Alpinismo organizzata In Valle d'Aosta che è parte del circuito della Grand Course che include Mezzalama, Patrouille des Glacier e Pierra Menta) dove ho potuto vedere da vicino la straordinaria abilità dei giovani scialpinisti che - seppur in una situazione meteorologica davvero difficile - si sono sfidati sulle pendici del monte Rutor con una foga incredibile.

Annata davvero stupenda che - per quanto mi riguarda - ha avuto il suo momento clou lo scorso 24 aprile quando sono salito sulla vetta del Gran Paradiso (4061m. Questo ha significato una gioia incontenibile e la consapevolezza di aver inanellato un inverno unico in termini di neve, emozioni, dislivello e sempre maggior conoscenza dei pericoli oggettivi che affrontiamo in montagna! La salita al Gran Paradiso è stata caratterizzata da temperature polari e da un vento che rendeva il percepito quasi non gestibile ovvero tale da aver seriamente valutato la possibilità di rientrare. Questo ha reso gli istanti in vetta ancora di più unici e indimenticabili: ho voluto con tutte le mie forze quella vetta, e malgrado il clima avverso me la sono andato a prendere!
Per non parlare poi della lunghissima sciata fino quasi ad arrivare a Pont che è stata per la qualità della neve una vera gioia infinita. Un po' come la gioia che si provava da ragazzi l'ultimo giorno di scuola. E sì perchè da oggi la prima fase di preparazione basata sulla potenza aerobica garantita da tante ore di percorrenza di pendii estremi it's over! Ora si torna ai sentieri, sempre più liberi dalla neve. Quali sentieri? Beh, mi sembra ovvio: quelli della Valle d'Aosta.


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mercoledì 27 aprile 2016

Summit of Gran Paradiso (4061m) Sabato 23 e Domenica 24 Aprile 2016



Salita con gruppo sullo sfondo

Salita in traccia su un traverso

Un sole freddissimo

Clima polare

meraviglioso

quasi al "parcheggio"

Nel vento

In vetta con Rocco

Un momento di preghiera in vetta

discesa da equilibristi

Voltandosi indietro durante la discesa

curve spettacolo, divertimento puro

curve e divertimento

Rifugio Vittori Emanuele in vista

da dove siamo scesi

si siam scesi da li

traversamenti verso la Valle

giovedì 7 aprile 2016

Presentazione a Valmadrera: Marco de Gasperi, fabiomenblog.com e 11° Trofeo Dario e Willy



Ieri sera a Valmadrera, dopo una salita e relativa discesa, con tanto di frontale, ho partecipato alla serata di presentazione del libro di Fabio Menino http://www.fabiomenblog.com/#!book/c12hx


UN ANNO IN GIRO PER IL MONDO

con quattro atleti e una moglie

 

ONE YEAR AROUND THE WORLD

with for athletes and one wife



Durante la serata, guidata e orchestrata da Maurizio Torri, è stato trasmesso e commentato il filmato del record di Marco de Gasperi e il Trofeo Dario e Willy del 1 Maggio 2016: http://www.sportdimontagna.com/skyrunning/trofeo-dario-willy-2016-valmadrera-lc 








martedì 29 marzo 2016

Sci Alpinistica, "Gran Paradiso" (4061m) da Pont via Rifugio Vittorio Emanuele, Sabato 26 e Domenica 27 (Pasqua) Marzo 2016

Salita da Pont


Ormai arrivato a Primavera: ho deciso di alzare un po’ l’asticella delle mie passeggiate di scialpinismo.
 
E come obiettivo mi sono messo quello di avvicinarmi con rispetto quanto più possibile ad un 4000m. Sul Gran Paradiso con gli sci ne avevo sentite tante (anche da diverse guide alpine) e ne avevo letto molto: quale fosse la stagione migliore  per andarci e se salire dal rifugio Chabod oppure dal rifugio Vittorio Emanuele. Opinioni non sempre convergenti. E poi, dopo che mi è saltato il weekend di Pasqua al mare, mi sono detto "perché non andare a vedere da vicino?"

E così mi sono organizzato: e ho scelto la via che va da Pont al Vittorio Emanuele. Il rifugio è già aperto per la stagione primaverile e ho trovato un letto nella camerata con mezza pensione a 30 euro. 

Sabato mattina sveglia con comodo e solita strada statale verso Aosta, ma poi da Arvier stavolta verso Valsavaranche e non Rhemes Notre Dame.  In fondo alla valle la strada finisce dove inizia la pista di fondo di Pont e li si parcheggia. Si percorre un traverso a tagliare la pista di fondo e subito su attraverso il bosco. Dislivello notevole per cui metto i coltelli. Si incontrano persone con ciaspole e/o ramponcini che tornano indietro insicure. Ad un certo punto realizzo che uno sci non ha più presa e vedo che il perno di aggancio del rampone agli attacchi si era divelto e ovviamente sulla massima pendenza!
 

Risolvo indossando i ramponcini per un centinaio di metri di dislivello, si forse eccessivo ma volevo anche testare la mia capacità di “problem solving”. Ben presto inforco di nuovo gli sci essendo le soli pelli più che sufficienti per arrivare al Rifugio. Avendo molto tempo a disposizione, l’intenzione è quella di pernottare al Vittorio Emanuele e ripartire solo dopo la colazione, ammiro il panorama mozzafiato con La Tresenta (3609m) e il Cianforon (3640m) che la fanno da padroni e scatto alcune foto.

Solita ottima atmosfera al Rifugio, il gestore che mi recupera un coltello con promessa di restituzione immediata il giorno dopo (cosa che ovviamente faccio quando saldo il conto!), cena alle sette e palpebra che cala poco dopo.

La mattina di Pasqua, poco prima delle sei (nonostante il cambio orario solare/legale) il solito trambusto dice che è ora di colazione e di avviarsi!

La traccia dei primi è nitida e i gruppetti davanti e dietro numerosi: italiani non tanti, anzi pochini, ma molti tedeschi, francesi, austriaci e spagnoli, ops catalani!

Prima sorpresa che tradisce quasi tutti è una temperatura supposta più mite del previsto per cui poco dopo fan tutti una pausa per alleggerirsi…sarebbe stato meglio essere pazienti: dopo la prima rampa la temperatura crolla e impone una seconda pausa per ricoprirsi! La montagna incute rispetto, ancora il sole non illumina la salita, anzi non si incontrerà fin oltre i 3500m. La salita non é in un paesaggio incantato come per l’Entrelor o per il Sigaro o per l’Arp Vieille, ma le pareti sono più scure e ripide, si capisce che qui si fa sul serio.

Le previsioni Meteo non erano delle migliori. Il meraviglioso cielo azzurro del giorno prima avrebbe dovuto lasciar spazio a “pioggia e nebbia” per le 12. Visti i nuvoloni che si addensavano e considerando che non si voleva passare un’altra notte al Rifugio, raggiunti i 3500m, soddisfatti dell’esperienza sia io che molti, tanti altri senza distinzioni di nazionalità, siamo tornati indietro. Beh la sciata è stata spettacolare, non difficile e di massima soddisfazione. Certo che anche in discesa l’attenzione alla traccia è dovuta essere esponenzialmente maggiore che in tutte le altre scialpinistiche vista l’oggettiva situazione di pericolo e l’avversità al rischio!

Giunti al Rifugio, pausa caffè e recupero del sacco a pelo lasciato lì per ridurre il peso e poi…sbaglio da manuale? Anziché scendere direttamente a Pont, avevo sentito di una nettamente più lunga ma piacevolmente sciabile traccia che obbligava a risalire due/trecento metri ma poi dopo essere rimasti a quota 3000m, sotto La Tresenta e il Cianforon, in direzione Grand Etret, si poteva godere di una piacevole sciata. Insomma, la regola è quella di studiarli bene prima i percorsi e purtroppo a causa di un qualche errore di valutazione, mi son trovato con altri tre sciatori a tagliare di netto la valle e ad affrontare situazioni non piacevoli. Poi raggiunto comunque il torrente, allora si che la sciata è stata piacevole fino a Pont. Vi allego la traccia (la terza) da non seguire, bisogna spingersi molto più a fondo nella valle.


La Tresenta (3609m) bene in vista

Inizio percorso di salita del giorno dopo

La Tresenta (3609m) e il Ciarforon (3640m)

Landscape dall'interno del Rifugio

Il tramonto del sabato

Cena al Vittorio Emanuele (2734m)

Getting ready at 7am

La discesa dal Gran Paradiso (4061m)

Durante la discesa riappare il Vittorio Emanuele

Rientro a Pont via Grand Etret (2284m)


Salita da Pont al Vitt Emanuele

Le tre tracce di domenica sono le seguenti: http://www.movescount.com/moves/move98830773 
o scrivetemi in caso di mancata visualizzazione.


verso il Gran Paradiso, rientro anticipato



Verso Pont via Grand Etret